Giovani, si beve più in discoteca. Energy drink, boom da capogiro

Sarà perché hanno un gusto dolce, caramellato e fruttato, perfetto da abbinare a superalcolici forti come rum, vodka e whisky. O forse sarà per il semplice fatto che sono una bevanda analcolica in grado di fornire una maggior quantità di energia rispetto alle tradizionali. Moda o esigenza che sia, sta di fatto che gli energy drink sono oggi la bevanda più richiesta dagli italiani, e soprattutto dai giovani, i principali consumatori di un prodotto che in America conta più di 100 marche diverse. Il boom dei consumi di queste bevande energetiche arricchite di caffeina e altri stimolanti, oltre a taurina, glucuronolattone, vitamine e ginseng, è riconducibile alle ottime campagne pubblicitarie che nel giro di qualche anno hanno fatto entrare gli energy drink nel cuore dei giovani, attirati da messaggi e promesse da 'superuomo”. Piacciono perché sono bevande energetiche ma non solo: nei consumi fuori casa sono diventati i protagonisti di un nuovo modo di consumare alcol. La tendenza del momento è di abbinarli a superalcolici lisci. Il risultato è che oggi i cocktail a base di energy drink e senza l'uso di sciroppi spopolano tra i giovani al bar, nei locali e nelle discoteche.
A confermare questa tendenza sono i dati: se nei primi sei mesi del 2008 la situazione nel canale Horeca ha evidenziato un calo generalizzato dei consumi, gli energy drink sono di fatto l'unica categoria a non accusare il colpo. Nel comparto dei consumi 'fuori casa”, ovvero bar, ristoranti e locali notturni, la maggioranza delle categorie è in caduta libera, mentre le bevande energetiche registrano un trend di crescita continuo sia nel canale bar (+7,1%) e ristorazione (+3,1%) che in quello dei locali serali/notturni, dove la crescita registra addirittura un 9,7%.
Non è un caso che anche i superalcolici, white spirits in testa, registrino un aumento, soprattutto nel consumo notturno (+3,6%) e al bar (2,2%): un'ulteriore conferma che il mix tra energy drink e superalcolici, come vodka e whisky, continua a essere il preferito tra i giovani italiani. Una ricerca, messa a punto da una équipe di ricercatori del Policlinico universitario di Messina su un campione di 500 studenti, ha mostrato che quasi il 36% ha bevuto più di tre 'cocktail energy drink-alcol” in un mese.
Secondo la Società italiana di farmacologia, però, 'l'uso di questa miscela nasce dalla voglia, da parte di chi la consuma, di una bevanda che abbia gli effetti euforizzanti dell'alcol ma che contemporaneamente non stordisca. Gli energy drink possono in effetti dare l'illusione di combattere efficacemente gli effetti sedativi dell'alcol, ma lo stato di ebbrezza viene piuttosto mascherato, mentre segnali coma la fatica e la sonnolenza sono solo attenuati e restano in agguato, poiché la concentrazione ematica di alcol non viene modificata”. A tale scopo, già dal dicembre 2007, la stessa organizzazione ha richiesto al ministero della Salute 'di imporre che sia aggiunta sulle etichette degli energy drink un'avvertenza che sconsigli l'uso in soggetti cardiopatici e ipertesi, avvertendo sui rischi derivanti dall'associazione con alcol”.
Superalcolici ed energia, un mix che 'mette le ali”
Energy drink a parte, in tutto il canale Horeca i numeri confermano l'andamento negativo del mercato del beverage: così come il 2007 anche il 2008 è un anno 'in rosso” per il consumo fuori casa. «Dopo i primi 6 mesi dell'anno ci ritroviamo ancora in una situazione di calo generalizzato dei consumi in tutti i comparti - commenta Aldo Carminati, responsabile acquisti superalcolici del Consorzio distributori alimentari che da solo rappresenta oltre l'11% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari. Complice anche la congiuntura economica non felice, le previsioni per questo inverno sono poco rassicuranti: possiamo contare solo sul trend di crescita, da 5 anni stabile, degli energy drink ma anche dei superalcolici, white spirits soprattutto: la metà del consumo delle bibite energetiche è infatti oggi miscelata con superalcolici. Per il resto c'è la necessità di rilanciare tutto il mercato del beverage, a partire dal consumo di birra che nonostante sia in netto calo dal 2007 rappresenta ancora più del 35% del nostro giro d'affari» Di fatto il quadro delineato dal Cda non promette bene: la media del mercato beverage del fuori casa registra un significativo -4,9% a livello nazionale, con picchi che sfiorano il -5,7% per il canale bar e il -4,7% per la ristorazione. Diversa la situazione dei locali serali, dove i consumi di bevande si attestano su un -3,2% rispetto allo scorso anno. A farne le spese sono soprattutto i ready to drink, ormai da tempo in calo vertiginoso (circa -20% in tutti e tre i canali). Male anche gli aperitivi monodose, i succhi di frutta e gli sciroppi (base per i cocktail), che segnano rispettivamente un calo di circa -6,5%, -7% e -2,5%.
«Questi dati non possono che metterci in allarme poiché confermano il trend di un calo generalizzato dei consumi in tutti i comparti, come avevamo già previsto all'inizio del 2008 - commenta Lucio Roncoroni, direttore del Cda. Nemmeno la stagionalità ci ha aiutato e l'inflazione, che nel nostro settore sfiora il 2,8%, con picchi del 6% per i vini speciali, del 4,4% per le bibite piatte e di quasi il 3,5% per acqua, vini e aperitivi, non potrà che peggiorare ulteriormente la situazione». Molto significativo è il dato di consumo relativo al vino, fiore all'occhiello dell'identità italiana: se in media il trend dei consumi segna un calo per i vini classici, con l'eccezione del canale bar dove si registra un aumento del 0,4% per i Doc di fascia mediobassa, il consumo dei vini 'speciali”, cioè gli aromatizzati e i liquorosi, è cresciuto in media del 4%, così come quello di spumanti e champagne (+2,5%).
A livello di canale la situazione è differenziata e varia a seconda della categoria. Al bar gli aperitivi alcolici (+1,9%), vermouth in testa, continuano a essere preferiti agli aperitivi monodose più leggeri (-6,3%). In aumento anche i superalcolici (+2,2% con la vodka in testa), mentre sono in calo le bibite gasate (-4,9%), piatte (-8,9%) e la birra (-8,5%). Cresce invece il consumo di bollicine (+5,5%), e l'aumento dei consumi di vini speciali (+8,1%) dimostra come gli italiani anche durante l'aperitivo optino per un vino ad alta gradazione alcolica o dal gusto più dolce. Anche nei locali serali la ricerca del vino 'forte” è confermata dall'aumento dei consumi dei vini speciali (+4,8%) rispetto ai normali, che subiscono un calo del -8,8%.
Dal bar alla discoteca, comunque, i gusti cambiano: mentre al bar, dove la moda dell'happy hour continua a cavalcare l'onda, si preferisce consumare un aperitivo, che sia vino o superalcolico non importa, in discoteca le tendenze sono diverse: calano leggermente i consumi di acqua (-2,8%) e birra (-2,4%) mentre resistono gli spumanti e gli champagne (+2,1%). Male i succhi di frutta (-15%) mentre aumenta il consumo di superalcolici (+3,6%), vodka in testa con +22,8% seguita dalle grappe (+15,1%) e dal gin (+5,4%): un dato, questo, che abbinato al calo degli sciroppi (-0,6%) e all'ormai incontrastato predominio degli energy drink testimonia come l'abbinamento preferito dai giovani sia oggi un mix di alcool ed 'energia”: un binomio che 'fa mettere le ali” non solo al consumatore ma anche al produttore. Secondo il Global energy drinks report di Zenith international, l'agenzia di consulenza specializzata nel settore bevande, questo segmento ha registrato nel 2007 un incremento del 17% in volumi di vendita. Secondo le valutazioni della società, il consumo nell'Europa occidentale ha mostrato uno sviluppo stabile negli ultimi 5 anni, con tassi di crescita largamente superiori a quelli delle tradizionali bibite.
Nel 2005 i volumi sono cresciuti del 15%, portandosi a 382.5 milioni di litri, per un valore corrispondente di oltre 3 miliardi di euro. Nel 2006, i volumi sono saliti a 428 milioni di litri (+12% sul 2005).
di Marco Offredi
Consumi beverage 2008
+9,7% energy drink nei locali serali
+3,6% superalcolici nei locali serali
+5,5% spumanti champagne al bar
-8,5% birra al bar
-20% ready to drink
-6,5% aperitivi monodose
Alcol e giovani: ‘98-'07
19,9% ragazzi 11-15 anni ha consumato alcol almeno una volta
+7,9% consumo alcol tra i ragazzi dai 14 ai 17 anni
+8,2% consumo alcol fuori pasto tra ragazze
+7,5% consumo alcol fuori pasto tra ragazzi
25% adolescenti tra 15-18 anni consuma alcol il sabato sera

