Consolidare la posizione dell'Italia del vino nel mercato americano: è quanto è emerso al Vinitaly Us Tour Miami e Palm Beach, appuntamento che si è svolto dal 9 all'11 febbraio, nell'ambito dello Yacht&brokerage Show, realizzato da Veronafiere in collaborazione con Buonitalia, ministero delle Politiche agricole e alimentari, Ice e Unaprol, con l'assistenza del Consolato generale d'Italia a Miami.

 A confermare l'andamento positivo dei vini italiani nel mercato Usa è Mel Dick, presidente della divisione vini e vicepresidente della Southern wine&spirits of America, il primo distributore negli Usa di vino (i distributori sono quelli che hanno in mano il mercato), che rappresenta 1.500 etichette del beverage per 5.000 differenti brand (tra vini, birre e liquori), con sedi operative in 32 Stati per 70 milioni di casse l'anno vendute, 10.500 dipendenti e un fatturato di 8,3 miliardi di dollari. «Le vendite di vino italiano stanno andando bene anche in questo inizio d'anno» ha detto Mel Dick,
Insieme ad altri distributori, ristoratori, importatori, la Southern wine&apirits ha preso parte al Vinitaly Us Tour di Miami e Palm Beach, terminando con un'iniziativa nell'ambito dello Yacht&brokerage Show la tre giorni di promozione in Florida dei vini italiani. Oltre mille le presenze complessive tra operatori del settore e wine lover al full day del 9 al Bitlmore Hotel, ai due eventi del 10 presso il ristorante Gaia con lo chef Gaetano Ascione e l'11 a Palm Beach.

La conferma che l'andamento delle vendite è col segno positivo arriva anche da Massimo Tuzzi, responsabile dell'export della Casa vinicola Zonin e vicepresidente e direttore generale della Zonin Usa. «Dopo aver chiuso il 2008 sul mercato americano con un incremento del 36% delle vendite, a gennaio 2009 - sottolinea Tuzzi - abbiamo registrato un +59% sullo stesso mese dell'anno precedente. Questo risultato non è frutto della casualità, ma di un piano di marketing che si è sviluppato negli ultimi cinque anni e che ci ha portato a coinvolgere gli operatori del canale ho.re.ca. e dei supermercati. Certo che la crisi c'è, ma qui nessuno si abbatte, c'è molta fiducia nella popolazione dopo l'elezione di Obama presidente e sono sicuro che nel secondo semestre 2009 questo mercato ripartirà a pieni giri». «Vinitaly Us Tour è stato molto ben organizzato - conclude Tuzzi - e rappresenta un valido supporto anche per le piccole-medie aziende che vogliono approcciare il mercato americano, che è diverso da città a città».

Il mercato statunitense sprigiona grandi potenzialità, anche in un momento di difficoltà dell'economia in generale come questo, e si candida a diventare entro il 2012 il primo a livello mondiale per consumi, secondo i dati diffusi da Chip Cassidy, direttore del Beverage program della Florida international University e wine director di Crown wine&spirits, il più importante retailer della Florida
«Negli Usa dobbiamo continuare a essere presenti per proseguire nell'opera di formazione, educazione al consumo, promozione culturale e di business, in modo da dare il nostro contributo al consolidamento e all'incremento della quota di mercato dei vini italiani - evidenzia Giovanni Mantovani (nella foto), direttore generale di Veronafiere. Quota che sta aumentando grazie alla spinta dei giovani tra i 21 e 29 anni, che stanno apprezzando in maniera sempre più significativa il vino rispetto ad altre bevande, anche per il fascino che riveste questo prodotto nel raccontare un territorio e una storia. In sette anni di presenza negli Usa abbiamo coinvolto oltre 15mila operatori del settore tra Las Vegas, Los Angeles, San Francisco, Boston, New York, Washington, Chicago e Miami, con un ritorno importante anche sul Vinitaly che si svolge ogni anno in aprile a Verona, e al quale partecipano in media oltre 3.500 operatori provenienti dagli Usa».

 Giovanni Mantovani
Al Tour ha partecipato anche il sottosegretario allo sviluppo economico, Adolfo Urso. La sua visita ha sancito anche l'inizio di una collaborazione tra Vinitaly e lo Yacht&brokerage show, salone nautico di livello mondiale concomitante, dove Ice e Vinitaly hanno allestito il Club Italia per presentare i più importanti cantieri nautici italiani, e che è stato inaugurato ieri da Urso, dal presidente del'Ice, Umberto Vattani, dell'Ucina, Anton F. Artoni, e dal Console generale d'Italia a Miami, Marco Rocca.
«Questa iniziativa ha avuto un grande successo su un mercato in cui i vini italiani, con un valore dell'export di 1,1 miliardi di dollari, hanno registrato nel 2008 il sorpasso su quelli francesi - commenta il sottosegretario Urso. Ancor più significativo, per l'azione promozionale del nostro Paese, l'aver unito due eccellenze del made in Italy come il vino e la nautica, per promuoverle in uno Stato come la Florida dove transitano ogni anno 60 milioni di turisti e che è una delle mete preferite a livello mondiale”.
Un tandem che «favorisce e facilita il business», come ha sottolineato da Camillo Cametti, consigliere di amministrazione di Veronafiere con delega all'attività internazionale, e che conferma la Fiera di Verona «quale partner ideale per le istituzioni nel promuovere la cultura e i prodotti del made in Italy nel mondo, come fatto anche nell'ambito di Casa Italia durante le recenti Olimpiadi di Pechino».

 
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