I vini del Languedoc-Roussillon incontrano l'Onav a Milano
In occasione del Festival Sud de France, l’originale e interessante iniziativa promossa dalla Maison de la Région Languedoc-Roussillon in Italia per far conoscere i vini e i prodotti agroalimentari della regione, si è svolta il 26 ottobre nella sede regionale dell’Onav un’affascinante degustazione
Nel quadro del Festival Sud de France - l'originale e interessante iniziativa promossa dalla Maison de la Région Languedoc-Roussillon in Italia per far conoscere nel nostro Paese i vini e i prodotti agroalimentari (e non solo) della regione - si è svolta il 26 ottobre nella sede regionale dell'Onav (via Termopili 12, Milano) un'affascinante degustazione guidata da Vito Intini di una selezione di vini (una decina) rappresentativi di diversi aspetti dell'enologia del Languedoc-Roussillon. In realtà anche molti appassionati poco conoscevano questa realtà vinicola fino a quando è iniziata l'attività della Maison con un'intelligente serie di degustazioni in cui è stato di volta in volta presentato il top di gamma dei bianchi, dei rosati, dei Vins de Pays…, cioè di quanto di meglio produce il più grande vigneto non frazionato al mondo. Infatti il Languedoc-Roussillon può contare su 270.000 mila ettari vitati (con una produzione superiore a quelle di Bordeaux, Australia, Sud Africa e Cile tra loro sommate), 3.000 aziende vinicole, 25.000 viticoltori e 270 cooperative. Dopo il saluto dei rappresentanti della nuova dirigenza Onav eletta il 24 ottobre, sono state illustrate le caratteristiche della regione.
Il Languedoc-Roussillon si snoda lungo le coste del Mediterraneo per circa 220 km dai confini con la Spagna alla Camargue fino alla valle del Rodano: vi si vive un'atmosfera unica antica e allegra in cui il tipico "savoir faire" francese trova una delle sue espressioni più complete fondendosi con il calore delle popolazioni del Sud. Se gli Etruschi introdussero la vite in queste terre, furono i Greci quando colonizzarono l'area costiera a impiantare i primi vigneti in prossimità dei porti e a insegnare alle popolazioni locali le primordiali tecniche di coltivazione.
I Romani poi potenziarono la coltivazione della vite sfruttando il clima mite e le caratteristiche del suolo: il vino divenne un bene importante per Roma e quindi oggetto di protezionismo fino all'imperatore Probo che lo liberalizzò permettendo ai Galli di coltivare la vigna e di vinificare. I secoli successivi alla fine dell'Impero romano - come nel resto d'Europa - furono bui per la viticoltura salvata unicamente dall'attività dei monaci. Solo nel XIV secolo l'enologia tornò agli antichi splendori e il commercio del vino divenne molto importante espandendosi in tutto il Mediterraneo, l'Oriente, le Fiandre e l'Inghilterra. Nuovi vitigni provenienti da altre aree vinicole furono impiantati e alla vigilia della Rivoluzione Francese la superficie vitata raggiungeva i 170.000 ettari con una produzione tra i 2 e i 3 milioni di ettolitri. Nell'Ottocento si ebbe una nuova espansione fino alla tragedia della filossera che colpì la zona per circa quindici anni (1863-1878). Sopravvissero vitigni tradizionali quali Grenache, Carignan, Cinsault, Picpoul, Mauzac, Maccabeo e Moscato che furono di riferimento nel 1922 per creare le categorie dei Vin Délimité de Qualité Supérieure (Vdqs). Il mutare delle abitudini di vita nella seconda metà del Novecento ha determinato la necessità di ridurre la produzione e di puntare sulla qualità, riqualificando sul piano interno e internazionale l'immagine dei vini del Languedoc-Roussillon. In poco meno di vent'anni la produzione di vino è stata dimezzata passando da 29 milioni di ettolitri ai 14 del 2008 con una resa media che è di circa 42 ettolitri/ettaro, più bassa di quella di molte altre aree vinicole francesi. In media ogni anno il Languedoc-Roussillon produce 2 milioni di bottiglie, il 30% esportate, di queste quasi il 60% in Europa. Importante la presenza sui mercati emergenti come la Cina (dove sono secondi solo a Bordeaux) e l'India.
In un anno come il 2008 l'export ha fatto registrare un notevolissimo: +15%. Le Aoc (le doc francesi) sono 30 e comprendono vini bianchi, rossi, rosati, dolci e spumanti. A proposito di questi ultimi una simpatica curiosità sottolinea l'antica tradizione vinicola della zona: le bollicine nascono qui, vicino a Limoux, create dai monaci dell'Abbazia Saint Hilaire che nel 1531 (quindi prima dell'invenzione dello Champagne) produssero la prima bottiglia di Brut. I vini del Languedoc-Roussillon risentono fortemente degli aspetti geologici del terreno che caratterizza le viti in modo diverso a seconda che crescano sulle terrazze di ciottoli della zona del Gres di Montpellier o sui suoli calcarei del Roussillon o sui depositi pietrosi della pianura del Languedoc. Come avviene anche in Italia a volte le "appellation" non garantivano una qualità omogenea, specie quelle di grande estensione come Corbières e Minervois, mentre altre più piccole come Banyuls, Collioure, Maury, Faugères, St Chinian (il suo rosso era famoso fin dal ‘400), Pic St Loup nel Coteaux du Languedoc (nota per la qualità già in epoca romana), Costières de Nîmes, Fitou, Limoux, Muscat, e Roussillon si sono distinte immediatamente per l'eccellenza dei vini. Degne di nota due denominazioni ottenute da uve Clairette (Clairette de Bellegarde e Clairette du Languedoc) e i vini rossi di Côtes de la Malepère e Côtes de Millau, leggeri, ma piacevolmente aromatici. In Francia accanto alle Aoc esiste la realtà dei Vins de Pays che in alcuni casi, contrariamente a quanto avveniva in passato, hanno superato in qualità le "appellation": nel Languedoc-Roussillon ne troviamo di notevoli come quelli di Herault (zona a nord di Montpellier caratterizzata da terreno vulcanico) e i Vins de Pays d'Oc. Il marchio regionale ‘Sud de France'è stato creato come garanzia di qualità e riconoscibilità sui mercati internazionali: vi aderiscono le Aoc Languedoc e Roussillon, i Vins de Paiys d'Oc (è la classificazione che comprende il maggior numero di vini), i 4 Vins de Pays dei dipartimenti Aude, Gard, Hérault e Pirenei Orientali e 53 denominazioni dei Vins de Pays locali.
I vitigni
Dei vini rossi e rosati: Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Carignan noir, Chenanson, Cinsaut, Cot, Grenache noir, Grenache gris, Lladoner Pelut, Merlot, Mourvèdre, Petit Verdot, Pinot noir, Portan, Syrah
Dei vini bianchi: Bourboulenc, Carignan blanc, Chardonnay, Chasan, Chenin, Colombard, Clairette, Grenache blanc, Grenache gris, Macabeu, Malvoise du Roussillon, Marsanne, Mauzac, Muscat à petits grains, Muscat d'Alexandrie, Picquepoul blanc, Roussanne, Sauvignon, Sémillon, Terret, Ugni blanc, Vermentino, Viognier
Le Denominazioni (Aoc)
Aoc Languedoc: Corbières, Coteaux du Languedoc, Minervois, Saint Chinian, Fitou, Faugères, Limoux, Malepère, Cabardès, Minervois la Livinière, Corbières Boutenac, Saint Chinian Roquebrun, Saint Chinian Berlou, Clairette du Languedoc, Muscat de Frontignan, de Lunel, de Mireval e de Saint Jean de Minervois
Aoc Roussillon: Côtes du Roussillon, Côtes du Roussillon Les Aspres, Côtes du Roussillon Villages, Côtes du Roussillon Villages Caramany, Côtes du Roussillon Villages Latour de France, Côtes du Roussillon Villages Lesquerde, Côtes du Roussillon Villages Tautavel, Collioure, Muscat de Rivesaltes, Rivesaltes, Maury, Banyuls & Banyuls Grand Cru

