Il Consorzio Chinati Rufina interviene sulla questione dell'etichettatura vini da tavola. Il Consoezio avvisa che è rientrato l'allarme lanciato qualche settimana fa a scapito delle denominazioni in cui si affermava che molte di queste, tra cui anche la prestigiosa e storica zona del Chianti Rufina, a causa della nuova Organizzazione com unitaria di mercato, dovessero scomparire dalla compagine dei prodotti vinicoli della nostra penisola.
Non è così e al fine di evitare inutili allarmismi, apparsi recentemente su alcuni organi di stampa, si precisa che tali affermazioni non hanno alcun fondamento giuridico. Infatti, dalla legge che entrerà in vigore dall'1 agosto 2009, stabilisce che le menzioni tradizionali potranno essere utilizzate per indicare che il prodotto reca una Dop o Igp, in loro sostituzione.
Pertanto tali menzioni tradizionali corrispondono alle menzioni specifiche tradizionali nazionali di cui alla preesistente normativa comunitaria (allegato III del Reg. n. 753/2002) che, si ripete, per l'Italia sono: Docg, Doc, Vino dolce naturale, Igt, Vin de Pays, Landwein. Tale impostazione della nuova Ocm Vino per la salvaguardia dell'uso delle menzioni specifiche tradizionali nazionali risponde alle esigenze espresse dall'Italia e dagli altri Paesi comunitari (Francia, Spagna, Portogallo ecc.) a spiccata vocazione per i vini a denominazione di origine.

 

Articolo correlato:
Etichettatura vini da tavola, la polemica non si ferma. Città del Vino chiede revisione del regolamento