Il rosso San Leonardo conquista i buongustai bergamaschi
Al ristorante Ai Santi di Bergamo si è tenuta una cena abbinata a tre annate del vino rosso San Leonardo della Tenuta trentina San Leonardo. Sorprendente per originalità e piacevolezza il piatto conclusivo, “budino al puzzone di Moena con gocce di miele” abbinato al San Leonardo 1996
BORGHETTO ALL'ADIGE (TN) - La Tenuta San Leonardo è un piccolo borgo ubicato sulla sinistra idrografica dell'Adige, a metà strada tra i paesi di Masi e di Borghetto, nel cuore della Val Lagarina: una piccola comunità organica, cementata da forti ragioni storiche, culturali ed economiche, nella parte più meridionale del Trentino, confinante con la provincia di Verona. Per la sua collocazione geografica è sempre stata terra di collegamento tra mondi e culture diverse; gode tra l'altro di un peculiare microclima temperato, dovuto all'influsso benefico di quel vento, "Ora del Garda", dove montagna (i bastioni dei monti Lessini ) e mondo mediterraneo interagiscono e si completano.

La famiglia Guerrieri Gonzaga, divenuta proprietaria della tenuta nel 1784, è orgogliosa d'essere oggi responsabile di un possedimento di così antiche tradizioni. Un antico feudo che, tra leggenda e storia, per più di un millennio seppe rispettare, tutelare e valorizzare la vocazione agricola di questo piccolo angolo della fertile Val Lagarina e la sua sana consuetudine di produrre del buon vino, con cui allietare nel passato le mense di cardinali, imperatori, principi e soldati, e oggi i buoni intenditori di tutto il mondo.
Ben consapevole di questa lunga vicenda vitivinicola, Carlo Guerrieri Gonzaga, avvalendosi degli studi di enologia e delle esperienze maturate in Francia e in Toscana, e con i preziosi consigli di un grande esperto come Giacomo Tachis, ha cercato di valorizzare al meglio, attraverso la scelta dei vitigni più adatti, la cura dei vigneti, l'attenta selezione in vendemmia, il rigore delle pratiche di cantina, la pazienza nell'affinamento, le straordinarie potenzialità di questo territorio e di creare, anno dopo anno, vini (rigorosamente e solamente rossi) che ne rispecchino e ne esaltino il carattere peculiare.
La Tenuta Guerrieri Gonzaga è nota nel mondo per un grande vino rosso, il San Leonardo, una 'taglio bordolese” (Cabernet Sauvignon+Cabernet Franc+Merlot) che mantiene negli anni fragranza e potenza, come hanno potuto constatare i buongustai convenuti a Bergamo al ristorante Ai Santi di via Borgo Santa Caterina per una cena abbinata a tre annate del San Leonardo (2001, 1999 e 1996). Una iniziativa voluta da Daniela e Nicola Zanini (al centro nella foto), che da sei anni conducono Ai Santi, conquistando schiere di intenditori che seguono come buoni allievi la loro preparazione in materia di vini e di cucina.
In abbinamento alle proposte di cuochi Maurizio Bonomi e Mattia Giupponi, il San Leonardo ha espresso, soprattutto nell'annata 1999, tutta la sua intensità e profondità di aromi e di gusto. Sorprendente per originalità e piacevolezza il piatto conclusivo, 'budino al puzzone di Moena con gocce di miele”, abbinato al San Leonardo 1996, annata anch'essa interessantissima.
Le annate 1999 e 2001 – come hanno illustrato il direttore vendite dell'azienda Fulvio Rimini (a destra nella foto)e la rappresentante per Bergamo e provincia Anna Maria Belotti (a sinistra nella foto) – sono in lenta evoluzione e possono essere lasciate in cantina ancora per alcuni anni. Per la sua longevità e l'evolversi continuo del bouquet e del gusto, il San Leonardo può tranquillamente essere annoverato tra i grandi vini rossi italiani. Questo il responso della degustazione a Bergamo, che conferma degustazioni alla cieca tenute in Francia, nelle quali il San Leonardo ha superato in valutazione grandi Chateaux francesi, le cui bottiglie costano 10 e anche 20 volte quella prodotta nella valle dell'Adige.
Nella foto sopra, da sinistra: Anna Maria Belotti, Nicola e Daniela Zanini, Fulvio Rimini

La famiglia Guerrieri Gonzaga, divenuta proprietaria della tenuta nel 1784, è orgogliosa d'essere oggi responsabile di un possedimento di così antiche tradizioni. Un antico feudo che, tra leggenda e storia, per più di un millennio seppe rispettare, tutelare e valorizzare la vocazione agricola di questo piccolo angolo della fertile Val Lagarina e la sua sana consuetudine di produrre del buon vino, con cui allietare nel passato le mense di cardinali, imperatori, principi e soldati, e oggi i buoni intenditori di tutto il mondo.
Ben consapevole di questa lunga vicenda vitivinicola, Carlo Guerrieri Gonzaga, avvalendosi degli studi di enologia e delle esperienze maturate in Francia e in Toscana, e con i preziosi consigli di un grande esperto come Giacomo Tachis, ha cercato di valorizzare al meglio, attraverso la scelta dei vitigni più adatti, la cura dei vigneti, l'attenta selezione in vendemmia, il rigore delle pratiche di cantina, la pazienza nell'affinamento, le straordinarie potenzialità di questo territorio e di creare, anno dopo anno, vini (rigorosamente e solamente rossi) che ne rispecchino e ne esaltino il carattere peculiare.
La Tenuta Guerrieri Gonzaga è nota nel mondo per un grande vino rosso, il San Leonardo, una 'taglio bordolese” (Cabernet Sauvignon+Cabernet Franc+Merlot) che mantiene negli anni fragranza e potenza, come hanno potuto constatare i buongustai convenuti a Bergamo al ristorante Ai Santi di via Borgo Santa Caterina per una cena abbinata a tre annate del San Leonardo (2001, 1999 e 1996). Una iniziativa voluta da Daniela e Nicola Zanini (al centro nella foto), che da sei anni conducono Ai Santi, conquistando schiere di intenditori che seguono come buoni allievi la loro preparazione in materia di vini e di cucina.
In abbinamento alle proposte di cuochi Maurizio Bonomi e Mattia Giupponi, il San Leonardo ha espresso, soprattutto nell'annata 1999, tutta la sua intensità e profondità di aromi e di gusto. Sorprendente per originalità e piacevolezza il piatto conclusivo, 'budino al puzzone di Moena con gocce di miele”, abbinato al San Leonardo 1996, annata anch'essa interessantissima. Le annate 1999 e 2001 – come hanno illustrato il direttore vendite dell'azienda Fulvio Rimini (a destra nella foto)e la rappresentante per Bergamo e provincia Anna Maria Belotti (a sinistra nella foto) – sono in lenta evoluzione e possono essere lasciate in cantina ancora per alcuni anni. Per la sua longevità e l'evolversi continuo del bouquet e del gusto, il San Leonardo può tranquillamente essere annoverato tra i grandi vini rossi italiani. Questo il responso della degustazione a Bergamo, che conferma degustazioni alla cieca tenute in Francia, nelle quali il San Leonardo ha superato in valutazione grandi Chateaux francesi, le cui bottiglie costano 10 e anche 20 volte quella prodotta nella valle dell'Adige.
Nella foto sopra, da sinistra: Anna Maria Belotti, Nicola e Daniela Zanini, Fulvio Rimini

