Placentia Wine & Earth. Il territorio alla base di tutto
"Le sfide competitive del mercato del vino: fermenti e sinergie di un territorio", questo è stato l'argomento del forum Placentia Wine & Earth organizzato nei giorni scorsi dalle Cantine Casabella di Castell’Arquato. Il tema oggi è più che mai di grande attualità: il vero collante è il territorio
Placentia Wine & Earth, un titolo molto impegnativo che esprime la serietà degli intenti con la quale gli organizzatori hanno voluto caratterizzare questo Forum, che ha per oggetto il complesso argomento dell'economia del mondo del vino e del turismo.
L'evento, organizzato dalle Cantine Casabella di Castell'Arquato (Pc), una realtà vitivinicola che in questi ultimi anni si è quasi totalmente rinnovata, ha avuto il battesimo nei giorni scorsi in una trecentesca sala del Palazzo del Podestà, eretto al culmine del colle sul quale si è sviluppato l'omonimo borgo medievale, che conserva con rara freschezza e autenticità l'atmosfera del tempo in cui è sorto.
L'argomento del forum, "Le sfide competitive del mercato del vino: fermenti e sinergie di un territorio", oggi più che mai di grande attualità, è stato preceduto dai saluti di Ivano Rocchetta, sindaco di Castell'Arquato, e da quelli di Fabio Sbordi (in primo piano nella foto sotto), presidente di Cantine Casabella. A moderare il dibattito Andrea Sinigaglia, direttore operativo Alma, la scuola internazionale di cucina italiana.
La relazione introduttiva è stata a cura di Davide Paolini, il conosciutissimo "gastronauta", autore dell'omomima trasmissione su Radio 24 - solo per citare la punta dell'iceberg costituito dalle sue molteplici attività nel campo dell'enogastronomia -. Nel considerare lo stato critico del consumo del vino, ha voluto precisare che a farne le spese maggiori sono i vini in bottiglia, non così per il consumo a calice, che contrariamente è in aumento. L'elemento che penalizza il vino italiano è il costo, se confrontato con vini
sudamericani, venduti ad un prezzo tra i 4 e i 6 Euro la bottiglia, mentre ha subito voluto evidenziare quanto il fattore che gioca il ruolo più importante nella commercializzazione dei vini è costituito dal territorio, direttamente collegato agli uomini e alla loro storia
Successivamente ha visto impegnati responsabili politici e istituzionali della Provincia e della Regione: Tiberio Rabboni, assessore all'Agricoltura della Regione Emilia Romagna, che ha trattato de "Il Vino: un patrimonio comune di tipicità". 'Nel mondo del vino si sta mettendo in pratica una sinergia dove il collante è il territorio, che è sempre unico e irripetibile, poiché la distintività è un fattore da portare nel mondo. Ciononostante - ha proseguito Rabboni -, questo è un elemento necessario ma non sufficiente perché oggi anche le eccellenze territoriali sono in crisi. L'Ismea rileva che il prezzo sul mercato del vino in bottiglia è inferiore del 20-25%, con punte che arrivano al 50% rispetto al 2008, e questa condizione si protrarrà anche nel 2010. Questo perché si produce molto più vino di quello che si può commercializzare. Il problema è affrontabile ricorrendo a elementi quali: distintività, qualità, vocazione, accompagnate da affidabilità e notorietà.
I problemi della commercializzazione si possono appianare agendo attraverso l'aggregazione, aumentando i margini e riducendo il costo di produzione. Si deve tenere conto anche di quanto sia cambiata in questi ultimi anni la percezione del vino e l'educazione ai consumi tra il pubblico, attraverso l'insistenza su fattori quali sobrietà e qualità.
Sinergia è la parola chiave nella promozione del vino, che si deve attuare tra vino e turismo, tra enogastronomia e turismo, come già accade da tempo in Emilia Romagna. Un'altra importante sinergia è da stabilirsi con i grandi interpreti della cucina italiana, che propongono vini della regione in abbinamento a prodotti tipici regionali. E sempre sinergia deve stabilirsi tra gli altri Enti deputati al settore vitivinicolo, tra pubblico e privato, tra piccole, medie e grandi Cantine. Tutto ciò deve essere messo in pratica per l'innovazione, per avere costi di produzione più bassi.
L'assessore al Turismo della provincia di Piacenza, Maurizio Parma, ha quindi parlato de "Il vino come elemento del territorio", puntando subito l'attenzione sulla presenza straniera del 35% nella città di Piacenza, un dato sul quale riflettere, essendo superiore a quello di Rimini. L'enologia, insieme ai prodotti tipici, è oggi il punto di forza per vendere turismo, e il piacentino può vantare 5 prodotti insigniti della Dop. La cultura del vino rimane comunque un must del territorio, essendo storicamente provato che qui è presente dal 7000 A.c.. Ci troviamo di fronte ad un turista preparato e attento, che viene a Piacenza dove trova cultura, enogastronomia, relax: Castell'Arquato si pone sicuramente al primo posto tra i luoghi contrassegnati da queste caratteristiche, e il 2010 riserverà un trattamento ancora migliore agli ospiti, poiché sarà l'anno dell'enogastronomia piacentina.
L'Assessore all'Agricoltura della Provincia di Piacenza Filippo Pozzi, che ha trattato il tema "Lo stato di salute dell'agricoltura in Provincia di Piacenza", ha indicato l'abbassamento delle rese quale chiave di volta per riposizionare sul mercato i costi: 'Si deve ridimensionare la produzione, visti i dati: 2600 hl di vino di fascia collinare, prodotti nel 2008”.
Mario Chiesa, Presidente Consorzio di Tutela Piace Doc ha affermato l'importanza di paesaggio e ambiente, "auori del marketing"; ma per promuovere il territorio ha chiamato in campo anche il ruolo della popolazione, mentre ha parlato dell'immaturità delle aziende, trattenute dalla reciproca diffidenza che invece dovrebbero fare sistema tra loro.
Su "La sinergia" si è espressa Elena Pantaleoni, presidente Mosaico Piacentino, che ha ribadito ancora una volta che l'obiettivo a cui puntare è la promozione del territorio. Per questo 6 produttori vitivinicoli si sono aggregati, dimostrando di non temere il confronto con altre aziende italiane ed estere.
La presenza sui mercati esteri, la partecipazione a fiere, ma soprattutto il convogliare il turismo, sono gli impegni che ogni azienda dovrebbe assumere, agendo in sinergia, per attuare una positiva politica di mercato. Seguendo questi principi, "Nobili aromi" ha costituito un intervento che si è proposto di far conoscere la Malvasia piacentina, ospitando altri 180 vini con caratteristiche simili.
"Gli orientamenti strategici" sono stati delineati da Elisabetta Virtuani, Master Vi.Te. in Marketing del vino e del territorio, docente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, esperta dell'argomento. In chiusura, Luciano Tona (nella foto), direttore didattico di Alma, in linea con gli argomenti trattati, ha ipotizzato lo sviluppo di 20 ricette della regionalità italiana che potrebbero essere funzionali ai vini di Casabella.

