Convegni, incontri, dibattiti. Nel mondo del vino se ne organizzano a centinaia. In Franciacorta nei giorni scorsi se n'è tenuto uno particolarmente originale: decine di produttori, provenienti da tutt'Italia, chiamati a raccolta da una cantina franciacortina, per parlare, senza troppe remore e senza trincerarsi dietro comunicazioni istituzionali o comunicati stampa perennemente ottimisti, di vendemmia e futuro dell'enologia italiana.

Ecco così confrontarsi in una grande sala  dove tutti i presenti erano messi alla pari, produttori: Antonio Caggiano (Campania), Benanti e Donna Fugata (Sicilia), Borgogno (Piemonte), Cantine Ceci (Emilia Romagna), Livio Felluga e Le Vigne di Zamò (Friuli Venezia Giulia), Fontodi (Toscana), Baracchi (Umbria), La Valentina (Abruzzo), Les Cretes (Valle d'Aosta), Monte Rossa e Vinicola Rainoldi (Lombardia), Pojer e Sandri (Trentino), Santa Barbara (Marche) e Serafini & Vidotto e Zenato (Veneto). Un confronto mirato a sviluppare l'idea che la vendemmia possa essere, tra incertezze, frenesia e, perché no, paure, ancora un momento emozionale.

 «La fase direttamente conseguente ad un periodo di crisi è la rinascita su basi nuove e con prospettive nuove. Questa regola si applica, come già successo in passato, anche nel mondo del vino - dice Emanuele Rabotti, ideatore dell'incontro e titolare di Monte Rossa, in Franciacorta - e se lo scandalo del metanolo è servito ad affermare il principio della qualità del vino italiano, l'attuale fase di sofferenza può anche essere di stimolo per nuove strategie di comunicazione e affermazione dei nostri prodotti sui mercati».

Seppur Rabotti abbia usato il termine 'strategie” quello che è emerso dall'incontro dei produttori (al quale eran presenti anche giornalisti) è che un incontro facetoface, con l'interessante formula del talkshow, può portare a smascherare qualunque strategia comunicativa individuale. Ci si è detti dunque, con chiarezza, come stanno le cose tralasciando gli artifici per approcciare una comunicazione diretta e semplificata. Spiegare che - e speriamo sia veramente così - dietro ad un produttore, ci sta un uomo, erede, seppur con metodi e logiche moderne, della tradizione contadina.