San Martino della Battaglia: rischia di rimanere senza nome una delle più piccole Doc italiane
è una delle più piccole Doc del panorama vitivinicolo italiano, e sul suo futuro pesa l'incognita di un vitigno 'senza nome”. Eppure il San Martino della Battaglia non è ancora un vino da archiviare: e la vendemmia 2008 sembra prefigurare nuovi traguardi di eccellenza. Ne è convinto Luca Formentini, giovane vignaiolo leader dell'azienda agricola Selva Capuzza, che da tempo lotta per tener viva la cultura di un vino bresciano di grandi tradizioni: e i risultati gli stanno dando ragione. Lo scorso anno, la 'Guida al Vino Quotidiano” di Slow Food ha infatti inserito il San Martino della Battaglia 'Campo del Soglio 2006” di Selva Capuzza nel gotha dei 'migliori vini d'Italia a meno di 8 euro”: e lo stesso vino è stato gratificato da altri prestigiosi riconoscimenti come i Due bicchieri della guida del Gambero Rosso o i Tre grappoli di duemilavini dell'Ais.
Insomma, tira aria di ripresa per questa Doc istituita nel 1970, una delle 7 denominazioni della provincia di Brescia, ed una delle 3 presenti nel panorama vitivinicolo della sponda bresciana del lago di Garda, che tutela un vino da sempre e storicamente ottenuto dalla coltivazione di uve Tocai, vitigno che qui è riuscito a metter radici grazie alle particolarissime condizioni pedo-climatiche dell'area.
Lo scorso anno il paradosso: un decreto ministeriale ha come noto vietato l'utilizzo del termine Tocai per produzioni vinicole italiane, e dalla vendemmia 2007 anche i produttori del piccolo territorio del San Martino hanno dovuto adeguarsi a questa norma. Ed è per questo che il Campo del Soglio 2007, che entra in commercializzazione proprio in questi giorni, riporta nel retroetichetta un punto interrogativo al posto del nome del vitigno: una piccola nota polemica che denota la tenacia e la passione di un'azienda nella difesa di un patrimonio che, come detto, stariscuotendo interesse e consensi sempre più netti.
Campo del Soglio viene prodotto solo nelle annate giudicate ottimali dallo staff di Selva Capuzza, da uve raccolte a mano in vigneti che in termini produttivi, quest'anno, non sono andati oltre i 70 quintali ad ettaro, arrivando naturalmente al limite che l'azienda si era prefissata. Fermentazione a basse temperature ed affinamento avvengono in vasche d'acciaio, l'imbottigliamento è previsto in anticipo sui primi caldi primaverili, per un totale di circa 60 ettolitri e 8000 bottiglie. Il risultato? 'Un vino che, in tempi di eccessi ed arroganze, preferisce parlare a bassa voce - spiega Luca Formentini, proprietario ed anima di Selva Capuzza-. E forse sta in questo il motivo del suo successo: nell'aver saputo intercettare le richieste di un consumatore nuovamente alla ricerca di finezza dopo troppi anni di aggressività spregiudicata”.
L'annata 2008? 'La vendemmia si è conclusa sotto le migliori aspettative – conclude Luca. Dal punto di vista della qualità delle uve, è senz'altro la migliore annata degli ultimi anni. E questo ci conforta nella decisione di continuare a produrre il Campo del Soglio. Ovviamente con le uve Tocai di sempre, anche se qualcuno ha deciso che non potremo più chiamarle con il loro nome”.
Il nome e le origini
Selva Capuzza è il nome della località geografica sulla quale la famiglia Formentini ha fondato la propria attività vitivinicola di maggior pregio. Il nome delinea la caratteristica posizione di 'cappuccio”, che la vede sulla sommità della collina poco distante dal 'roccolo” dove, nel 1859, venne eretta la Torre di San Martino della Battaglia. Colline basse ma importanti per il loro influsso microclimatico; formate dallo scioglimento del ghiacciaio che originò la sede del lago di Garda e costituite da argilla e preziosa presenza di pietre, a mitigare la permeabilità del suolo. Il 'Soglio” del nome di questo vino è il riferimento alla valle omonima, vera e propria 'soglia” oltre la quale viene svelato alla vista il lago percorrendo le colline da sud verso nord.
Selva Capuzza
L'azienda vitivinicola Selva Capuzza è stata fondata nel 1970 dalla famiglia Formentini, attiva nel mondo della produzione vinicola da quattro generazioni. L'azienda si distingue anche per l'apertura ai visitatori ed appassionati; è una delle poche realtà vinicole ad offrire la possibilità di alloggio e ristorazione gestite direttamente dai proprietari. Fin dal 1983 la Cascina Capuzza, aperta da giovedì a domenica a pranzo e cena, è dedicata alla degustazione dei vini aziendali accompagnati da una cucina semplice e di territorio. E' una antica cascina nata nel XIV secolo, primo agriturismo fondato in Lombardia. Borgo San Donino invece è una realtà dedicata a 11 appartamenti e dista ad 870 passi dalla Cascina Capuzza. Un antico borghetto sorto attorno alla più antica chiesa del territorio desenzanese, forndata nel XII secolo. La cantina di vinificazione si trova immersa nei vigneti a metà strada tra i due antichi rustici. Le visite in cantina ed ai vigneti sono possibili su prenotazione.
I vini dell'azienda:
San Martino della Battaglia Doc Campo del Soglio,
Lugana Doc Colli a Lago,
Lugana Doc Podere Selva Capuzza,
Lugana Doc Superiore Podere Selva Capuzza,
Garda Classico Doc Rosso Colli a Lago,
Garda Classico Doc Chiaretto Colli a Lago,
Garda Classico Doc Rosso Superiore Madèr,
Lugana Doc Brut ( Charmat e Metodo Classico),
Lume (vino da tavola dolce prodotto da Uve Tocai).
Azienda vitivinicola Selva Capuzza
Località Selva Capuzza, San Martino della Battaglia
Proprietari: famiglia Formentini
Ettari vitati: 25
Ettari complessivi: 52
Tel. 030 9910381
www.selvacapuzza.it
info@selvacapuzza.it

