Gusto nuovo per la grappa Arriva l'aquavite alle castagne
Arrivano sul mercato l’acquavite di castagne, distribuita dalle Distillerie di Franciacorta, e il Castagnolo, presentato in esclusiva dal Consorzio della castagna di Vallecamonica. In futuro è prevista anche un’interpretazione barricata per un anno in legno di castagno, e una in crema
'Che spirito di patata!” si diceva per sottolineare una battuta poco spiritosa. Oggi lo spirito, quello alcolico, si ricerca anche in prodotti che sembrerebbero molto lontani dal poter essere distillati, ma la castagna ha dimostrato di possederne, tanto da ottenere un'acquavite davvero singolare. Il prodotto, nato dalla volontà del Consorzio della castagna, con sede a Paspardo (Bs), la Facoltà di Agraria, con sede all'Università statale di Milano e le Distillerie di Franciacorta Spa di Gussago (Bs), è stato presentato durante la conferenza stampa del 27 ottobre scorso presso la sede dell'assessorato all'Agricoltura di Villa Barboglio a Brescia.Erano presenti Walter Sala, presidente del Consorzio castagna di Vallecamonica, Francesco Manella, assessore Llpp Comunità montana di Vallecamonica, Delia Orsignola, sindaco di Paspardo, Gaspare Volonterio, docente della Facoltà di Agraria dell'Università statale di Milano, Lucia Masutti, assessore Turismo di Gussago, Antonio Gozio, presidente Distillerie Franciacorta, Gianfranco Tomasoni, assessore agricoltura Provincia di Brescia, Germano Squaratti, tecnico Consorzio della castagna, Massimo Tacconi, presidente Commissione attività produttive del Comune di Brescia.
Lo spunto nasce dall'intenzione di valorizzare un prodotto tanto antico e importante della Vallecamonica e per i suoi abitanti della civiltà preindustriale, che ne hanno fatto uno dei principali mezzi di sostentamento e di scambio soprattutto con il mais, coltivato in pianura dalla gente della bassa.
La farina di castagne, con la quale tra i molteplici usi - insieme ad altre farine - veniva fatto il pane, oggi costituisce l'elemento da cui si è potuta distillare l'acquavite, un risultato di non facile ottenimento e che ha richiesto alcuni anni di lavoro, essendo la castagna un frutto secco che non esprime alcun aroma. Dal punto di vista organolettico il risultato, che di fondo lascia in bocca un gradevole sentore di castagnaccio, si avvicina molto al whisky, ma con un valore alcolico contenuto nei 38 gradi. Per la sua particolare morbidezza al palato si può a ragione definire "da meditazione".
Al mercato, che sarà anche quello della grande distribuzione, il prodotto si troverà in due versioni: l'acquavite di castagne, distribuita dalle Distillerie di Franciacorta, e il Castagnolo, presentato in esclusiva dal Consorzio della castagna di Vallecamonica, ad un costo variante tra i 15 e i 16 euro a bottiglia. In futuro è prevista anche un'interpretazione barricata per un anno in legno di castagno, e una in crema.
L'assessore Gianfranco Tomasoni, congratulandosi per l'efficacia della sinergia con cui i tre enti hanno lavorato, ha sottolineato l'importanza della provincia di Brescia, al primo posto in Italia per il settore agricolo, invitando a ripensare la nostra economia che riceverà grande impulso dalla valorizzazione dei prodotti, e quindi del territorio, a cui sono strettamente legati.

