Dolcetto protagonista a Milano. Degustazioni Doc di qualità
Nell'ambito del progetto di valorizzazione del Dolcetto, promosso dall'assessore all'Agricoltura del Piemonte Mino Taricco, ieri lunedì 9 febbraio si sono tenute a Milano alcune manifestazioni organizzate da Ima Piemonte. Tra queste una degustazione sulle varietà del Dolcetto e rivolta agli operatori del settore guidata, presso l'Hotel Marriot, da Giuseppe Vaccarini, presidente dell'Aspi (Associazione de la sommellerie professionale italiana), e due degustazioni nei wine bar 'La Salumeria del vino” rivolte al pubblico.
Le varietà coinvolte erano due Docg Dogliani e Ovada e ben sette Doc: Dolcetto d'Acqui, d'Alba, d'Asti, delle Langhe Monregalesi, di Diano d'Alba, di Dogliani e Ovada. Le manifestazioni si sono svolte in collaborazione con i Consorzi del Barolo-Barbaresco-Langhe e Roero, dei vini d'Acqui, d'Asti e Monferrato, Dolcetto d'Ovada.
Angelo Giordano, presidente dell'Ima (Istituto marketing agroalimentare) ha sottolineato che il vitigno è oggi coltivato nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, ma è anche presente nell'area pedemontana. Filari di Dolcetto si trovano pure in Sardegna, in una piccola area della Calabria tirrenica e nelle province di Imperia e Savona con il nome di Ormeasco.
L'aggettivo dolce non si riferisce certo al vino, esclusivamente asciutto e secco. L'uva, in effetti, ha un limitato tenore acido. Predilige i terreni calcarei marnosi su colline fra i 250 e i 600 metri, ma riesce a maturare anche oltre i 700.
è coltivato su 5.300 ettari da circa 5.900 aziende per una produzione di 240.000 ettolitri e rappresenta il 30% della produzione dei vini piemontesi. Il consumo è concentrato in Piemonte e in Lombardia mentre è in leggero calo nella ristorazione e nelle enoteche. In forte aumento, invece, nella grande distribuzione (Esselunga, Carrefour, Finiper).
Marino Fioramonti
Il Dolcetto
ll vitigno dolcetto è una varietà di uva a bacca rossa.
Storia del vitigno
L'origine di questo vitigno è ancora un pò confusa. Per alcuni si ritiene che abbia avuto origine sulle colline del Monferrato. Proprio qui troviamo una citazione in una commedia astigiana dove una fantesca chiede appunto un Dossét di Mongardino come ricompensa per le sue prestazioni. Secondo altri il suo terreno di nascita è la Liguria e che si sia fatto strada in Piemonte durante gli scambi commerciali avvenuti nel medioevo.
Di questo vitigno si hanno notizie certe solo verso il Settecento quando parlando di zone di produzione si citano Acqui e Alessandria ma non le Langhe, zona oggi considerata tra le più importanti per lo sviluppo di questo vitigno. Deve il suo nome alla particolare dolcezza della sua polpa, mentre i vini si presentano esclusivamente asciutti.
Zone di coltivazione
Oggi è ampiamente coltivato nelle province di Cuneo (Langhe e circondario di Ormea), di Asti (Colli del Monferrato) e di Alessandria (circondario di Acqui e di Ovada, Tortonese), ma anche nell'area pedemontana ed alpina piemontese, in virtù della sua precocità di maturazione. La sua adattabilità ha permesso di ottenere diverse Doc all'interno del Piemonte, in ognuna delle quali esprime delle caratteristiche differenti.
Si ritrova in Liguria in provincia di Imperia (Pieve di Teco e Pornassio) dove prende il nome di Ormeasco. Viene coltivato soprattutto nelle zone collinari, in terreni asciutti e poco fertili.
Caratteristiche morfologiche
Germogliamento: seconda decade di aprile.
Fioritura: prima decade di giugno.
Invaiatura: prima decade di agosto.
Maturazione dell'uva: seconda decade di settembre.
Caratteristiche enologiche
Da questo vitigno ottengono vini dal colore intenso (rosso rubino con riflessi violacei) e di intenso profumo, soprattutto se giovani, con sentori di ciliegia e frutti rossi macerati, talora leggermente ammandorlato.
I vini Dolcetto sono inoltre caratterizzati da una bassa acidità e da un piacevole retrogusto amarognolo. Inoltre al giusto corpo unisce una buona alcolicità. Si consumano giovani o dopo un breve invecchiamento.
La qualità delle coltivazioni risulta essere quasi sempre costante negli anni, anche per questo motivo è uno dei vitigni più diffusi in Piemonte.

