La sfida è netta, ma visto l'eccezionale risultato si può dire più che riuscita. Comincioli aveva l'obiettivo di riposizionare il Chiaretto per dargli un'anima più precisa e meno soggetta alle troppe varianti che negli anni hanno tagliatole ali a questo rosato straordinario. Rispetto ai 4 vitigni utilizzati abitualmente come da disciplinare, la prima scelta è stata quella di privilegiare il Groppello (80% circa) in abbinata con un altro e vinificare separatamente le uve. Per circa 30 ore gli acini interi sono lasciati in fermentazione in ambiente controllato a temperatura attorno agli 8°. La vinificazione è poi effettuata 'in bianco” e c'è un'aggiunta molto più bassa del consueto di solforosa più bassa. Il risultato è un Chiaretto elegantissimo e molto fine che rappresenta realmente un punto di riferimento importante e che come tale è stato presentato alla manifestazione di Moniga.