Debutta questo mese il San Paolo 2005, vino frutto della prima vendemmia biodinamica di Barone Pizzini a Pievalta, nelle Marche.
Caratterizzato da un'accentuata ricchezza minerale dovuta ai fenomeni di vulcanesimo secondario che si verificano nella zona, il San Paolo 2005 rappresenta l'espressione più originale del terroir di Pievalta e può essere considerato a tutti gli effetti un gran cru.

La biodinamica
L'agricoltura biodinamica, come quella biologica, esclude l'elaborazione chimica e la manipolazione genetica e incoraggia invece la vita microbica di ciascun terreno. Si concima con sostanze vegetali e animali, si migliora la fotosintesi e si rafforza l'immunità della vite rispettando l'equilibrio naturale della fauna e della flora. In questo modo il carattere originale e autentico del terroir viene preservato ed esaltato nel vino.
 La biodinamica, metodo di coltivazione che nasce da una concezione 'olistica” della vita e della natura, si basa inoltre sulla valorizzazione dei flussi di energia tra pianeti, suolo e pianta. A San Paolo, nei Castelli di Jesi, si verificano ancora sotto uno strato di terra fenomeni di vulcanesimo secondario, fuoriuscite spontanee di gas naturali che per effetto della pressione trascinano sedimenti argillosi ed acqua negli interstizi del terreno, infondendo energia al suolo e rendendolo particolarmente eletto per la coltura della vigna. Un terroir davvero particolare, che anche per queste sue caratteristiche si è rivelato ideale per la sperimentazione biodinamica.
Lo conferma Silvano Brescianini, direttore produzione di Barone Pizzini: «Quest'anno abbiamo celebrato i nostri 10 anni di viticoltura biologica e siamo più che mai convinti di aver fatto la scelta giusta per ottenere un vino di qualità superiore, garanzia di genuinità e di tipicità del terroir. Questa convinzione ci ha spinti a sperimentare anche l'agricoltura biodinamica e valutarne le potenzialità e gli effetti. Nell'ultima edizione del BioFach la biodinamica è emersa come trend in crescita a livello mondiale nel settore vitivinicolo, a due anni dalla nostra conversione alla biodinamica nei terreni di Pievalta siamo soddisfatti dei risultati raggiunti e il San Paolo 2005 è la dimostrazione della superiorità qualitativa che abbiamo ottenuto».
Alessandro Fenino, enologo responsabile di Pievalta ha commentato: «Ad una presentazione del suo libro, Nicolas Joly – rinomato viticoltore e guru francese della biodinamica - disse che i vini prodotti da uve biodinamiche hanno, a differenza di quelli da uve convenzionali, la seconda parte di bocca più ricca. Mi sembrava già un motivo più che sufficiente per praticare l'agricoltura biodinamica. I nostri verdicchi ora hanno tutti quella 'seconda parte di bocca”. Senz'altro è dovuto all'importante componente di calcare dei nostri suoli, ma senza delle buone radici ed un suolo vitale quelle sensazioni minerali non arrivano all'uva e non passano al vino».

La tenuta marchigiana Pievalta di Barone Pizzini, ventinove ettari certificati in biologico e biodinamico (su due vigne che secondo la tradizione sono tra le più vocate dei Castelli di Jesi) nasce per realizzare un progetto di valorizzazione del verdicchio, sperimentando l'ancestrale vinificazione in anfora. L'applicazione dei metodi della viticoltura biodinamica è iniziata nel 2005, rompendo il suolo, a filari alterni, con una ripuntatura e seminando del favino da sovescio per garantire la giusta areazione anche agli strati più profondi del suolo. Si è iniziato a distribuire sul terreno il preparato 500p (corno letame) che è uno stimolo per l'attivazione della vitalità e della fertilità del terreno e, dopo soli due anni, la vigna ha risposto producendo tralci più vigorosi e robusti.

Barone Pizzini: viticoltori d'ambiente
Nata nel 1870 dall'omonima famiglia nobiliare, Barone Pizzini è una delle più antiche aziende vitivinicole della Franciacorta. La metà degli anni ‘90 segna l'avvio della sperimentazione della viticoltura biologica, sul modello di grandi cantine francesi, fuoriclasse del panorama internazionale che da sempre li applicano.
'Viticoltura biologica” significa che in campagna, per la difesa e il nutrimento delle piante, si usano solo sostanze che si trovano in natura o che l'uomo può ottenere con processi semplici. Niente elaborazione chimica o manipolazione genetica, niente Ogm, fertilizzanti o pesticidi chimici di sintesi.
Oggi, in tutte le tenute Barone Pizzini, presente anche in altre regioni vocate come Toscana (a Scansano, con il Morellino), Marche (nei Castelli di Jesi con il Verdicchio) e Puglia (nel Salento, con gli autoctoni Primitivo e Negroamaro), nascono vini esclusivamente da uve bio.
Tutti i vigneti Barone Pizzini sono certificati secondo il disciplinare della viticoltura biologica e l'impegno continua anche dopo, con metodi di lavorazione in cantina volti a preservare intatte le caratteristiche che la natura ha saputo donare all'uva.
Alla produzione del vino si aggiunge il progetto Eleiva per la produzione di olio extra-vergine d'oliva: una ventina di ettari di uliveti in Toscana, a Scansano, per produrre un'edizione limitata di bottiglie da selezionate cultivar.
Nel 2006-2007 ulteriori e importanti investimenti sono stati concentrati in Franciacorta per la costruzione della nuova cantina, 6.000 metri quadrati, su tre livelli, realizzati secondo criteri di architettura eco-compatibile.
A un passo dalla nuova cantina si trova il Borgo Barone Pizzini, sede storica dell'azienda, che comprende oggi il Ristorante Santa Giulia, il Museo Agricolo, l'Osteria Wine Shop 'La Licenza” e quattro camere per un soggiorno di charme tra le colline vitate di Franciacorta e la Riserva Naturale delle Torbiere. Nel Borgo sono in corso i lavori di riadattamento della vecchia sede per accogliere iniziative enoturistiche, culturali e servizi di ospitalità.