Etica e ambiente nella grappa Luigi Francoli
Se fino a ieri era sufficiente che una grappa, così come qualsiasi altro distillato, bevanda o cibo, piacesse a chi la degustava, oggi questo non basta più. Secondo Distillerie Francoli il consumatore è infatti sempre più alla ricerca di prodotti 'sinceri” e, al tempo stesso, ottenuti con coscienza e senso di responsabilità. Il riferimento è alle materie prime e, soprattutto, ai metodi di lavorazione impiegati per ottenere un distillato che 'racconti la verità”.Si può ottenere un prodotto che ammalia chi lo assaggia, ma se per arrivarci si utilizzano 'trucchi” non del mestiere, non si soddisfano le aspettative del consumatore moderno. è necessario, quindi, un atteggiamento etico che comporti lavorazioni nel pieno rispetto delle regole. Anche di quelle non scritte.
Come la volontà (non imposta dalla legge) di rendere la propria attività a impatto ambientale zero.Così Distillerie Francoli si è impegnata affinché i propri distillati non solo vengano prodotti nel pieno rispetto della legge, ma rispondano a specifiche esigenze e richieste dell'ambiente: nessun inquinamento, nessuna produzione di Co2, neppure nelle attività commerciali che seguono le fasi produttive. Il risultato è ottenuto grazie alla compensazione con ossigeno, attraverso la riforestazione di alcune importanti aree boschive del pianeta.
Con questi presupposti l'azienda piemontese si avvia a un futuro dove il verde, il pulito e la sincerità diventano cardini e pilastri imprescindibili della propria essenza. Anche sul mercato le proposte si articolano esattamente in quest'ottica. E la gamma è definita secondo questi criteri: innanzitutto attraverso una proposta di sole grappe ottenute da materie prime piemontesi. Di conseguenza la vinaccia percorre poca strada prima di essere distillata. Poi, pensando a un numero limitato di etichette con il risultato che a ogni
etichetta corrisponde un contenuto specifico e differente dall'altro. In particolare l'ultima nata, la Grappa del Ghemme (nella foto accanto), è espressione autentica del territorio, derivando dalle vinacce ottenute dalle uve provenienti da vigneti di Ghemme utilizzate per la produzione della Docg che prende il nome dal paese. Il futuro sarà sempre più in questa direzione: raccolta delle vinacce in zone di produzione vicine alla distilleria e specificità della grappa ottenuta per rispettare l'ambiente e fornire ai ristoratori i corretti argomenti di 'utilizzo” al cliente.

