Indagine sul Bardolino tra i consumatori: denominazione ben identificata con l’area del Garda
Una denominazione conosciuta, che si identifica perfettamente con la propria zona di produzione, che offre bottiglie perfette per la tavola e facilmente reperibili sul mercato, ma che ha anche bisogno di svecchiare la propria immagine: è questo in estrema sintesi il ritratto del Bardolino offerta dai 2mila consumatori intervistati per conto del Consorzio di tutela del Bardolino tra fine giugno e metà luglio dalla società di
ricerche Dinamiche sul lago di Garda, a Verona, a Milano e in altre località del centro-nord. «Abbiamo voluto approfondire quale sia l'opinione dei nostri clienti attuali e potenziali nei mercati di sbocco dell'area di produzione e dell'Italia settentrionale», dice il presidente del Consorzio del Bardolino Giorgio Tommasi, «per trarne preziose indicazioni su quali siano le prospettive dei nostri vini e indirizzare di conseguenza la nostra azione».
L'inchiesta ha interessato sia il mondo dei consumatori che quello della ristorazione e dei buyer della grande distribuzione: ora il consorzio si accinge a rendere pubblica la prima parte della ricerca, quella appunto focalizzata sui privati, la mattina di sabato 27 settembre, alle 10.45 presso la sala consiliare del Comune di Castelnuovo del Garda (Vr), con un convegno organizzato in collaborazione con l'amministrazione comunale e la pro loco di Castelnuovo nell'ambito della locale Festa dell'uva. 'Dicono di noi: il Bardolino nell'opinione dei consumatori di Verona e del nord Italia” è il titolo dell'incontro, che vedrà protagonisti, accanto al presidente del Consorzio del Bardolino, il dottor Bruno Berni, di Dinamiche, una della maggiori società di ricerca italiane, il sindaco di Castelnuovo, Maurizio Bernardi, e l'onorevole Giampaolo Fogliardi, membro della commissione finanze della Camera, mentre farà da moderatore il giornalista Angelo Peretti.
Sono stati dunque ben 2mila i consumatori intervistati da Dinamiche per capirne di più sul Bardolino, un campione rappresentativo della popolazione di età compresa fra i 25 e i 65 anni, quasi equamente suddiviso fra uomini e donne, e così distribuito: 500 a Verona, 500 nella zona del lago di Garda, 400 a Milano e 600 nel centro-nord, privilegiando le grandi città. La frequenza media di consumo di vino da parte degli intervistati è risultata essere di 4-5 volte la settimana a casa e di una volta la settimana al ristorante, ed è soprattutto a cena che si stappa la bottiglia, sia nella propria abitazione (76% dei casi) che in trattoria (83%). Il supermercato è il luogo d'acquisto del vino per il 43% dei consumatori, e il 38% degli intervistati si porta a casa una bottiglia preferibilmente se la trova in commercio fra i 3 ed i 5 euro. Il 48% degli intervistati che amano bere un bicchiere di vino ha dimostrato di conoscere almeno una delle tipologie della Doc del Bardolino (il dato è ovviamente più alto sul lago, ma anche a Milano l'indice di conoscenza sfiora il 30%).
La popolarità maggiore spetta alla classica versione rossa d'annata, ma il Chiaretto, la tipologia rosé del Bardolino, sta crescendo parecchio in reputazione, soprattutto fra il pubblico femminile, che tende a privilegiarla anche come aperitivo. I punti di forza del Bardolino sono la sua identificazione con l'area del Garda (lo colloca perfettamente quasi il 78% degli intervistati, un dato altissimo, che si conferma anche sulla piazza di Milano, dove sfiora il 55%), la sua identità di vino da gustare in compagnia, la facile bevibilità, l'abbinabilità col cibo, mentre secondo gli intervistati la denominazione sembra essere carente soprattutto in termini di modernità e di adesione alla moda. Emerge una forte domanda di approfondimento delle caratteristiche della Doc del Bardolino: il consumatore chiede al Consorzio di investire maggiormente in comunicazione, di effettuare più degustazioni, anche nei supermercati, di promuovere iniziative enogastronomiche coinvolgendo il settore della ristorazione, di legare meglio il vino a percorsi culturali e turistici. La seconda parte dell'indagine, quella rivolta ai ristoratori dell'area di Verona e del lago di Garda, verrà presentata la mattina di sabato 4 ottobre a Bardolino.
ricerche Dinamiche sul lago di Garda, a Verona, a Milano e in altre località del centro-nord. «Abbiamo voluto approfondire quale sia l'opinione dei nostri clienti attuali e potenziali nei mercati di sbocco dell'area di produzione e dell'Italia settentrionale», dice il presidente del Consorzio del Bardolino Giorgio Tommasi, «per trarne preziose indicazioni su quali siano le prospettive dei nostri vini e indirizzare di conseguenza la nostra azione».L'inchiesta ha interessato sia il mondo dei consumatori che quello della ristorazione e dei buyer della grande distribuzione: ora il consorzio si accinge a rendere pubblica la prima parte della ricerca, quella appunto focalizzata sui privati, la mattina di sabato 27 settembre, alle 10.45 presso la sala consiliare del Comune di Castelnuovo del Garda (Vr), con un convegno organizzato in collaborazione con l'amministrazione comunale e la pro loco di Castelnuovo nell'ambito della locale Festa dell'uva. 'Dicono di noi: il Bardolino nell'opinione dei consumatori di Verona e del nord Italia” è il titolo dell'incontro, che vedrà protagonisti, accanto al presidente del Consorzio del Bardolino, il dottor Bruno Berni, di Dinamiche, una della maggiori società di ricerca italiane, il sindaco di Castelnuovo, Maurizio Bernardi, e l'onorevole Giampaolo Fogliardi, membro della commissione finanze della Camera, mentre farà da moderatore il giornalista Angelo Peretti.
Sono stati dunque ben 2mila i consumatori intervistati da Dinamiche per capirne di più sul Bardolino, un campione rappresentativo della popolazione di età compresa fra i 25 e i 65 anni, quasi equamente suddiviso fra uomini e donne, e così distribuito: 500 a Verona, 500 nella zona del lago di Garda, 400 a Milano e 600 nel centro-nord, privilegiando le grandi città. La frequenza media di consumo di vino da parte degli intervistati è risultata essere di 4-5 volte la settimana a casa e di una volta la settimana al ristorante, ed è soprattutto a cena che si stappa la bottiglia, sia nella propria abitazione (76% dei casi) che in trattoria (83%). Il supermercato è il luogo d'acquisto del vino per il 43% dei consumatori, e il 38% degli intervistati si porta a casa una bottiglia preferibilmente se la trova in commercio fra i 3 ed i 5 euro. Il 48% degli intervistati che amano bere un bicchiere di vino ha dimostrato di conoscere almeno una delle tipologie della Doc del Bardolino (il dato è ovviamente più alto sul lago, ma anche a Milano l'indice di conoscenza sfiora il 30%).
La popolarità maggiore spetta alla classica versione rossa d'annata, ma il Chiaretto, la tipologia rosé del Bardolino, sta crescendo parecchio in reputazione, soprattutto fra il pubblico femminile, che tende a privilegiarla anche come aperitivo. I punti di forza del Bardolino sono la sua identificazione con l'area del Garda (lo colloca perfettamente quasi il 78% degli intervistati, un dato altissimo, che si conferma anche sulla piazza di Milano, dove sfiora il 55%), la sua identità di vino da gustare in compagnia, la facile bevibilità, l'abbinabilità col cibo, mentre secondo gli intervistati la denominazione sembra essere carente soprattutto in termini di modernità e di adesione alla moda. Emerge una forte domanda di approfondimento delle caratteristiche della Doc del Bardolino: il consumatore chiede al Consorzio di investire maggiormente in comunicazione, di effettuare più degustazioni, anche nei supermercati, di promuovere iniziative enogastronomiche coinvolgendo il settore della ristorazione, di legare meglio il vino a percorsi culturali e turistici. La seconda parte dell'indagine, quella rivolta ai ristoratori dell'area di Verona e del lago di Garda, verrà presentata la mattina di sabato 4 ottobre a Bardolino.

