La questione del vino taroccato continua a tener banco anche a Montepulciano. Da quando a giugno sono state sequestrati circa centoventimila ettolitri di vino della Cooperaviva Vecchia Cantina con l'accusa di frode in commercio e con l'ipotesi è che il vino fosse stato tagliato con altri vini provenienti dal centro e dal nord dell'Italia, si aspettano delle novità. Annunciando svolte a breve è intervenuto il presidente vicario del Consorzio, Federico Carletti con un'intervista su 'Focus Wine ”, a cura di Carlo Flamini, che per l'importanza del tema riportiamo integralmente.

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La situazione del Nobile di Montepulciano potrebbe risolversi in tempi molto stretti. è quanto ci ha detto il presidente vicario del Consorzio, Federico Carletti (nella foto a destra), che abbiamo incontrato nella sua azienda, Poliziano, nel corso del weekend. «La trattativa con il Ttb è stata presa subito in carico dal ministro Zaia, il quale mi ha comunicato che la situazione potrebbe sbloccarsi a breve».

Che cosa sapete quindi a oggi?
Nulla di più di quanto è trapelato sulla stampa. Da quanto ho avuto modo di capire, gli americani hanno minacciato la revoca delle autorizzazioni per le nuove annate se il Governo non gli fornirà determinate informazioni e garanzie.

Che cosa intende per revoca delle autorizzazioni?
Il Ttb ha la lista di tutte le etichette che vengono importate, e ogni anno, se queste non vengono cambiate, ma solo aggiornate con la nuova annata, l'autorizzazione viene automaticamente rinnovata. A quanto mi pare di capire, anche perché alcune aziende mi hanno segnalato problemi in tal senso, gli americani potrebbero non ritenere più sufficiente la comunicazione dell'importatore in cui si attesta che riceverà la nuova annata, creando in questo modo un blocco e costringendoci a dover rifare la procedura di autorizzazione.

E questo vale sia per il Rosso che per il Nobile?
Sì, adesso soprattutto per il Rosso, ma vale anche per il Nobile, non tanto per il 2006, che entrerà in commercio a gennaio, ma per tutte quelle annate, come le riserve, che un'azienda avesse in programma di spedire adesso.
Crede che la soluzione individuata possa essere la stessa applicata a Montalcino, ovvero un attestato di garanzia firmato dall'Icq?
No, il ministro mi ha fatto capire che sarà qualcosa di diverso, anche perché le due situazioni non sono assolutamente paragonabili.

Cambiamo argomento: come si prevede la vendemmia?
La stagione è stata magnifica fino a dieci giorni fa, è piovuto a giugno e luglio, quindi è stata fresca, con qualche attacco di peronospora dal quale ci siamo difesi bene. Da ieri però è uscito un gran caldo, anomalo per settembre, e il Merlot che stava andando in maturazione perfetta ora è un po' disidratato. L'unica speranza è che piova prima della vendemmia. Dal punto di vista della quantità, se va avanti con questo caldo, avremo probabilmente una resa in vino inferiore. A livello personale devo dire di essere stato sfortunatissimo, c'è stata una grandinata che ha colpito proprio il cru Asinone, che ho già dichiarato di non produrre quest'anno. Oltre a me, la grandinata ha colpito pochi altri sfortunati produttori.
Senta, ma chi gliel'ha fatto fare a prendere in mano le redini del Consorzio proprio ora?
Premesso che non ho mai partecipato alla corsa per fare il presidente, e di fatto non avevo dato nessuna disponibilità al momento dell'elezione, in un momento delicato come questo mi è sembrato corretto e giusto. In questo mi ha aiutato il fatto che la denominazione è molto compatta, in caso contrario non l'avrei mai fatto.

di Carlo Flamini

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Fonte: Focuswine

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