Consorzio Asti, Aldo Squillari nominato nuovo direttore
Aldo Squillari (nella foto) è il nuovo direttore del Consorzio per la tutela dell'Asti. Lo ha nominato il Consiglio di amministrazione del 22 gennaio. Cinquantatre anni, nato a Mombercelli (At), laureato in Scienze aziendali presso il Politecnico di Lugano, Aldo Squillari è esperto del settore degli spumanti in cui ha operato per oltre un decennio ricoprendo le cariche di direttore marketing e di direttore commerciale, occupandosi della riorganizzazione della struttura di vendita e della gestione finanziaria. Ha inoltre ricoperto importanti incarichi nell'industria dolciaria, dell'abbigliamento sportivo e medicale.
«L'obiettivo primario - afferma il presidente Emilio Barbero - è affidare la direzione del Consorzio ad una persona in grado di cogliere sfide e stimoli che il mondo dell'Asti offre e di trasformarle in occasioni positive e in nuovo valore per l'intera filiera. Aldo Squillari succede a Ezio Pelissetti, per oltre 16 anni direttore di questo Consorzio, al quale rivolgo un sentito ringraziamento per l'importante opera svolta in tutti questi anni, unito ad un sincero augurio per il nuovo ruolo che andrà ad assumere».
A partire dal primo febbraio Aldo Squillari, in continuità con la precedente direzione, si occuperà della gestione del Consorzio, in un'ottica di rinnovamento e con occhio attento al mercato italiano e mondiale. «Sono orgoglioso di avere l'opportunità di contribuire all'affermazione nel mondo dell'Asti e del Moscato d'Asti - afferma Squillari - caratterizzati da un grande potenziale da esprimere e che provengono da un territorio unico e di grandi tradizioni».
Il Consorzio
Nato nel 1932 e riconosciuto ufficialmente due anni più tardi, il Consorzio per la tutela dell'Asti oggi riunisce 49 industrie o aziende commerciali, 22 aziende vinificatrici, 16 cantine cooperative, 6 cantine cooperative di secondo grado, 87 aziende vitivinicole e 11 aziende viticole. Il Consorzio certifica le partite di prodotto delle aziende consorziate e consegna il contrassegno statale, la cosiddetta fascetta che attesta la conformità alle norme. 90 milioni le bottiglie di Denominazione Asti prodotte nel 2007 con uva moscato bianco di cui 79 milioni quelle di Asti Docg che con questo dato segna una crescita pari all'11,19%, +4,39% nel mercato italiano, +13,02% nell'export (Germania, Usa, Russia e Inghilterra i cinque principali mercati esteri) e 11 milioni le bottiglie di Moscato d'Asti Docg con una crescita del 14,7% (9.705 mila bottiglie). Le regole del Consorzio di tutela e il disciplinare Docg dell'Asti Spumante definiscono il perimetro esatto entro cui la definizione ha valore a tutti gli effetti. Sono 53 i Comuni nei quali chi opera in vigna può fregiarsi della dizione ufficiale: 9 in provincia di Alessandria, 28 in provincia di Asti, 16 in provincia di Cuneo. Quasi 10mila ettari divisi in quattro zone: Santo Stefano Belbo, Canelli, Nizza Monferrato, Acqui Terme.
Al neo direttore non possiamo che formulare i migliori auguri visto l'importante incarico che assume in un momento non proprio favorevole per il Consorzio che, pur essendo una delle entità più importanti del mondo della spumantistica italiana, l'anno scorso è riuscito a dilapidare risorse economcihe importanti in una sballata campagna di comunicazione che non ha aumentato di un punto la percezione in positivo di un territorio dove sono nate le bollicine italiane e dove operano alcune delle più blasonate cantine italiane. Contiamo che per la sua indubbia competenza Aldo Squillari sia in grado di scegliere consulenti più efficaci, così da dare all'Asti la giusta valorizzazione che gli spetta.

