Con il Chiaretto, per Cantina Turina è soprattutto la tecnologia di produzione ad assumere un'importanza rilevante. Si parte da un vigneto esposto a sud, su suolo collinare morenico tipico della Valtènesi sito in Moniga, dove predominante è il Groppello con buona presenza di Barbera (in misura minore sono presenti anche Marzemino e Sangiovese, come da disciplinare). L'azienda sa interpretare in maniera moderna il metodo inventato dal senatore Pompeo Molmenti oltre un secolo fa,  ottenendo così quella costanza produttiva necessaria per un vino moderno e personale, che la clientela conosce e sa distinguere molto bene.

Il Chiaretto è frutto di una scelta che viene da lontano: un vino molto impegnativo, che nasce da quattro vitigni rossi prodotti da vigneti che non superano i 100 quintali per ettaro, con rese che per disciplinare non possono superare i 40 litri per ogni 100 chilogrammi di uva: per Turina, è anche il vino più importante dell'azienda, con 50mila bottiglie cui si aggiungono le 15 mila del cru Fontanamora, che nasce da un unico vigneto sito in Moniga, anche qui in zona collinare, che consente di ottenere uve di particolare eccellenza grazie a pratiche colturali che tendono a privilegiare il rispetto della pianta e dell'ambiente. In questo caso, nasce un vino particolarmente ricco in profumi, ma fedele alla tipicità della tipologia. C'è anche una versione Spumante, prodotta con metodo charmat: un Chiaretto versione bollicine, circa 5.000 bottiglie che doppo i primi due anni di produzioone stanno dando grandi soddisfazioni, completando la gamma dei vini rosè aziendali.