Moscato d'Asti, pronto il vino della vendemmia 2009
Arriva sugli scaffali delle enoteche il Moscato d’Asti nuovo. I primi assaggi del vino a Docg esaltano le impressioni vendemmiali, con un equilibrato rapporto tra una giusta vena acida e gli zuccheri in quantità, ricchezza dell’aroma dalle note floreali e agrumate, e della frutta appena colta
Sta arrivando in questi giorni sugli scaffali delle enoteche il Moscato d'Asti nuovo, atteso da tutti per veder confermato il giudizio espresso in vendemmia sull'eccellenza della qualità.In effetti le uve di Moscato bianco raccolte quest'anno a partire addirittura dal 23 agosto, ancor prima della firma dell'accordo economico di filiera, erano bellissime, di un colore dorato mai visto e perfettamente sane, sembrava guardandole di ammirare un quadro rinascimentale. Tant'è che i migliori chef del Piemonte hanno usato questi acini dorati per preparare i loro risotti leggeri. Qualcuno di loro ora sta pensando di usare il vino per accostarlo addirittura al tartufo.
I primi assaggi del vino a Docg già imbottigliato infatti esaltano ancor più le impressioni vendemmiali, una fragranza e una freschezza invitanti, originate da un equilibrato rapporto tra una giusta vena acida e gli zuccheri in quantità, ma che non sovraccaricano il metabolismo glucidico per la loro naturalità.
Ma la caratteristica che fa grande il vino piemontese è la ricchezza dell'aroma, lo stesso che si avverte mangiando l'acino fresco. I super tecnici si sbizzarriscono al riguardo, elencando i vari profumi elementari, dalle note floreali e agrumate, a quelle della frutta appena colta. Per noi è sufficiente parlare di aroma di Moscato, lasciando gli appassionati liberi di compilare ognuno la propria personale scheda degustativa.
Il grande anticipo vendemmiale e il decorso caldo e sostanzialmente asciutto della stagione, che ancora perdura, hanno consentito di svolgere la raccolta in tutta tranquillità nel miglior modo possibile. Proprio in questi giorni la vendemmia in Piemonte sta terminando per tutte le uve, Nebbioli da Barolo compresi. Solo su qualche bricco rimangono ancora alcuni grappoli di Moscato ad appassire, che daranno vini importanti da meditazione: dal Loazzolo, allo Strevi, e non solo.
«Il 2009 rappresenta quindi - spiega Giovanni Satragno, presidente della 'Produttori Moscato d'Asti associati” (circa 2300 tra aziende e cooperative) - una grandissima annata per la qualità del Moscato d'Asti, ma anche sotto il profilo della quantità del raccolto i vignaioli hanno avuto soddisfazioni, la resa media in vigneto ha sfiorato infatti i 95 quintali per ettaro (diecimila metri quadrati). L'unica nota un po' stonata è rappresentata dal prezzo delle uve, fissato nell'accordo di cui si diceva a meno 3% rispetto al 2008, cioè a 0,965 euro il chilogrammo. Un niente tuttavia in confronto alla discesa ben più marcata delle altre uve».
A questo punto non ci resta che augurarci di avere tante occasioni per poter brindare con tutti i nostri amici del Moscato, e se queste occasioni non ci saranno potremo sempre consolarci con un buon bicchiere accompagnato dalla più tipica torta di nocciole appena tostate.

