Oro blu. Non è un caso se con questo sinonimo si indica l'acqua. Il prodotto più prezioso della Terra e l'elemento fondamentale per la vita. Un prodotto che sempre più fa parlare e che sta assumendo un ruolo centrale all'interno del mercato globale. L'acqua è business, soprattutto se è minerale e soprattutto se a berla sono gli italiani. Con 12,3 miliardi di litri prodotti all'anno l'Italia si colloca al secondo posto in Europa. A superarla la Germania con i suoi 13 miliardi. Ma un altro record vede il Belpaese ai vertici: gli italiani sono i principali consumatori di acqua nel mondo. Sulla tavola dell'italiano medio non possono mancare una bottiglia di vino e una di acqua, rigorosamente minerale.


 La 'paura” o la diffidenza del rubinetto, ha 'contagiato”, negli ultimi trent'anni, l'inconscio del consumatore. E il mercato sale del 30% ogni anno. Tra giochi di potere, alleanze tra colossi multinazionali e abili campagne mediatiche per sviluppare il concetto di 'lusso a tavola” l'acqua minerale sale, cresce, diventa glamour. E siamo fortunati, perchè in Italia il prezzo medio di una bottiglia da 1 litro e mezzo è di 0,21 euro a fronte degli 0,48 in Usa. 'Uno stato mentale tipico degli italiani”: così lo definisce il sito ambientalista EcoWorldly, che, dedicando un interessante approfondimento all'argomento, dipinge un quadro mondiale poco rassicurante. E non servono certo indagini di mercato per capire quali possono essere le reali conseguenze di questo grande business. Dall'inquinamento ambientale al problema dello smaltimento, a quello del trasporto e del consumo.
Sarebbe importante capire in quale modo il consumo dell'acqua minerale possa giovare alla salute, all'alimentazione o alla vita.
Quali siano le reali differenze con 'l'acqua del rubinetto”, i surplus, le motivazioni che spingono al consumo con la massima trasparenza di informazione. In questo senso qualcosa si è mosso, come rivelano le parole del presidente di Norda Spa, Carlo Pessina: «è inutile dire che un'acqua fa dimagrire. Spieghiamo piuttosto quanto è più o meno adatta all'alimentazione quotidiana». Anche se non risolverà il problema, centrale, dell'inquinamento, almeno servirà a guidare una scelta responsabile.

Greta Nicoletti