Convegno torinese su vino e giovani per insegnare l'equilibrio di Bacco
Il 21 novembre l’Onav con riferimento al programma europeo “Il vino con moderazione” ha organizzato Saper bere: l'equilibrio di Bacco, un incontro finalizzato alla diffusione della cultura del bere consapevole: il consumo del vino non va demonizzato, ma insegnato ai giovani come aiuto per la salute
TORINO - L'incontro organizzato dalla delegazione provinciale di Torino dell'Organizzazione nazionale assaggiatori di vino (Onav) è stata anche la prima uscita ufficiale per il neo eletto presidente nazionale, Giorgio Calabrese.Ospitato presso il centro congressi Torino incontra della Camera di commercio di Torino, la sua preparazione ha richiesto ben 6 mesi di lavoro, il risultato è stato una giornata di elevato contenuto scientifico che ha visto alternarsi autorevoli relatori nel dibattere un argomento di attualità: il consumo responsabile delle bevande alcooliche.
Dopo il saluto della Camera di commercio portato dal Sergio Arnoldi, responsabile del settore promozione, che ha enfatizzato il compito di sostegno alle imprese e di tutela del consumatore che l'ente svolge da sempre con particolare attenzione al mondo del vino, sono inziaiti i lavori. Il presidente nazionale Onav, Giorgio Calabrese, nel sottolineare il prestigio dei relatori e nel ringraziare per la sua nomina, ha ricordato il ruolo del degustatorie Onav, cioè quello di giudice del vino, addestrati per dare un giudizio onesto ed inderogabile. «Troppo spesso quando in Italia si parla di alcol, si pensa al vino. Nessuno parla della birra e dei superalcolici. Nessuno parla dei ragazzi che consumano la birra al posto dell'acqua e neppure della 'bomba blu” servita in discoteca» . Sollecita chiarezza sull'argomento del consumo degli alcolici, inziando dalla scuola, coinvolgendo la classe medica, perché ogni alimento deve avere la sua moralità ricordando che beviamo l'acqua, ma gustiamo il vino.
Brillante Vincenzo Gerbi, un punto di riferimento per chi studia l'enologia in Piemonte. Inizia dalla descrizione di fermentazione di Lèremy del 1684, passa al ruolo dei microorganismi negli ètudes sur le vin del 1863 di Pasteur per ricordarci che siamo nati nella fortunata Enotria tellus e quindi il vino fa parte della nostra cultura. Nei secoli è passato da alimento a componente edonistico della nostra vita ed è per questo motivo che dobbiamo acquisire una maggiore cultura della bevanda e del suo consumo.Gianfranco Pagano ha trattato il rapporto tra vino e benessere introducendo il concetto di drink, unità di bevanda alcolica che rappresenta 10 grammi di alcol puro, che è stata adottata negli ultimi anni. Le dosi raccomandate sono fino a due unità di bevanda alcolica al giorno per le donne e fino a tre unità per gli uomini. Il consumo di vino moderato, come dimostrano gli studi scientifici, riduce il tasso di mortalità dovuta a cardiopatie coronariche, perchè l'alcol stimola la produzione del colesterolo 'buono” e le sue sostanze fenoliche agiscono da antiossidanti. Un consumo moderato di bevande alcoliche accompagnato da una sana alimentazione, oltre agli effetti gratificanti, può essere anche un piacevole farmaco.
Marilena Durazzo ha introdotto alcuni dati relativi agli effetti dannosi del consumo eccessivo: l'abuso di alcol è la terza causa di morte negli Usa e l'abuso di alcol incide per il 4% sulla mortalità globale. Questo abuso è anche associato a malattie tipo l'ipertensione, la cirrosi del fegato, la dipendenza all'alcol, diverse forme di cancro al colon ed alla mammella fino ad arrivare ai danni cerebrali. Nelle donne in stato di gravidanza può causare delle malformazioni dell'embrione, quindi sono assolutamente sconsigliate. Le cause di decesso comprendono gli incidenti stradali, gli infortuni, gli atti di violenza, la cirrosi epatica. Non sono da sottovalutare poi le conseguenze sociali.
Cinzia Ricciardi della Polizia stradale dii Torino ha sottolineato il loro ruolo di informazione e non solo quello di controllo e repressione. «Nell'esaminare la dinamica degli incidenti, ci rendiamo conto che sono tutti evitabili. - ha affermato - Distrazione, stanchezza, eccessiva velocità, ebbrezza sono le cause principali. Purtroppo ci sentiamo tutti invulnerabili e pensiamo che non possa succedere a noi, ma purtroppo siamo tutti potenziali vittime». L'esperienza su strada le fa sostenere che i ragazzi che si ubriacano non lo fanno quasi mai con il vino, lo fanno con superalcolici e cocktail, di cui non sanno quanto alcol contengono. «Il consumo del vino non va demonizzato, perché il bere alcol buono è un fatto di civiltà che dovrebbe essere insegnato ai ragazzi». La Polizia stradale ha iniziato delle campagne di sensibilizzazione nelle scuole e gratuitamente si presta ad organizzare incontri con i giovani.
Franco Balbiano, produttore e presidente della Strada reale dei vini torinesi conclude la mattinata con una analisi di quanto la legge sulle strade del vino e la trasformazione di alcune aziende agricole in agriturismi hanno permesso di incrementare l'economia di territorio. Grazie all'enoturismo molte aree si stanno sviluppando, nascono ristoranti, botteghe del gusto e tutti, non solo i produttori vinicoli, ne stanno godendo i frutti. Ricorda che in Piemonte ci sono ben 6 strade del vino e quella di cui è presidente è l'ultima nata e comprende Canavese, Collina Torinese, Pinerolese e Val Susa.Concorda con tutti ii relatori che occorre dare dignità al vino, perchè i due bicchieri fanno bene mentre l'ubriaco danneggia la filiera.
Nel pomeriggio si è svolta la degustazione guidata dei vini della provincia di Torino condotta dal delegato Provinciale Onav, Marco Di Sabatino. Il convegno ha ottenuto il patrocinio di tanti enti istituzionali: il ministero delle Politiche agricole e forestali, la regione Piemonte, la provincia ed il comune di Torino, la Polizia di stato, l'Università degli studi di Torino, l'ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Asti, l'Associazione italiana gastroenterologi, la Cassa di risparmio di Asti e la Strada reale dei vini.
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