Il Fior d'Arancio verso la Docg
Soddisfazione del Consorzio vini Doc Colli Euganei che ricorda come si si sia passati dai cinque ettari del 1994 ai 106 attuali, per 400 mila bottiglie di spumante e 50 mila di passito. Una realtà in crescita anche sul piano qualitativo. Via libera dal Comitato nazionale vini
«Dai cinque ettari del 1994 ai 106 ettari attuali per 400 mila bottiglie di spumante e 50 mila di passito: un salto che attesta da solo il successo del Fior d'Arancio, un vino unico nel suo genere che in questi anni è cresciuto anche a livello qualitativo, tanto da aspirare ad ottenere la Docg». Ha esordito così Antonio Dal Santo, presidente del Consorzio vini doc dei Colli Euganei al convegno organizzato per fare il punto sulla situazione del vino dolce delle colline padovane. L'incontro si è svolto nei giorni scorsi nel giardino d'inverno dell'Antica trattoria Ballotta a Torreglia (Pd) ed è stato organizzato dal consorzio stesso in occasione delle celebrazioni per il quarantesimo anniversario della Mostra vini Doc di Luvigliano.
Dal Santo ha proseguito svelando i risultati che il gruppo di produttori vinicoli si è prefissato di consolidare: «Ora che il Fior d'Arancio ha la sua identità fra i consumatori, prevalentemente veneti, grazie all'adozione della bottiglia 'istituzionale”, che l'ha reso immediatamente riconoscibile come marchio, e alle azioni mirate di comunicazione fra gli intenditori del settore attraverso le guide e le riviste specializzate, possiamo puntare davvero in alto. Grazie all'azione sinergica dei produttori che hanno creduto nel progetto e del Consorzio, abbiamo registrato una crescita esponenziale della qualità del prodotto durante i tre lustri della doc: il raggiungimento dell'eccellenza nei livelli qualitativi, testimoniata ogni anno dai risultati dei concorsi internazionali e la sua unicità, hanno portato all'avvio del procedimento per l'ottenimento della Docg».
Michele Zanardo, vicepresidente del Comitato nazionale vini, dopo avere spiegato le evoluzioni normative tra Doc, Docg, Dop, Igp apportate dalla nuova normativa comunitaria, si è detto fiducioso sull'esito positivo della richiesta della Docg per il Fior d'Arancio.
A confermare le buone prospettive per il vino padovano è stata Daniela Borsa, ricercatrice al Centro di ricerca per l'enologia di Asti, la quale non ha esitato a definire il Fior d'Arancio un prodotto inimitabile, sottolineando che nella grande famiglia dei moscati le zone di produzione di quello giallo sono pochissime, e tra queste per vocazione dei suoli, per il clima e la posizione geografica oltre che per corrette tecniche agronomiche e di vinificazione, brilla il moscato giallo dei Colli Euganei.
Moderatore della serata è stato Gianni Callegaro, assessore all'Agricoltura del Parco regionale dei Colli Euganei. Oltre a Dal Santo, a Zanardo e a Borsa, sono intervenuti Marco Calaon nella doppia veste di presidente della Coldiretti e rappresentante della Camera di commercio, Giordano Emo Capodilista in rappresentanza di Confagricoltura e Domenico Riolfatto, assessore all'Agricoltura della Provincia di Padova.

