Gambellara, con la "Festa dei Picai" si inaugura il 2009
è iniziata ufficialmente domenica 11 gennaio con la spremitura dei Picai per il recioto la stagione enologica 2009. 'Picai” sono i lunghi fili intrecciati di garganega legati tra loro orizzontalmente e lasciati riposare diversi mese a seconda della sensibilità del produttore. Si è trattato infatti del primo evento del settore vitivinicolo dell'anno in Italia, ed è singolare che sia avvenuto in un territorio, quello del Gambellara Doc di soli 1.000 ettari di estensione che racchiude in sé due eccellenze: il Recioto e il Vin Santo. Da quando questa iniziativa ha avuto inizio 5 anni fa sono stato coinvolti tutti i comuni del comprensorio della Doc, quest'anno la pigiatura pubblica dei Picai è tornata a Gambellara, ma in questa occasione si è trovata alla fine di un lungo e fruttuoso lavoro.
Il Recioto di Gambellara ha ottenuto il massimo riconoscimento della qualità con la Docg,la quarta in Veneto; a settembre 2008 c'era stata una cena di Gala presente il ministro Zaia presso Villa Cordellina a Montecchio Maggiore, in coincidenza col Gambellara Wine Festival. Il 9 dicembre Presso la Casa del Vino Zonin è stato presentato il volume curato in collaborazione con Istituto di sperimentazione di Conegliano sulla zonazione del Gambellara. A seguire si è tenuta presso il ristorante 'Al Rio” la Cena degli ambasciatori del Gambellara, in cui sono stati presentati vini in abbinamento con i prodotti tipici della zona, nell'intento di coinvolgere non solo il Consorzio del Gambellara ma tutti i produttori di vino e non della Strada.
La giornata è cominciata alle 10.30 con una conferenza stampa presso lo storico Palazzo Cera a cura del presidente dell'associazione Strada del Recioto e dei vini Gambellara Doc, Antonio Tonello, e del presidente del Consorzio tutela vini Doc Gambellara, Giuseppe Zonin. Presenti numerose autorità dei comuni limitrofi, molta stampa locale e internazionale. Sono state rimarcate la necessità di una ricerca costante nella qualità e nella valorizzazione del prodotto, che deve racchiudere anche il recupero delle radici; è in atto un progetto di valorizzazione non solo enogastronomia quindi del territorio inteso come terroir ma anche delle sue radici culturali, storiche soprattutto; si è dato il La a una collaborazione tra enti per il restauro delle vecchie masserie contadine del comprensorio, e di renderle visitabili. A tal proposito come si può non ricordare che il Gambellara è stato scelto come vino ufficiale dei 500 anni del Palladio, celebrato in una mostra ora a Londra; 'palladiano” lo è questo vino dato che le colline digradanti tra Verona e Vicenza in cui è posto, è circondato dalle splendide ville del famoso architetto padovano, vicentino di fama. Questa posizione geografica lo pone in contatto con altre Doc, il Durello e il Soave con cui condivide l'uvaggio, la garganega che qui viene usato in purezza. Al termine della conferenza è stata consegnata una bottiglia di Recioto della spremitura del 2007 a chi era presente e i partecipanti vecchi e nuovi han dovuto firmare le bottiglie per poter avere un campione della nuova a gennaio 2001.
Questo è stato il l'argomento della verticale, dal titolo 'Aspettando il Recioto di Gambellara Docg. I migliori anni del Gambellara Recioto Doc”, degustazione di 10 annate di Gambellara Recioto condotta da Bernardo Pasquali, giornalista e coordinatore veneto della guida 'Vini Buoni d'Italia” del Touring Club, e Dino Marchi, presidente veneto dell'Ais, l'Associazione italiana somellier ; tra il pubblico numerosi produttori che hanno avuto modo di poter parlare dei loro prodotti e della loro filosofia in merito. Da tutti è stato dichiarato che il Recioto e il Vin Santo hanno una preminenza fondamentale nelle loro aziende sia per il suo valore intrinseco storico e per i quantitivi prodotti. In esame solo vini in garganega, senza altre intromissioni. A scalare si son degustatti 10 recioti delle annate 2006, 2005, 2004, 2003, 2001, 1998, 1997, 1995, 1991, 1988; il tutto è stato diviso in due batterie, una dal 2006 al 2001, l'altra dal 1998 all'88. I produttori in questione sono stati ripettivamente: Vignato Davide,Menti Giovanni, Vignato Virgilio, Sordato Lino, Casa Vinicola Zonin (2001, 1998) Dal Maso (1997, 1995) e Maule (1991 e 1988).
Senza voler troppo entrar nel merito,tra il primo e secondo gruppo si è avuto modo di evidenziare una uniformità nella presenza di certe caratteristiche quali la presenza della mandorla e della frutta candita. Nei i vini più giovani è stata molto presente la nota di differenza nella vinificazione moderna , nei più vecchi una grande presenza ancora di particelle in sospensione però con un grandi valori di pregio nell'apertura e nel mantenimento delle proprie peculiarità (vedi ‘88) nell'invecchiamento. Bisogna chiedersi se l'attuale modus operandi potrà portare a risultati consimili. Molte delle viti han più di 25 anni e numerosi produttori dell'ultima generazione stan facendo una buona sperimentazione, coinvolgendo anche gli altri,sempre cercando di non abbandonare la tradizione ma di innovarla, non restando nella 'nouvelle vague” come ha detto lo stesso Pasquali. Ad arricchire questa esperienza è stato il pranzo all'Antica osteria Al Castello presso Sorio di Gambellara, decretata miglior osteria d'Italia da Davide Paolini nel 2008. La mineralità del Gambellara si è sposata con un menù tipico della zona: musetto e broccolo fiolaro, piccola zuppa di zolfini e guanciale fumè, spiedo di maiale e un ottimo dessert con il 'brasadelo” il tipico dolce vicentino. Lo accompagnato il 2007 dell'azienda Cecchin, Grandi, Dal Maso, il 2006 Vignato e il Recioto spumante di Lino Sordato. Nonostante questo sia un vino bianco ha dimostrato di poter reggere con piatti complessi ed elaborati.
Ma il clou della giornata è stato la sera, con la spremitura con un torcolo tradizionale dei Picai, padrino il ciclista vicentino Baldato. Il pubblico presente ha potuto assistere alla torchiatura e assaggiare il mosto fiore di quello che sarà il Recioto Docg 2008. La qualità di questo Recioto è fuor di dubbio, bisogna arrivare a distinguerlo tra i vari passiti italiani (come ha detto Dino Marchi) e riconoscerlo nella sua originalità; si può fare partendo da una adeguata comunicazione mediatica e aziendale e in una continua ricerca aziendale comparativa tra presente e passato. L'Università di Verona sta studiando il vin santo e sarà interessante vedere come questi due figli di uno stesso padre si evolveranno nei prossimi anni.
Lorenzo Magnabosco
Il Recioto di Gambellara ha ottenuto il massimo riconoscimento della qualità con la Docg,la quarta in Veneto; a settembre 2008 c'era stata una cena di Gala presente il ministro Zaia presso Villa Cordellina a Montecchio Maggiore, in coincidenza col Gambellara Wine Festival. Il 9 dicembre Presso la Casa del Vino Zonin è stato presentato il volume curato in collaborazione con Istituto di sperimentazione di Conegliano sulla zonazione del Gambellara. A seguire si è tenuta presso il ristorante 'Al Rio” la Cena degli ambasciatori del Gambellara, in cui sono stati presentati vini in abbinamento con i prodotti tipici della zona, nell'intento di coinvolgere non solo il Consorzio del Gambellara ma tutti i produttori di vino e non della Strada. La giornata è cominciata alle 10.30 con una conferenza stampa presso lo storico Palazzo Cera a cura del presidente dell'associazione Strada del Recioto e dei vini Gambellara Doc, Antonio Tonello, e del presidente del Consorzio tutela vini Doc Gambellara, Giuseppe Zonin. Presenti numerose autorità dei comuni limitrofi, molta stampa locale e internazionale. Sono state rimarcate la necessità di una ricerca costante nella qualità e nella valorizzazione del prodotto, che deve racchiudere anche il recupero delle radici; è in atto un progetto di valorizzazione non solo enogastronomia quindi del territorio inteso come terroir ma anche delle sue radici culturali, storiche soprattutto; si è dato il La a una collaborazione tra enti per il restauro delle vecchie masserie contadine del comprensorio, e di renderle visitabili. A tal proposito come si può non ricordare che il Gambellara è stato scelto come vino ufficiale dei 500 anni del Palladio, celebrato in una mostra ora a Londra; 'palladiano” lo è questo vino dato che le colline digradanti tra Verona e Vicenza in cui è posto, è circondato dalle splendide ville del famoso architetto padovano, vicentino di fama. Questa posizione geografica lo pone in contatto con altre Doc, il Durello e il Soave con cui condivide l'uvaggio, la garganega che qui viene usato in purezza. Al termine della conferenza è stata consegnata una bottiglia di Recioto della spremitura del 2007 a chi era presente e i partecipanti vecchi e nuovi han dovuto firmare le bottiglie per poter avere un campione della nuova a gennaio 2001.
Questo è stato il l'argomento della verticale, dal titolo 'Aspettando il Recioto di Gambellara Docg. I migliori anni del Gambellara Recioto Doc”, degustazione di 10 annate di Gambellara Recioto condotta da Bernardo Pasquali, giornalista e coordinatore veneto della guida 'Vini Buoni d'Italia” del Touring Club, e Dino Marchi, presidente veneto dell'Ais, l'Associazione italiana somellier ; tra il pubblico numerosi produttori che hanno avuto modo di poter parlare dei loro prodotti e della loro filosofia in merito. Da tutti è stato dichiarato che il Recioto e il Vin Santo hanno una preminenza fondamentale nelle loro aziende sia per il suo valore intrinseco storico e per i quantitivi prodotti. In esame solo vini in garganega, senza altre intromissioni. A scalare si son degustatti 10 recioti delle annate 2006, 2005, 2004, 2003, 2001, 1998, 1997, 1995, 1991, 1988; il tutto è stato diviso in due batterie, una dal 2006 al 2001, l'altra dal 1998 all'88. I produttori in questione sono stati ripettivamente: Vignato Davide,Menti Giovanni, Vignato Virgilio, Sordato Lino, Casa Vinicola Zonin (2001, 1998) Dal Maso (1997, 1995) e Maule (1991 e 1988).
Senza voler troppo entrar nel merito,tra il primo e secondo gruppo si è avuto modo di evidenziare una uniformità nella presenza di certe caratteristiche quali la presenza della mandorla e della frutta candita. Nei i vini più giovani è stata molto presente la nota di differenza nella vinificazione moderna , nei più vecchi una grande presenza ancora di particelle in sospensione però con un grandi valori di pregio nell'apertura e nel mantenimento delle proprie peculiarità (vedi ‘88) nell'invecchiamento. Bisogna chiedersi se l'attuale modus operandi potrà portare a risultati consimili. Molte delle viti han più di 25 anni e numerosi produttori dell'ultima generazione stan facendo una buona sperimentazione, coinvolgendo anche gli altri,sempre cercando di non abbandonare la tradizione ma di innovarla, non restando nella 'nouvelle vague” come ha detto lo stesso Pasquali. Ad arricchire questa esperienza è stato il pranzo all'Antica osteria Al Castello presso Sorio di Gambellara, decretata miglior osteria d'Italia da Davide Paolini nel 2008. La mineralità del Gambellara si è sposata con un menù tipico della zona: musetto e broccolo fiolaro, piccola zuppa di zolfini e guanciale fumè, spiedo di maiale e un ottimo dessert con il 'brasadelo” il tipico dolce vicentino. Lo accompagnato il 2007 dell'azienda Cecchin, Grandi, Dal Maso, il 2006 Vignato e il Recioto spumante di Lino Sordato. Nonostante questo sia un vino bianco ha dimostrato di poter reggere con piatti complessi ed elaborati.
Ma il clou della giornata è stato la sera, con la spremitura con un torcolo tradizionale dei Picai, padrino il ciclista vicentino Baldato. Il pubblico presente ha potuto assistere alla torchiatura e assaggiare il mosto fiore di quello che sarà il Recioto Docg 2008. La qualità di questo Recioto è fuor di dubbio, bisogna arrivare a distinguerlo tra i vari passiti italiani (come ha detto Dino Marchi) e riconoscerlo nella sua originalità; si può fare partendo da una adeguata comunicazione mediatica e aziendale e in una continua ricerca aziendale comparativa tra presente e passato. L'Università di Verona sta studiando il vin santo e sarà interessante vedere come questi due figli di uno stesso padre si evolveranno nei prossimi anni.
Lorenzo Magnabosco

