C'è preoccupazione in Trentino per l'imminente riforma della trasmissione dei dati di produzione da parte delle grapperie all'amministrazione dello Stato. Dal 1° ottobre, infatti, una recente disposizione obbligherà le distillerie a collegarsi ogni giorno via computer alla pubblica amministrazione per comunicare la produzione di ogni singolo prodotto. Una distilleria, anche piccola, ha sempre in catalogo diverse grappe e acqueviti: per ognuna si dovrà quindi comunicare quotidianamente la produzione, persino quando non se ne produce neanche una bottiglia. Un assurdo burocratico che porterà i mastri distillatori a spendere più tempo davanti allo schermo del computer che all'alambicco.

 «C'è molta preoccupazione tra i nostri grappaioli – riferisce Beppe Bertagnolli (nella foto), presidente dell'Istituto tutela grappa del Trentino –. La nostra realtà è infatti composta in gran parte da distillerie a conduzione praticamente familiare, con gente che durante il periodo di distillazione lavora su turni lunghi e pesanti». «Capiamo e apprezziamo l'esigenza di snellire la burocrazia in distilleria, ma questa non è la strada migliore – continua Bertagnolli. Per questo abbiamo sostenuto la comunicazione dei dati per via telematica, ma ogni quindici giorni. Ci siamo mossi in questo senso con i rappresentanti della pubblica amministrazione in Regione e abbiamo buone speranze di arrivare a questa mediazione. Altrimenti molti di noi rischiano di chiudere per davvero».