Il 50% del vino è prodotto nelle cantine sociali
Per chi non si ricordasse - o fingesse di non ricordare - che in Italia circa il 50% del vino viene prodotto ancor oggi dalle cantine cooperative, si svolge ogni tanto una brillante iniziativa come quella di Pitigliano (Gr), che richiama alla mente il ruolo fondamentale svolto da queste alleanze sociali a partire dalla fine del II Conflitto mondiale e prevalentemente negli Anni ‘50 e '60, quando era indispensabile rallentare l'emorragia
emigratoria nelle zone più povere del nostro Paese.
Oggi, nel contesto del luogo splendido, che lascia attoniti, quasi abbacinati tanto è bello e suggestivo, di rarissima perfezione estetica, del borgo di Pitigliano, il presidente della locale Cantina cooperativa, Renato Finocchi ha voluto ricordare con un importante convegno mezzo secolo di storia vissuta fra mille difficoltà. L'occasione, tra venerdì 22 e sabato 23 agosto, è stata quella del 50° anniversario della Cantina e il contenuto dell'incontro è stato su 'Il ruolo, le opportunità e le prospettive che, ancora oggi, sono in grado di offrire le cooperative vitivinicole”.
Stimolati dal collega Pierluigi Camilli, coordinatore del dibattito, si sono susseguiti numerosi ed interessanti interventi; serrati, sintetici, splendidamente efficaci nella loro chiarezza espositiva.
Primo tra i relatori, il professor Attilio Scienza che ha sottolineato il ruolo delle cooperative vitivinicole nel costituirsi trait d'union tra viticoltori e Istituti Universitari. Infatti, oltre alla ricerca 'autogenerata”, che viene dall'alto, esistono delle necessità sentite dal basso, ma che rimangono latenti: l'agricoltore spesso avverte un bisogno ma non riesce a focalizzarlo, a chiarire i termini del problema. Esemplificativi gli interventi di Dino Taschetta, presidente della Cantina Sociale Colomba Bianca, in Sicilia, e di Fausto Peratoner, direttore generale della Cantina La Vis. Il primo ha sottolineato gli sforzi che ha dovuto fare al suo arrivo, per 'imporre” ai soci adeguati investimenti onde poter far uscire la Cooperativa dall'anonimato e renderla capace di produrre vini di qualità e competitivi sul mercato. Il secondo, Fausto Peratoner, ha illustrato le strategie di crescita di una cantina dalla visione socio-imprenditoriale 'illuminata”, che ha saputo nel corso degli anni calibrare le decisioni strategiche, da un lato consolidando la cantina, dall'altro migliorando costantemente il valore dei vini, nell'ambito di un rapporto qualità-prezzo più che competitivo. Il tutto, avendo come punto di riferimento il territorio (parliamo del Trentino), da un punto di vista economico, sociale, culturale.
Fabio Piccoli, molto pragmaticamente (da par suo) ha inteso sottolineare il ruolo che in una moderna Coop dovrebbe assumere il socio conferitore. Un ruolo sempre più da protagonista, un'individualità da coinvolgere attivamente nella dinamica cooperativa e nella gestione delle decisioni strategiche: occorrono in definitiva 'più imprenditori e meno viticoltori”.
Andrea Zanfi ha invece voluto rimarcare come parte del senso delle realtà cooperative sia in parte andato perduto. Secondo il relatore, è necessario recuperare l'intima essenza del concetto di cooperativa; è chiaro che non si può più prescindere dal concetto di profitto, ma a patto che questo non sia un mero strumento di arricchimento individuale.
Carlo Ravanello
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