Si è conclusa domenica 7 settembre la XV Rassegna del Botticino Doc. Un appuntamento degno di nota perchè, oltre che ad essere l'occasione per i produttori di presentarsi al pubblico, questa edizione ha rappresentato un anniversario non da poco: son passati infatti quarant'anni dall'istituzione della denominazione di origine controllata.

 La Doc Botticino, che rientra negli itinerari della Strada del Vino Colli dei Longobardi, è infatti una delle più antiche d'Italia: oggi riunisce 24 produttori, che dai vitigni distribuiti su poco più di 30 ettari, riescono ad immettere sul mercato circa 1400 ettolitri di vino.
A fare da cornice alla rassegna, Villa Fenaroli di Rezzato, antica dimora del '700 appartenuta alle nobili famiglie Avogadro e Fenaroli, oggi divenuta hotel e centro congressi, che già nel novembre scorso accolse il "Gala della ristorazione bresciana".
Al tavolo dei relatori, oltre al presidente del Consorzio Claudio Franzoni Claudio Franzoni (nella foto a destra) ed al delegato provinciale AIS Emilio Zanola (che nel suo intervento ha citato gli ancora validi consigli di Veronelli per il Botticino), gli assessori provinciali Alessandro Sala (sport e tempo libero) e Riccardo Minini (turismo) ed i rappresentanti delle amministrazioni di Rezzato e Botticino.
"Botticino è conosciuta nel mondo per il proprio marmo - ha incalzato il presidente Franzoni - vorremo lo fosse anche per il vino. Per questo gli imprenditori locali stanno investendo risorse con l'intento di intraprendere un percorso verso la qualità".
Un percorso qualitativo che ha visto, nel 2007, un leggero incremento dei prezzi di vendita, a fronte di un prezzo medio delle uve rimasto costante nell'ultimo triennio.
Analizzando la media annuale dei prezzi fornita da Consorzio si denota, infatti, che per il Botticino Rosso si è passati dai 3,5 euro ai quasi 4 a bottiglia, mentre per il Botticino Riserva il prezzo medio è passato dai quasi 6,00 del 2006 agli oltre 8 del 2007.

Particolarmente ricco di anedoti storici l'intervento, a questa speciale rassegna, di Michele Vescia, autore, nel dopoguerra italiano, di gran parte della legislazione che ha portato alla nascita delle Doc. Le origini commerciali dei produttori vignaioli botticinesi, ha spiegato Vescia, risalgono a tempi remoti: una confraternita di professionisti aveva infatti creato una rete di distribuzione sulla città di Brescia con un vero e proprio infiascamento "doortodoor" anche ai piani alti delle residenze cittadine. Poi la tradizione, con l'arrivo delle nuove regole di mercato, è scomparsa fino al dopoguerra:
grazie all'istituzione della Doc ed alla redazione dei primi disciplinari si è andato ridefinendo il futuro del Botticino. 'Il Botticino - ha sottolineato Vescia - è una "chicca" che si colloca come linea di demarcazione tra le produzioni piemontesi e venete. è un vino gagliardo, che fa piacere, che invita...”

Ezio Zigliani

 

  CONSORZIO VINICOLO DEL BOTTICINO DOC
Il Consorzio vinicolo del Botticino Doc ha sede nel comune di Botticino e comprende i vigneti di Botticino e in parte di Rezzato e Brescia. Il vino Botticino Doc e Botticino Doc Riserva vengono prodotti con una ricetta a base di uve barbera (30-60%), marzemino (20-50%), schiava gentile
(10/40%) e san giovese (10-40%). Si presenta di un colore rosso rubino carico con riflessi granati, la gradazione alcoolica del vino varia dai 12 ai 14 gradi. Il sapore robusto si accompagna splendidamente con salumi tipici della zona, brasati, stracotti, arrosti e cacciagione allo spiedo.

Istituita con decreto il 19/04/1968
Gazzetta Ufficiale del 03/06/1968 n. 140 Resa (uva/ettaro): 120 q Resa massima dell'uva: 70,0% Titolo alcolometrico naturale dell'uva: 11,0% Titolo alcolometrico minimo del vino: 11,5% Estratto secco netto minimo: 20,0%

Dati tecnici 2007
Cantine: 24
Superficie rivendicata: 322.500 mq
Uva prodotta: 204.383 kg
Vino prodotto: 143.068 litri

Carta d'identità del Botticino doc
Il Botticino è prodotto in un'area molto limitata vicino a Brescia e fino a un recente passato era conosciuto soprattutto a livello locale. Prende il nome dal principale comune della zona di produzione e il termine 'Botticino” sembra risalire all'epoca romana.  Le uve da cui si ottiene il Botticino crescono in colline (il Disciplinare prevede coltivazioni fino a 500 metri s.l.m.) che godono di situazione climatica mite, favorevole esposizione e sono formate da una particolare combinazione argillo-calcarea e marmosa da cui i vigneti traggono le loro caratteristiche organolettiche. Ciascuna delle quattro uve dell'uvaggio previsto dal Disciplinare ha una precisa funzione: l'uva Barbera dà struttura al vino e lo rende atto all'invecchiamento, quella del Marzemino (una varietà locale, diversa da quella trentina) fornisce colore, tipicità aromatica e corpo, mentre si devono alle uve Sangiovese la morbidezza e l'eleganza, e alla Schiava Gentile la freschezza. Il Botticino Doc Riserva, prodotto con uve scelte nei vigneti più antichi e con l'esposizione migliore, è strutturato e con una buona propensione all'invecchiamento. Il riconoscimento della Doc ha salvaguardato le caratteristiche - strettamente connesse all'ambiente e alla fortunata combinazione tra natura dei terreni e qualità dei vitigni - di questo vino che oggi può confrontarsi 'da pari a pari” con i migliori vini italiani. Il ristretto numero di produttori (circa 20 per una superficie iscritta all'Albo dei Vigneti di 44 ettari) di questa piccola Doc sono riuniti nel Consorzio Botticino Doc. (S.L.)

Le nostre selezioni:
Botticino Doc 2003 La Foya di Emilio Franzoni
Botticino Doc Vigna Cobio di Tognazzi Benedetto
Botticino Riserva Doc monastero S.S. Trinità di Cantine Scarpari

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