"Musica in vigna" all'insegna dei piemontesi Doc. L'azienda Chiarlo presenta l'Albarossa
Nella cornice del Parco Artistico Orme Su La Court, realizzato dall'Azienda Michele Chiarlo tra i filari del suo vigneto di Castelnuovo Calcea (At), si è svolto l'evento 'Musica in Vigna. Fred e Fausto: che Swing!”. Un appuntamento davvero suggestivo che, da qualche anno a questa parte, regala una bellissima serata di festa all'aria aperta dedicata a celebri personaggi piemontesi, eccelsi talenti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia, un'orma come suggerisce giustamente il nome del Parco. Quest'anno, infatti, si aggiungono alla lunga lista dei miti piemontesi, qui già celebrati, altri due illustri nomi: Fausto Coppi e Fred Buscaglione.
Eccoci allora ripercorrere, grazie a una mostra molto curata, le 'tappe” della vita e dei successi di Fausto Coppi, un vero campione che in sella alla sua bicicletta ha saputo regalare sogni ed emozioni agli appassionati sportivi di tutti i tempi. Ad accompagnarlo in questa serata, le canzoni di un altro 'grande” di quegli anni, entrato a pieni voti nell''Archivio storico della Memoria”: Fred Buscaglione. Cantante di successo degli anni Cinquanta ma anche uomo di spettacolo molto stimato, dalla simpatica aria da 'duro”, da gangster spaccone, sempre in balia del fascino femminile.
Dunque, tanta musica che fino a tarda notte ha tenuto compagnia ai numerosi ospiti del podere La Court tra balli, gelati, cocktails e calici di vino. Solo la luna si è fatta decisamente desiderare, timidamente nascosta dietro alle nuvole minacciose che hanno velato l'azzurro cielo estivo, forse emozionata dalle note struggenti di ”Guarda che luna”.
Novità in Casa Chiarlo
Dopo il successo di questo imperdibile appuntamento estivo, l'azienda Michele Chiarlo si prepara a presentare un'altra importante storia tutta piemontese che, però, ha come protagonista questa volta non un famoso personaggio ma un vitigno: l'Albarossa.
Le origini di questo vitigno autoctono piemontese risalgono al 1938 quando il professore Dalmasso, autorevole ampelografo italiano, si dedicò a una serie di diversi incroci varietali che vennero collezionati senza mai essere messi a dimora. Circa cinquant'anni più tardi, però, il Professore Mannini del C.n.r. di Torino, riprese in mano il lavoro svolto su questi incroci, impiantandoli nel Centro sperimentale vitivinicolo della Regione Piemonte, la Tenuta Cannona. E proprio l'incrocio fra i vitigni barbera e nebbiolo di Dronero, presente nella collezione, diede vita appunto all'albarossa. Seguirono anni di sperimentazioni che portarono presto a interessanti risultati.
Dalle 100 viti piantate per i primi studi, insufficienti per avere dati più approfonditi e completi, si passò così a un intero ettaro vitato solo con l'albarossa, grazie anche ai contributi di quattro amici produttori: Michele Chiarlo, Antinori (Prunotto), Banfi (Vigne Regali) e Gancia (Tenute dei Vallarino). Anche su grande scala i promettenti risultati furono di nuovo confermati, tanto da far decidere alla famiglia Chiarlo di impiantare 3 ettari di questo 'nuovo” vitigno nella loro azienda agricola La Serra di Montaldo Scarampi.
Da allora, i terreni asciutti di queste colline ben soleggiate, con i suoli calcarei e ricchi di microelementi offrono ai grappoli dell'albarossa eccellenti condizioni per maturare. Gli acini sono piccoli, con una buccia scura molto spessa, ricchi di zuccheri, polifenoli e una buona acidità. La produttività di questo vitigno è molto generosa, tanto da rendere necessari una 'potatura verde” che può raggiungere perfino il 40-50%.
L'annata 2006, la prima ad essere prodotta con le uve di albarossa coltivate a Montaldo Scarampi, dopo aver maturato in botti grandi di rovere per 12 mesi si presenta con un bel colore rosso rubino carico.
Caratteristiche
All'olfatto è fin da subito un'esplosione di profumi: inizialmente ricorda più note floreali come viola e geranio per lasciare spazio, dopo una buona ossigenazione, alla frutta rossa, alla ciliegia sotto spirito e a un pizzico di vaniglia, di liquirizia e di aromi che ricordano la torrefazione. Le note cedute dal legno, per nulla invadenti, non coprono infatti i profumi. Al palato, è l'equilibrio la chiave di volta. Corposo, con una buona acidità che gli conferisce freschezza e ben bilancia il tenore alcolico. Un tannino presente, delicato, inizialmente un po' sabbioso ma mai di fastidiosa astringenza. La persistenza aromatica è davvero lunga. Un vino in cui si ritrova tutta l'armonia che caratterizza da sempre i vini d Michele Chiarlo.
Non ci resta allora che aspettare impazienti il prossimo autunno, quando le 6.000 bottiglie prodotte di Monferrato Doc Rosso 'Albarossa Montald” 2006 verranno messe in commercio. Un nuovo tassello di storia piemontese.
Luca Rodolfi

