Voucher, il Veneto fa il pienoMale il Mezzogiorno
«Sulla base dei dati consuntivi (inizio gennaio 2009) emerge un risultato molto positivo. Infatti, nonostante la vendemmia 2008 sia stato il primo anno di sperimentazione di uno strumento così innovativo si è ottenuto un ampio gradimento da parte delle imprese agricole, con un impiego totale di oltre 617.000 voucher. Tale volume corrisponde a circa 120.000 giornate lavorative 'emerse”».
Questo in sintesi il bilancio dell'applicazione del voucher vendemmia nel 2008 come tratteggiato dal sottosegretario alle Politiche agricole Antonio Buonfiglio in risposta a un'interrogazione presentata da Massimo Fiorio, componente della commissione Agricoltura della Camera, tesa a conoscere i dati e le valutazioni del ministro. «La distribuzione territoriale - ha proseguito Buonfiglio nella risposta - vede un impiego largamente concentrato nelle regioni del nord con il 65% dei voucher totali (il solo Veneto 43% del totale), oltre il 33% nelle regioni del centro e appena il 3% nelle regioni del sud».
La distribuzione territoriale dell'impiego dei voucher riflette le specifiche caratteristiche produttive e sociali nelle differenti aree del Paese, ma allo stesso tempo evidenzia una differente capacità di tale strumento nel promuovere l'emersione del lavoro nero. Riguardo all'utilizzo inferiore al sud, occorre tuttavia osservare che il regime di agevolazioni previste nel Mezzogiorno per il lavoro agricolo contrattualizzato rende il voucher poco competitivo. «Sulla base di tali premesse - ha concluso il sottosegretario - è sicuramente auspicabile il consolidamento dell'impiego di tale strumento nel comparto vitivinicolo, nonché la sua estensione ad altri settori a forte esigenza di manodopera stagionale. Tuttavia, alla luce dei risultati territoriali della vendemmia 2008, non bisogna sopravvalutare l'effettiva capacità di diffusione dello strumento nelle regioni meridionali».
Fonte: Focuswine
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Fonte: Focuswine
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