Musica e Mamertino a Milazzo. La Sicilia del vino e delle tradizioni
Affiancandosi alla performance dell’ensemble vocale Cantica Nova a Messina, Alessio Grasso, docente Onav e titolare dell’omonima azienda vitivinicola milazzese ha proposto il vino “Mamertino di Milazzo”, di cui ha tracciato la storia, le tecniche di produzione e le caratteristiche organolettiche
MILAZZO (ME) - è sempre un'idea assai valida, anche se non del tutto originale, quella di abbinare una degustazione di vino a un momento di approfondimento musicale. Il vino, come la musica, fa parte del quotidiano di tutti noi e mentre può dar vita alle più intense emozioni, così sa evocare i ricordi mai sopiti di momenti particolari. L'accostamento quindi di un buon interprete, che sa come veicolare le note contenute in una partitura in modo tale da trasmetterci emozioni, all'esperto degustatore che sa apprezzare e gustare pienamente i profumi e i sapori di un vino, diviene naturale e anzi addirittura complementare. Se la collocazione di questo incontro è poi sita in una delle più prestigiose abitazioni patrizie del ‘700 messinese, quel Palazzo D'Amico costruito sul lungomare di Milazzo e recentemente restaurato, il quadro diventa completo e stimolante.
Affiancandosi alla performance dell'ensemble vocale 'Cantica Nova” che ha eseguito brani di musica corale distribuiti in un vasto repertorio che spaziava dalla musica profana rinascimentale a quella popolare siciliana, Alessio Grasso, docente Onav e titolare dell'omonima azienda vitivinicola milazzese ha proposto il vino 'Mamertino di Milazzo”, di cui ha tracciato la storia, le tecniche di produzione e le caratteristiche organolettiche.
Il Mamertino di Milazzo, oggi a Doc viene prodotto con uve di Nero d'Avola e Nocera coltivate nella conca di Milazzo, ovvero nei dolci declivi che degradano dai Monti Nebrodi fino al mar Tirreno. La sua storia si perde nella notte dei tempi e mentre si dice che i primi vitigni furono impiantati in quel territorio dai Mamertini, a cavallo fra il IV e il III secolo a.C., abbiamo notizie certe da parte di Strabone e di Plinio il Vecchio che lo consideravano vino degno per la tavola dell'Imperatore. Con un breve passaggio in legno il prodotto ha assunto un colore rosso rubino intenso e un profumo avvolgente, mentre il sapore è divenuto assai pieno e molto ben strutturato.

