In Rai non sono tutti cialtroni. Molti colleghi della Tv di Stato ci hanno telefonato o scritto per segnalare il disagio di fronte alle reazioni suscitate dal brindisi di Del Noce con Champagne in diretta su Rai 1 a Capodanno. A conferma di una posizione di serietà che riguarda molti colleghi dell'emittente pubblica (che non abbiamo mai contestato nella sua globalità, ma solo del gesto più che simbolico di un direttore di rete), pubblichiamo la lettera che ci è pervenuta ieri da una collega che si occupa della promozione di vino e spumante.

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Carissimo Alberto,
vorrei lasciare una testimonianza personale: (come tu ben sai) mi sono occupata di comunicazione per il Consorzio del Franciacorta ho fatto il possibile per far conoscere questa realtà italiana, e fra le tante, ho tentato anche edi entrare in Rai. Ad una festa (quasi privata) di presentazione del palinsesto di Uno mattina ho provato a dare a Luca Giurato una bottiglia di Franciacorta nel momento un cui venivano scattate delle foto. Dico "ho provato" perchè non c'era (e non poteva esserci) nessun tipo accordo, in un certo senso "ho provato a fare la furbetta".
Il caro Luca, che tanto stupido non è, ha fatto un salto indietro allontanandosi dalla bottiglia come fosse un serpente velenoso dicendo "ma che scherzi! se mi beccano fotografato con una bottiglia in mano mi radiano da tutte le televisioni d'Italia!" Questo succedeva un paio di anni fa. Bene. Quest'anno ho passato il capodanno a casa mia, (una festa tra amici, in terrazza abbiamo aperto una ...qualche...magnum di bollicine...) e non avevo visto la diretta Rai, così ho recuperato su internet il video dopo aver letto il tuo articolo e ho potuto constatare che il "bravo" Del Noce, poco prima del brindisi HA RUOTATO LA BOTTIGLIA DI CHAMPAGNE IN DIREZIONE DELLE TELECAMERE IN MODO CHE SI  VEDESSE BENE L'ETICHETTA.
Che nessuno parli di un gesto superficiale, di distrazione, di ignoranza della gravità del fatto, o solo perchè lo champagne è buono, o vattelappesca tante altre ipotesi si possano fare. Scusate, ma sono tutte balle. Dietro ci sono accordi ben precisi. E se la Rai tutta ha beccato un fottio di soldi per fare una cosa del genere, il fatto veramente grave è la cialtronaggine con la quale si è mossa (nella persona del suo direttore, ovviamente) : possibile che nessuno ha pensato (visto che di soldi si tratta, e a questo punto me lo auguro...) di mettere quello spottone "all'asta" tra i produttori italiani?

Quanti, tra singoli o Consorzi italiani non avrebbero fatto carte false e pagato somme anche importanti per essere lì? é che purtroppo non c'è un pensiero comune, non un progetto, non un'idea che non siano penosamente personali. Io, che sono sempre stata di sinistra, dopo aver ascoltato il discorso di insediamento di Barack Obama presa dall'emozione ho pensato: in questo momento vorrei essere americana. Vorrei veder condivisi in un intero popolo i miei sentimenti, vorrei sentire che sono qualcuno, che ho degli ideali in cui poter credere e qualcuno da rispettare che me li rappresenti.
Anche da noi cose belle, e torno sul concetto della comunicazione, si potrebbero fare, se ci fosse un po' più di professionalità. Non è campanilismo, è una questione di serietà, di consapevolezza, di maturità. Siamo continuamente costretti a subire mortificazioni alla nostra intelligenza, al nostro lavoro, alla nostra vita tutta da parte chi ci rappresenta. Prendiamo ogni giorno schiaffi da chi dovrebbe invece lavorare per un orgoglio, una fede, per una identità. Per noi. Non è questione di Champagne, Cava, Ouzo o Saché. E' questione di rispetto. Forse, se cominciassero semplicemente da lì, qualcosa potrebbe iniziare a funzionare meglio. Ma su chi possiamo contare?

Non vorrei finire con il solito"tanto è tutto inutile". Comincio proprio ad esserne stufa, come tanti di voi.

Rosanna Ferraro

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Grazie ad un pensiero forte come il tuo e quello dei tanti che si sono espressi con chiarezza, cara Rosanna, forse possiamo fare qualche piccolo passo in più. La mobilitazione che si è creata ne è un esempio concreto. Giornalisti di testate concorrente, cuochi, sommelier, cittadini si sono espressi unanimente sul nostro portale e sui numerossisimi blog e siti che hanno rilanciato la nostra indignazione. Brindiamo al successo del Made in Italy a Tavola "nonostante" i Del Noce o i silenzi dei politici preoccupati magari di essere esclusi dalle riprese di Rai 1.

a.l.
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è la mia missione difendere i prodotti italiani dato che mi occupo di valorizzazione prodotti tipici. Il consumatore negli ultimi anni aveva perso la cultura del cibo ma ho notato che ora ha voglia di riacquistarla, di riappropriarsi del cibo italiano e della cultura, della storia, dell'emozione che c'è dietro a un prodotto che è vicino a noi.
Mi occupo della difesa di un grande prodotto italiano: la nocciola (l'Italia è il secondo produttore mondiale, la Campania è la prima regione produttrice). Sicuramente nei giorni di festa passati avete consumato nocciole tostate, nel ripieno dei dolci natalizi, torroni, creme ma…italiane e soprattutto dell'annata in corso? Raramente in etichetta è indicata la provenienza...una nocciola su tre negli snack che mangiamo è turca! (Coldiretti) Evviva la nocciola italiana! difendiamola se volete aderire al mio gruppo in difesa della nocciola italiana: nocciola e cioccolato... NoccioliAmo.

Irma Brizi

Vedi anche:

All'Italia il primato mondiale del vino. Su Facebook un gruppo di difesa del Made in Italy a Tavola