Dopo l'exploit a sorpresa della prima frazione dell'anno il comparto beverage accusa il colpo: i dati macro Istat a maggio su produzione e fatturato industriale tratteggiano uno scenario negativo per tutta l'industria italiana delle bevande. E il rischio è che la situazione tenderà ad accentuarsi nei prossimi mesi, in linea con l'andamento dei conti economici nazionali.
I dati relativi al mese di maggio per l'industria italiana del settore confermano una flessione tendenziale della produzione del 6%. Un risultato che si confronta con un -4,1% rilevato per l'industria nel suo complesso e con un calo, sempre rispetto al maggio del 2007, dell'1,2% per il food & drink.

 Produzione industriale in calo
L'andamento negativo dell'industria del beverage si riflette su tutte le categorie merceologiche: la produzione di bevande alcoliche distillate è in calo del 15,1% su base annua e quella dei vini (ottenuti da uve non di produzione propria) è in flessione del 4,6% (l'alcol etilico di fermentazione ha fatto segnare un -4,4%).
Più attenuata la dinamica negativa dell'industria nazionale della birra che a maggio ha sperimentato una contrazione del 2% tendenziale, contro una riduzione del 5,2% rilevata dall'Istat per l'insieme delle acque minerali e delle bibite analcoliche.
Anche gli indici relativi al fatturato dell'industria delle bevande segnalano una contrazione del 7,2% su base tendenziale. Un dato anche questo peggiore sia rispetto alla dinamica generale, che flette di un più magro -2,7%, sia in rapporto al fatturato (che risulta invece positivo) del food & beverage che ha archiviato, in controtendenza, un più 5,1% rispetto a maggio 2007.

Distribuzione nel comparto Horeca. Si salvano gli energy drink
Anche nel canale Horeca si è di fronte a un calo generalizzato dei consumi. Nel comparto dei consumi 'fuori casa”, ovvero bar, ristoranti e locali notturni, i numeri confermano l'andamento negativo del mercato e così come il 2007 anche il 2008 si sta rilevando un anno 'in rosso” per il consumo fuori casa.
Il quadro delineato dal Consorzio distributori alimentari, che da solo rappresenta oltre l'11% del mercato italiano della distribuzione di liquidi alimentari, non promette bene: la media del mercato beverage del fuori casa registra un significativo -3,1% a livello nazionale, con picchi che sfiorano il -4,5% per il canale bar e il -3,2% per la ristorazione. Diversa la situazione dei locali serali, dove i consumi di bevande si attestano su un +0,8% rispetto allo scorso anno. A livello mercelolgico a farne le spese sono soprattutto i ready to drink, ormai da tempo in calo vertiginoso (circa -18% in tutti e tre i canali). Male anche gli aperitivi monodose, i succhi di frutta e gli sciroppi (base per i cocktail), che segnano rispettivamente un calo di circa -7%, -6% e -7%. Unica categoria in crescita è quella degli energy drink (+11,5% nel canale bar) che registra un +17,62% nei locali serali.

Il caro vita si sente anche nel beverage
L'inflazione, misurata dalla dinamica dei prezzi al consumo, sta progressivamente aumentando. Per le bevande alcoliche il tendenziale è arrivato a +4% (era al 3,6% a maggio), toccando il massimo dal marzo del 1997. Una variazione che resta a distanza dal +6,1% di alimentari e bevande analcoliche e di 2 soli decimi di punto al di sopra del tasso di inflazione generale, che ha toccato il 3,8%.