è nata la Federazione italiana vignaioli indipendenti, che ha tenuto a La Reggia di Colorno (Pr) la prima Assemblea costituente dell'associazione con più di 400 soci fondatori, tesa a difendere e valorizzare la figura del vigneron. Un momento storico per la viticoltura del nostro Paese che, per la prima volta, può contare su un'associazione che nasce con l'obiettivo di difendere e valorizzare la figura del vigneron, ovvero colui che segue di persona tutta la filiera produttiva, dalla vigna alla bottiglia.
L'impulso alla realizzazione di questa esperienza è arrivato dall'associazione francese Vignerons Independants, un sindacato riconosciuto dallo stato transalpino che raccoglie più di 10.000 soci e il 55% del patrimonio viticolo d'Oltralpe. Uno dei primi obiettivi dei Vignaioli indipendenti sarà entrare nella Confèdèration Europèenne des Vignerons Indèpendants (Cevi), così da creare a livello continentale un importante rete di piccoli e medi produttori capace di incidere fortemente sulle politiche di settore, a partire dal recepimento a livello nazionale della nuova Ocm. La Federazione italiana nasce forte, perchè hanno aderito come soci fondatori più di 400 aziende agricole e tra queste alcune delle firme più conosciute a livello nazionale, e non solo.

Tra le associazioni locali entrate in massa vanno citate quelle dei Vignaioli dell'Alto Adige, del Trentino e della Valle d Aosta. Moltissime sono state anche le adesioni giunte da regioni strategiche dell'enologia italiana, come il Piemonte, la Toscana e il Veneto. Un movimento che ha dimostrato di essere coeso e molto omogeneo al proprio interno, tanto da eleggere il presidente all'unanimità. La scelta dell Assemblea è ricaduta su Costantino Charrère, fondatore e anima della cantina valdostana Les CrŠtes: «Sono contento e allo stesso tempo molto onorato nell'aver ricevuto questo importante incarico, ma voglio ribadire con molta energia che non sono solo nel mio compito. Ho la fortuna di poter contare su un grandissimo numero di soci e su un consiglio direttivo molto attivo, che ha al suo interno personalità di grande carisma e capacita. Ci batteremo - ha poi aggiunto - a fondo perchè parole come terroir e vigneron non siano usate a sproposito anche da coloro che si fanno belli con concetti come questi, senza praticarli nella realtà quotidiana. Noi siamo nati perchè sentiamo che il vino debba esprimere identità e riconoscibilità legate ai luoghi di origine».
Il consiglio Direttivo è composto da 15 membri e da due vicepresidenti, Peter Dipoli e Saverio Petrilli, espressione della quasi totalità delle regioni viticole nazionali. In qualità di Segretario nazionale è stato designato Giancarlo Gariglio.