Ruffino lancia un Urlo nel mondo dei vini toscani
L'azienda Ruffino presenta la sua nuova punta di diamante enologica: Urlo. Nato in collaborazione con l'enologo Carlo Ferrini, Urlo è un vino atipico, a partire dall'innovativa etichetta sino ai vitigni: in parti uguali infatti troviamo Cabernet Sauvignon, Merlot, Alicante e Petit Verdot
è stata presentata il 29 settembre la uova punta di diamante enologica di Folonari: Urlo. Nato in collaborazione con l'enologo Carlo Ferrini, Urlo è un vino atipico, che si vuole distinguere dal resto della proposta enologica della famiglia, ma anche dell'intero comparto produttivo toscano. Vuole quindi essere un vero e proprio "urlo" di novità in un'Italia enologica spesso troppo attaccata alle sue bandiere. I vini di Ruffino infatti si sono sempre contraddistinti per delicatezza, eleganza, e per connessione al territorio, senza eccedere in esagerazioni derivate dal legno.Urlo segue questa filosofia ma la supera, proponendosi nella prima annata commercializzata (ma non prodotta) 2006 a 14% di volume, dopo un affinamento di 12 mesi sapientemente bilanciato tra tonneau nuovi e di secondo passaggio (rispettivamente 60% e 40%) provenienti da Allier.
L'innovazione voluta nel progetto, come ha ben spiegato la famiglia, è anche ricercata nei vitigni, tutti atipici (o quasi) nella gamma tipicamente toscana: in parti uguali infatti troviamo Cabernet Sauvignon, Merlot, Alicante e Petit Verdot.
Urlo non è infatti una "risposta" ai bordolesi, ai supertoscani o ai "new world wines". Nasce come progetto già nel 1998 ed è caratterizzato da assoluta originalità in ogni reparto, dalla vigna fino all'inventiva etichetta, primo progetto del nuovo responsabile marketing Francesco Folonari. Zona di produzione è il comune di Murlo (che ha poi ispirato anche il nome del vino) a metà strada fra Siena e Montalcino, andando però verso Grosseto. Lo scheletro dei terreni ha quindi permesso di ottenere un vino pieno, caldo e vellutato, che dimostra però grande razza e una fragrante acidità, tipici della casa.

