Va al produttore Donald Ziraldo, winemaker dell’estremo, il Premio Masi 2008
è affascinante la storia di Donald Ziraldo (nella foto). è la storia, più simile a un romanzo che alla realtà, del figlio di un emigrante friulano, oggi annoverato tra i più grandi imprenditori canadesi del secolo, che ha avuto il merito di aver portato il Canada a inserirsi nella ristretta cerchia dei Paesi
produttori ed esportatori di vini di pregio. Tutto cominciò quando, laureatosi in agronomia, ricevette da sua madre l'anello che suo padre, purtroppo scomparso, avrebbe voluto donargli. Al suo interno era inciso un grappolo d'uva. 'Mio padre aveva fatto incidere in quell'anello il mio destino” ama ricordare Donald Ziraldo, che da allora cominciò a dedicarsi alla viticoltura e all'enologia.
La grande ispirazione venne dal Friuli e soprattutto dagli ottimi vini frutto dei vigneti di alta quota della regione. Decise di fare altrettanto nella penisola del Niagara e ne nacquero un'azienda, l'Inniskillin Wines, che oggi è uno dei maggiori produttori dell'Ontario, ed un prodotto eccellente, straordinario strumento di marketing: l'Icewine. Si tratta di un vino pressoché unico ricavato dalle uve vendemmiate in inverno a temperature sotto lo zero, ambrato e dolce ma non liquoroso, oggi esportato in tutto il mondo.
I riconoscimenti sono stati innumerevoli: primo tra tutti, il Grand Prix d'Honneur al Vinexpo di Bordeaux nel 1989, che ha segnato l'inizio dell'interesse da parte di tutto il mondo verso i vini canadesi, e poi l'Order of Canada con cui è stato insignito Ziraldo nel 2002, solo per citare i più importanti. Nel 2006 Ziraldo ha ceduto l'azienda al Gruppo Constellation per dedicarsi alle attività di ricerca e innovazione in qualità di Presidente del Vineland Research and Innovation Center of Horticulture.
La Fondazione Masi nasce dalla lunga esperienza del Premio Masi (siamo alla ventisettesima edizione) e seleziona di anno in anno insigni personaggi veneti di nascita o di adozione che abbiano contribuito a far conoscere nel mondo il valore della civiltà veneta. L'originalità del Premio consiste in una botte di Amarone, il principe dei vini delle Venezie, di cui la casa vitivinicola Masi è uno degli interpreti più qualificati. A Donald Ziraldo la Fondazione Masi ha riservato il Premio Masi per la Civiltà del Vino, estensione internazionale del Premio, attribuita negli anni passati a personaggi del gotha dell'enologia, da Philippine de Rothschild alla famiglia Krug.
Tra le motivazioni di questo riconoscimento ci sono l'attenzione di Ziraldo per i vitigni autoctoni e il suo impegno per la ricerca e l'innovazione finalizzate a valorizzare il Canada e farne una regione vinicola globalmente riconosciuta ed esportatrice di vini di pregio. Scelte che suggeriscono un parallelismo con Sandro Boscaini, Presidente di Masi Agricola e vicepresidente e sostenitore della Fondazione, impegnato da anni a promuovere l'enologia veneta attraverso la valorizzazione delle uve autoctone e delle tecniche tradizionali, attualizzate con l'uso delle più moderne tecnologie.
Donald Ziraldo dividerà quest'anno l'ormai tradizionale botte di Amarone con altri personaggi di caratura internazionale. Il Premio per la Civiltà Veneta sarà attribuito a Bepi de Marzi, illustre compositore e direttore di coro, a Giovanni Maria Vian, direttore dell'Osservatore Romano e a Lionello Puppi, storico dell'arte, massimo esperto del Rinascimento veneto e del Palladio. Si tratta di un riconoscimento, come afferma Sandro Boscaini, 'alla presenza, al valore, all'impegno e alle realizzazioni” che nei vari campi i veneti di oggi offrono al mondo.
Il Premio Grosso d'Oro Veneziano, tradizionalmente riservato a personaggi che hanno contribuito a diffondere un messaggio di cultura nel mondo, generando quella comprensione tra i popoli che si sviluppa in solidarietà, progresso civile e pace, viene conferito all'indiano Sanjit Bunker Roy, seguace del pensiero di Gandhi, di cui prosegue il messaggio di pace e di fraternità, in un progetto dai risvolti socio-economici rilevanti. Bunker Roy ha infatti creato e applicato con successo un modello economico per riscattare i poveri dei villaggi del Rajastan che è potenzialmente esportabile in altre situazioni di indigenza che accomunano tanti Paesi del mondo.
Personaggi illustri e internazionalità, dunque, per un Premio che contribuisce in modo significativo alla valorizzazione della qualità e dell'originalità dell'imprenditoria e della cultura veneta, oltre a spaziare nella grande enologia internazionale della quale, oggi, quella veneta fa parte a pieno titolo, e verso l'impegno sociale.
Quest'anno la premiazione avrà luogo con una formula rinnovata che coinvolgerà il pubblico veronese e il mondo dell'informazione, attraverso un dibattito che metterà a confronto i valori della civiltà veneta, rappresentata dai premiati italiani, con le opportunità che un mondo sempre più grande e sempre meno legato a modelli conosciuti può offrire anche quando le condizioni sembrano, a priori, pressoché impossibili. In questo senso sono perfettamente compatibili esperienze come quella di produrre vino con uva raccolta a temperature sotto lo zero (il canadese Icewine) o l'altra, indiana, di organizzare piccole comunità di persone indigenti in luoghi storicamente difficili, per trovare opportunità di benessere e di crescita.
Licia Colò, conduttrice televisiva nota al grande pubblico per le sue trasmissioni dedicate ai viaggi e per l'attenzione che negli anni ha dedicato a Paesi e a popoli diversi, animerà l'incontro coinvolgendo, attraverso le sue domande, anche il pubblico. L'appuntamento è per sabato 27 settembre mattina al Teatro Filarmonico di Verona.
Premio Grosso d'Oro Veneziano all'indiano Sanjit Bunker Roy. Premio Civiltà Veneta a Lionello Puppi
L'India e le opportunità di un modello di microeconomia a sviluppo locale per aiutare le popolazioni più indigenti ad uscire dall'emarginazione; l'uva ed il vino prodotti a temperature sotto lo zero per creare al Canada l'immagine di un Paese capace di inserirsi nel mercato mondiale del settore; il Vaticano che affida il suo organo ufficiale, L'Osservatore Romano, ad una nuova direzione, in linea con la posizione della Chiesa di Papa Ratzinger e attenta ai delicati equilibri internazionali di cui anche il cattolicesimo deve tener conto; il Palladio ed i suoi 500 anni che lo hanno fatto modello di armoniosa architettura veneta nel mondo intero; la musica, come forma di espressione delle tradizioni e dei sentimenti popolari. Questi i cinque temi che fanno da sfondo ai cinque prescelti per l'assegnazione dei Premi Masi 2008.
Per il XXVII anno consecutivo, la Fondazione Masi, conferma la vocazione a raccogliere a Verona grandi personaggi internazionali e i più significativi rappresentanti della cultura e della tradizione delle Venezie.
Questi, nell'ordine i prescelti per i riconoscimenti dell'edizione 2008.
Il Premio Grosso d'Oro Veneziano, tradizionalmente riservato a personaggi che hanno contribuito a diffondere un messaggio di cultura nel mondo, generando quella comprensione tra i popoli che si sviluppa in solidarietà, progresso civile e pace, viene conferito all'indiano Sanjit Bunker Roy, seguace del pensiero di Gandhi, di cui prosegue la missione di pace e di fraternità, in un progetto dai risvolti socio-economici rilevanti e riconosciuti.
Il Premio Internazionale Masi per la Civiltà del Vino, conferito negli anni passati a personaggi del gotha dell'enologia, da Philippine de Rothschild alla famiglia Krug, premia quest'anno l'imprenditorialità di Donald Ziraldo che, con il suo 'icewine”, è riuscito a fare in pochi anni del Canada, Paese tradizionalmente non vocato alla vitivinicoltura, uno dei riconosciuti produttori ed esportatori nel mondo intero di vini di pregio.
Il Premio per la Civiltà Veneta, riconoscimento, come afferma Sandro Boscaini, presidente della Masi Agricola e vicepresidente della Fondazione, 'alla presenza, al valore, all'impegno e alle realizzazioni” che nei vari campi i veneti di oggi offrono al mondo, sarà attribuito a Giovanni Maria Vian, autorevole direttore dell'Osservatore Romano, a Lionello Puppi, storico dell'arte, massimo esperto del Rinascimento veneto e del Palladio, e a Bepi de Marzi, compositore musicale, direttore d'orchestra e poeta, che vede le sue opere eseguite in tanti Paesi di entrambi gli emisferi.
Quest'anno la premiazione avrà una nuova formula che prevede, dopo la consegna dei premi con la tradizionale cerimonia della firma della botte di Amarone destinata ai premiati, prevista per venerdì 26 settembre, un incontro-dibattito tra gli stessi e la brillante presentatrice televisiva Licia Colò; l'appuntamento è per sabato 27 settembre mattina nella prestigiosa cornice del Teatro Filarmonico di Verona (ingresso su invito).

