Falso Amarone, sequestrate a Livorno 30mila bottiglie destinate agli Usa
Sequestrate 15mila bottiglie con etichette indicanti "Amarone" ma che si sospetta contenessero un altro tipo di vino nel porto di Livorno. Le bottiglie, poste sotto sequestro dall'Ispettorato Controllo qualità e dal Corpo Forestale, erano all'interno di un contanier con 30mila bottiglie destinato al mercato statunitense. Secondo i primi accertamenti, l'imbottigliamento sarebbe avvenuto in Veneto e la partita sequestrata, su cui sono in corso accertamenti, farebbe parte di una produzione di 150mila bottiglie.
«Non tollereremo più chi prende in giro i consumatori e irresponsabilmente tenta di vanificare il lavoro fatto dalle imprese e dalle istituzioni per creare reddito, solide fondamenta per lo sviluppo e l'export dell'agroalimentare italiano». Così commenta il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia dopo il sequestro delle 15mila bottiglie di vino illegittimamente etichettato come 'Amarone” e pronto per l'esportazione negli Stati Uniti, insieme ad un'altra partita di vino rosso costituita da vini piemontesi. Il sequestro è stato deciso nel corso delle indagini disposte dalla Procura della Repubblica di Treviso sulla contraffazione di prodotti vitivinicoli. L'attenzione degli inquirenti è rivolta ora sia ai distributori/trasportatori del prodotto che alla ditta che ha proceduto all'imbottigliamento e che si trova in provincia di Treviso.
«Ancora una volta dobbiamo ringraziare l'ICQ e il Corpo Forestale dello Stato – ha detto ancora Zaia - per il loro lavoro, svolto con serietà e attenzione, a salvaguardia della qualità dei prodotti agroalimentari italiani e a tutela dei cittadini. Continueremo nelle operazioni di contrasto alle frodi e alle contraffazioni, a difesa dei tanti operatori onesti, che rispettano le regole e che sono la stragrande maggioranza nel nostro Paese».
Un numero verde per la tutela della qualità, linea diretta tra istituzioni e produttori
Franco Manzato propone l'istituzione di un numero verde per far fronte all'emergenza del 'falso Amarone”. «La contraffazione di 30mila bottiglie di Amarone», sottolinea il vicepresidente della giunta regionale del Veneto, «è un attacco all'immagine della Regione Veneto e dell'integrità dei suoi prodotti. Organizzazioni criminali di questo tipo per tentare di fare una breve fortuna rischiano di bruciare la credibilità a livello nazionale e internazionale dei nostri prodotti enogastronomici. Episodi come questo mettono a rischio un mercato che sta dando finalmente le soddisfazioni derivanti da anni di lavoro, promozione ed eccellenza. Propongo di istituire un numero verde tramite il quale i produttori onesti tutelino sé stessi e i propri prodotti, di qualità garantita, denunciando truffatori e imprese disoneste se non a delinquere.
La Regione Veneto, intanto, considerate le attività promozionali e i soldi impegnati nel sostegno del settore vitivinicolo potrebbe decidere di dichiararsi parte civile contro i responsabili».

