Brachetto d'Acqui: una ricerca per rilanciare questa "dolce" Docg piemontese
Sarà presentata il 28 gennaio ad Asti da Andrea Bertini della società Globald Sponsorship e commentata dall'assessore all'Agricoltura della Regione Piemonte Mino Taricco, con la presenza delle Associazioni di Categoria, i rappresentanti delle Province e gli Amministratori locali, la ricerca di mercato sul Brachetto d'Acqui Docg.
Il Consorzio Tutela Vini d'Acqui, presieduto dal presidente Paolo Ricagno, ha infatti provveduto a commissionare una ricerca quali-quantitativa questo vino dolce piemontese a bassa gradazione con lo scopo di individuare i percorsi strategici e le azioni necessarie per stilare un piano di valorizzazione del vino, prodotto protagonista nell'eccellenza enologica del Piemonte e dell'intera filiera produttiva del settore vitivinicolo del Piemonte. La ricerca è diretta soprattutto sul mercato italiano e sul suo interesse per questo vino.
In questi anni il Consorzio ha, infatti, avviato una serie di iniziative promozionali che hanno permesso di rilanciare l'immagine del il Brachetto, caduto un po' nell'oblio fino agli anni '90 nonostante la sua storia risalga al tempo degli antichi romani tant'è che l'appellativo 'Vino delle donne” è da collegare alla leggenda secondo la quale Marco Antonio ne fece dono alla regina Cleopatra d'Egitto.
Iniziative promozionali avviate anche e soprattutto molto all'estero e che hanno dato dei risultati. Infatti i dati forniti dal Consorzio spiegano che l'export mantiene la propria quota di mercato soprattutto negli Stati Uniti dove esiste un buon mercato di vendita. «Bisogna tuttavia prestare particolare attenzione al difficile momento vissuto nella commercializzazione a livello nazionale - spiega Paolo Ricagno. Attenzione dovuta anche al fatto che questo prodotto di nicchia della vitivinicoltura piemontese (circa 6 milioni di bottiglie) conta oggi 1.200 ettari distribuiti in 26 comuni di particolare pregio nelle province di Asti ed Alessandria, garantendo un fatturato globale paragonabile, in termini assoluti, a quello di alcune Aziende italiane di grande prestigio con la particolarità, però, che questo vino garantisce un reddito diffuso e certezza economica a centinaia di viticoltori e aziende produttrici».
Il Consorzio
Il Consorzio di tutela del Brachetto d'Acqui è nato nel 1992 ad Acqui Terme (Al). Vi aderiscono 10 aziende produttric,16 cantine cooperative, 25 aziende di imbottigliamento. Nel 1996 con la Docg si è riconosciuto al Brachetto d'Acqui un maggior pregio, una qualificazione di livello superiore. Il Consorzio è impegnato a controllare la crescita e lo sviluppo di questo vino, tutelarne il territorio, programmando la produzione, valorizzando la commercializzazione.

