Il vino di Firenze, quello che nasce proprio sulle colline a ridosso della città e che ha nel marchio il Marzocco - il leone rampante della Torre di Palazzo della Signoria - ha scelto Roma, la città della lupa, per presentare la vendemmia 2006.
Per la prima volta il Consorzio della Docg Chianti Colli Fiorentini ha organizzato nella capitale in collaborazione con l'Ais una degustazione riservata alla stampa di settore e un banco d'assaggio per gli operatori. La scelta dei produttori è nata dalla consapevolezza del ruolo crescente della città nel mercato del vino, dando il via di fatt presidente del Consorzio Colli Fiorentini Marina Malenchini insieme all'enologo Luca d'Attomao ad una campagna di promozione e valorizzazione anche in Italia del prodotto già ampiamente apprezzato all'estero.

Il vitigno principe della Docg è il Sangiovese, da sempre baluardo della viticultura toscana. Le restrittive condizioni produttive, l'attenta cura dei vigneti, le basse rese per ettaro, la selezione delle uve e le più moderne tecnologie di cantina danno un prodotto di alto profilo qualitativo. Colore porpora con sfumature viola, intenso all'olfatto e al gusto e con i tannini piacevolmente sfumati, il Docg Colli Chianti Colli Fiorentini, che nasce in un territorio delimitato e ben definibile geograficamente, ebbe la sua prima consacrazione nel 1932, seguita dalla Doc nel 1967 ed infine dalla Docg nel 1984. Per tradizione era il vino prodotto dalle famiglie nobili che tra le colline intorno a Firenze avevano le residenze e i casini di caccia.

«Ottime le previsioni della prossima vendemmia nei 18 comuni della Docg -da Barberino Val d'Elsa a Lastra a Signa, da Scandicci a Figline» ha assicurato Marina Malenchini (nella foto a destra), presidente del Consorzio che riunisce 33 cantine, la quasi totalità della produzione. L'enologo Luca d'Attoma (nella foto a sinistra), che lavora all'interno dell'area vocata, ha guidato la degustazione orizzontale di una ventina di etichette. Il banco d'assaggio ha offerto poi agli operatori la possibilità di degustare oltre alla Docg Chianti Colli Fiorentini anche gli Igt e il Vinsanto.

Mariella Morosi