Al via un progetto a tre per dare slancio al terroir valtellinese. Casa Rainoldi in prima fila
In un momento storico in cui la globalizzazione rischia di far scomparire i prodotti, usi e costumi, in Valtellina si vuole lanciare un progetto che è un segnale molto importante per la valorizzazione del territorio e lo sviluppo delle sue grandi potenzialità vitienologiche. Il progetto, presentato in occasione del Forum "Dal vigneto al progetto globale: coltivare la terra per coltivare il futuro", nasce dalla volontà di tre soggetti che avvertono la necessità di consolidare tale successo, orientano gli sforzi futuri nella direzione della salvaguardia del territorio, dell'ambiente e della valorizzazione del sistema agricolo esistente.
L'obiettivo è una avicoltura sostenibile, ancorata al territorio e alla sua identità.
In questo contesto si inserisce l'iniziativa che unisce in questo primo progetto pilota Abele Branchi (viticoltore in Valgella che coltiva poco più di 0,6 ettari di vigneto, destinati alla produzione di Valtellina superiore Docg Valgella e Rosso di Valtellina Doc), Casa vinicola Aldo Rainoldi, che con i suoi 10 ettari di terreno e una fitta rete i viticoltori conferitori ha una produzione media annua di 220mila bottiglie, e Sunny Valley Kelo Resort: tre attori impegnati nel rilancio di un'area viticola di grande potenzialità, convinti che questa esperienza possa essere la giusta leva per dare slancio ad analoghe iniziative. con l'obiettivo dis alvaguardiare il territorio, l'ambiente e la produzione locale. il tutto valorizzando il sistema agricolo esistente e dare il via a una avicoltura sostenibile, ancorata al territorio e alla sua identità.
Il territorio è la Valgella, una vasta area agricola disseminata da piccoli nuclei abitativi. Il fondovalle è lasciato a prato, mentre i versanti esporti a sud sono coltivati a vigneto: da queste uve nasce il Valtellina superiore Doc Vagella. L'investimento di un imprenditore locale fortemente legato alla Valtellina, Beppe Bonseri, già proprietario del Rifugio Sunny Valley Kelo Resort, nel comprensorio di Santa Caterina Valfurva, consentirà di salvaguardare e valorizzare la coltivazione di un piccolo vignet
o. Questo verrà di fatto 'adottato a distanza”: il viticultore continuerà a lavorare la propria vigna con la consapevolezza e la serenità derivanti dalal certezza della destinazione commerciale delel proprie uve. Il produttore, la Casa vinicola Aldo Rainoldi, con sede a Chiuro (So), fornirà la propria consulenza e competenza enologica per la creazione del prodotto finale.
Il progetto darà quindi nuova linfa alla tradizione vitivinicola locale, con l'auspicio che il successo di questa esperienza crei un circolo virtuoso emulativo che coinvolga altri attori e operatori della zona, in modo che la coltivazione della terra continui a essere una preziosa risorsa per il futuro e lo sviluppo del territorio.
Oggi, infatti, sono diversi piccoli vignaioli a mantenere vivo il territorio attraverso il lavoro della vigna e dell'ambiente circostante. Occorre però valorizzare questi sforzi riconoscendo loro una giusta remunerazione. L'esperienza di Abele Branchi può significare l'inziio di un'esperienza attraverso nuove e originali forme di collaborazione che rappresentino un servizio per la comunità.
Il risultato finale, il vino: può rappresentare un messaggio di valore virtuoso e stimolo generale per il territorio e l'insieme della comunità.

