Lanciata a Roma "Luxury wine cellars". La cantina passa dal sotterraneo al loft
Lo studio di architettura Stori di Firenze ha presentato a Roma una nuova architettura per i cultori del vino e la sua conservazione: l’interpretazione in chiave moderna delle forme architettoniche funzionali tecnologiche del passato pur rispettando cultura e tradizione
ROMA - «Grazie per aver accolto il nostro invito che dimostra il vostro interesse a questo progetto innovativo tra architettura e vino. è un onore e una grande gioia per me e per mio fratello Andrea di presentare oggi qui a Roma il nostro progetto innovativo delle Luxury Wine Cellars - esordisce l'architetto fiorentino Francesca Stori - Il nostro studio ha dato una risposta a una grande richiesta di mercato per un adeguato ambiente per il mantenimento del vino, dopo aver lasciato il luogo di produzione per giungere al privato».Un filmato evidenzia le caratteristiche peculiari della Luxury Wine Cellars: l'interpretazione in chiave moderna delle forme architettoniche funzionali tecnologiche del passato pur rispettando cultura e tradizione, tecnologia dell'ultima generazione e materiali innovativi come resina per pareti e pavimenti, acciai e plexiglas per i supporti delle bottiglie, rame sbalzato e nastri in metallo con trattamento al corten per i soffitti e cristalli per le separazioni tra gli ambienti per dare sempre un senso di unitarietà al luogo. Un pc in tempo reale rivela il contenuto della cantina, 'una cantina senza segreti”.
Dopo la presentazione del progetto il sommelier Marco Reitano, curatore della cantina della Pergola, insignito con l'Oscar del vino come miglior sommelier italiano, ha esposto come ha creato una cantina con 53mila bottiglie e 3mila etichette che risalgono fino al 1888. «Naturalmente la cantina personale deve puntare sulla varietà. Deve contenere sia i vini di gusto personale che quelli che devono piacere agli ospiti. Mai devono mancare le bollicine per celebrare eventi o vini di vecchia annata per stupire o per raccontare magari qualche aneddoto».
Luca Maroni, l'esperto più rinomato in Italia, garante culturale del sapere del vino, ha poi spiegato l'assoluta necessità della giusta scelta ubicativa del vino e della sua corretta conservazione in spazi differenziati a seconda del vino da conservare. Diversi fattori sono da ottimizzare per garantire al vino le migliori condizioni come una luce adequata- come il led - giacché la luminosità eccessiva attiva e accelera i suoi processi di evoluzione e ossidazione. Anche le temperature elevate inducono l'accelerazione del processo di evoluzione. Importantissima è anche la posizione affinché il tappo rimanga umido e irrorato.
Per finire il grande esperto ha invitato gli ospiti a una degustazione di vini e prodotti toscani di tre aziende del Chianti, Fattoria Viticcio, Fattoria Santo Stefano, Olearia del Chianti, e di vini da lui selezionati della collezione Vino sì. Il tutto è stato moderato dalla giornalista Barbara Palombelli all'interno della suggestiva cornice dell'Hotel Bernini Bristol a Roma.

