Sulle pendici del Monte Ararat, in Armenia, alla ricerca del dna del Prosecco
Nella prossima primavera, comparando il Dna degli antichi vitigni che crescono sulle pendici del Monte Ararat con le migliaia di sequenze genetiche contenute nei database del Centro di ricerca per la viticoltura di Conegliano, sarà forse possibile dare un nome ai progenitori del Prosecco, definire le parentele di molti altri vitigni europei e ricostruire il percorso attraverso il quale la vite si è diffusa nel nostro continente.
Sarà il compimento della spedizione che si è appena conclusa di un gruppo di sedici camperisti, guidati dal vicepresidente nazionale della Confederazione campeggiatori e presidente del Campeggio Club di Conegliano Sergio Sanson. La ricerca servirà a capire il percorso della vite e del vino e il perchè delle mutazioni che hanno contrassegnato questa pianta nel cammino, iniziato circa 10 mila anni fa, al seguito dei popoli che hanno diffuso la civiltà nel Mediterraneo e in Europa, partendo proprio dall'Armenia e dall'Ararat, dove la pianta sembra aver avuto origine. La spedizione ha contrassegnato le viti dalle quali, a novembre, verranno prelevati tralci che saranno spediti in Italia e messi a dimora. In primavera sarà possibile estrarre il dna dalle gemme trapiantate e metterlo a confronto con i campioni di Conegliano.
Il collegamento tra Conegliano, l'Armenia e la Georgia non è peregrino, visti gli scambi culturali che esistono da sempre tra Conegliano e la comunità armena mechitarista che risiede nell'isola di San Lazzaro a Venezia. Ma quello che passa per il vino è un legame speciale: secondo l'Antico Testamento, Noè piantò il primo vigneto proprio in Armenia, culla dell'uva e della viticoltura. La missione italiana ha attraversato l'Europa dell'Est e la Turchia per arrivare in Georgia e da lì in Armenia. Non poteva mancare una tappa al Monte Aratat (oggi in territorio turco). Secondo la Bibbia, è qui che Noè si arenò e piantò una vigna: abbandonandosi al piacere del vino ne conobbe l'ebbrezza, passando alla storia anche per essere stato il primo viticultore e il primo uomo ad essersi ubriacato.

