Franciacorta più ricco: nella Docg anche Millesimato e Riserva. Parte il Curtefranca (fermo)
Novità di rilievo per il prestigioso distretto vitivinicolo della Franciacorta: in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il nuovo Disciplinare di produzione del Franciacorta Docg che permette l'utilizzo in etichette anche dei termini Millesimato e Riserva, oltre a Saten e Rosè per identificare tipologie di Franciacorta. Dopo un complesso lavoro di tutte le articolazioni del Consorzio tutela Franciacorta di Erbusco, in provincia
di Brescia, Comitato tecnico in primis, ed una capillare azione di informazione e coinvolgimento delle circa cento cantine e dei trecento viticoltori produttori d'uva, il lungo iter ha concluso anche il suo percorso ministeriale, divenendo parte integrante della legge dello Stato italiano. I Franciacorta potranno comunque essere fatti solo con uve di Chardonnay e/o Pinot nero. Possono inoltre concorrere, fino ad un massimo del 50% le uve del vitigno Pinot bianco. Per la produzione del Rosè (rosato), la percentuale delle uve Pinot nero vinificate in rosato deve essere maggiore del 25% del totale. Per il Saten non è invece consentito l'impiego delle uve di Pinot nero.
«Esprimiamo notevole soddisfazione – commenta il presidente del Consorzio, Ezio Maiolini (nella foto a destra) – per questo ennesimo risultato positivo, che consentirà un ulteriore innalzamento dei parametri produttivi e delle garanzie per i consumatori».
Silvano Brescianini, consigliere d'amministrazione con delega agli aspetti tecnici, sintetizza così la rilevanza del risultato raggiunto: «Allungamento dei tempi di affinamento sui lieviti per alcune tipologie, limitazione della base ampelografica per valorizzare il vitigno Chardonnay, incremento della densità d'impianto ed inserimento della riserva vendemmiale, ovvero la possibilità d'accantonare parte della produzione in vino di una specifica annata, tenendola bloccata come riserva di vino disponibile, da utilizzare nel momento in cui si creano situazioni produttive, che richiedono di attingere a dette riserve di vino aziendale».
Le principali novità introdotte per le bollicine
Il nuovo disciplinare della Docg prevede come indicato la ridefinizione della base ampelografica, stabilendo che i vitigni 'base” sono lo Chardonnay e il Pinot nero, da soli e/o congiuntamente, senza specificazione di percentuali, mentre il Pinot bianco può concorrere fino al massimo del 50%. Per il rosato, invece, la percentuale delle uve Pinot nero vinificate in rosa dovrà essere maggiore del 25% del totale (contro il 15% attuale), mentre il Pinot nero resta escluso per il Satèn, che diventa a tutti gli effetti una tipologia a sé stante, insieme al Millesimato (37 mesi dalla vendemmia per l'immissione in consumo, di cui 30 di affinamento sui lieviti, praticamente identico a oggi) e alla Riserva, tipologia nuova di zecca che di mesi prima dell'immissione in consumo ne necessita 67, di cui 60 passati sui lieviti.
Il Satèn inoltre, per il quale vengono introdotti 24 mesi di affinamento sui lieviti più 7 prima dell'immissione in consumo (lo stesso dicasi per il rosé), diviene un marchio, la cui gestione è affidata al Consorzio; nel caso venga meno il requisito della vigilanza, il marchio passerà in gestione al Mipaaf. Un pacchetto corposo, ma non esaustivo, di parametri, che il mercato potrà apprezzare nei prossimi anni, ancora una volta non subìti da organismi esterni, bensì voluti dalla base produttiva, nell'intento d'accrescere ulteriormente l'eccellenza qualitativa che caratterizza questa dinamica realtà bresciana. Area dove la quasi totalità della produzione è caratterizzata da una filiera completa: tutte le cantine sono produttrici delle uve, che vinificano al loro interno, e successivamente sono protagoniste con le proprie etichette sul mercato. Un aspetto forse unico nel panorama nazionale che, unitamente ad una solida unità d'intenti, ha reso possibile straordinari risultati in pochi decenni.
La pubblicazione del nuovo Disciplinare è motivo di grande soddisfazione per tutti i produttori riuniti nel proprio Consorzio di tutela, ed insieme rappresenta uno straordinario risultato per i consumatori del pregiato Franciacorta, nonché per il Made in Italy, che hanno un orgoglioso motivo in più per brindare con l'eccellenza vitivinicola nata tra le verdi colline poste tra il Lago d'Iseo e Brescia.
Parte anche il Curtefranca, rossi e bianchi fermi
A giorni ci sarà anche un nuovo disciplinare che introduce le terminologie di Curtefranca rosso e Curtefranca bianco invece di Terre di Franciacorta rosso e Terre di Franciacorta bianco (che potranno essere utilizzati ancora per due anni) concludendo così l'iter di revisione avviato con successo dal Consorzio. Avverrà così, in pratica, la separazione anche dal punto di vista nominale dello spumante dai vini fermi. Questione su cui c'era stata più di una polemica tra il Consorzio e un gruppo di produttori, riunitisi in comitato a difesa del Terre di Franciacorta. Una scelta, quella della separazione dei nomi che secondo il direttore del Consorzio, Adriano Baffelli (nella foto a sinistra) era «dettata dalla necessità di distinguere nettamente tra le bollicine e i vini fermi prodotti nella stessa zona e che va incontro alla volontà dei produttori di avere maggiore attenzione al Franciacorta». Nel disciplinare della Doc Curtefranca va fra l'altro rilevato che la base obbligatoria sarà minimo 50% Chardonnay, mentre Pinot bianco e nero potranno concorrere insieme o disgiuntamente per la quota restante. Così come per le Docg, anche per il Curtefranca è stato fissato un periodo di dieci anni a decorrere dal 1° agosto per adeguare la base ampelografica dei vigneti conformi al preesistente disciplinare. Sarà quindi ancora consentita la scelta vendemmiale da Franciacorta a Curtefranca bianco, ma non viceversa.
Per il testo delle Modifiche al disciplinare del Franciacorte vedi Pdf allegato
Come distinguere le bollicine di Franciacorta Docg in base al nuovo disciplinare
| | Franciacorta | Satèn | Rosé | Millesimato | Riserva | Uve | Chardonnay e/o Pinot nero in % variabili. Eventuale Pinot bianco fino al 50% massimo | Chardonnay in % variabili. Eventuale Pinot bianco fino al 50% | Pinot nero più del 25% del totale e/o Chardonnay e/o Pinot bianco fino al 50% massimo | Chardonnay e/o Pinot nero in % variabili. Eventuale Pinot bianco fino al 50% massimo | Chardonnay e/o Pinot nero in % variabili. Eventuale Pinot bianco fino al 50% massimo | mesi di affinamento sui lieviti | 18 | 24 | 24 | 30 | 60 | mesi dalla vendemmia prima della vendita | 25 | 31 | 31 | 37 | 67 | Caratteristiche | spuma | fine, intensa | persistente, cremosa | fine, intensa | fine, intensa | fine, intensa | colore | dal giallo paglierino più o meno intenso con eventuali riflessi verdolini, fino al giallo dorato | paglierino intenso | rosato più o meno intenso | dal giallo paglierino più o meno intenso con eventuali riflessi verdolini, fino al giallo dorato | dal giallo paglierino più o meno intenso, fino al giallo dorato con eventuali riflessi ramati | odore | fine, gentile ampio e complesso con bouquet proprio della rifermentazione in bottiglia | fine, gentile, con bouquet proprio della rifermentazione in bottiglia | fine, gentile, ampio, complesso, con sentori derivanti dalla presenza del Pinot Nero e con bouquet proprio della rifermentazione in bottiglia | fine, gentile, ampio e complesso con bouquet proprio della rifermentazione in bottiglia | bouquet complesso ed evoluto proprio di un lungo affinamento in bottiglia | sapore | sapido, fresco, fine ed armonico | sapido, cremoso, fine ed armonico | sapido, fresco, fine ed armonico | sapido, fine ed armonico | sapido, fine ed armonico | titolo alcolometrico | 11,50% vol | 11,50% vol | 11,50% vol | 11,50% vol | 11,50% vol | acidità minima | 5,0 g/l | 5,0 g/l | 5,0 g/l | 5,0 g/l | 5,0 g/l | estratto | 14,0 g/l | 14,5 g/l | 15,0 g/l | 15,0 g/l | 15,0 g/l | pressione massima | 5 atm |
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