Reduce dal suo primo centenario, celebrato poco meno di un anno fa, la Cantina Produttori San Michele Appiano è oggi una delle maggiori realtà cooperative della provincia di Bolzano. Fondata nel 1907 da una ventina di viticoltori, la cantina è cresciuta nel tempo fino a comprendere 355 soci e circa 370 ettari di vigneti, tra i più vocati per composizione del terreno e microclima, coltivati per il 70% a uva bianca.
La svolta avviene nel 1977, quando il giovane enologo Hans Terzer (nella foto) fa il suo ingresso nella Cantina San Michele Appiano e inaugura una nuova prassi produttiva improntata al rigore e alla selezione dei territori vitivinicoli. Il concetto su cui fa perno la sua filosofia è pagare le uve non più in base alla quantità, ma in base al loro potenziale qualitativo. Questa decisione, insieme alla scelta, altrettanto inedita per quei tempi, di assecondare le potenzialità  intrinseche del singolo vigneto nel rispetto dell'equilibrio imposto dalla natura, consentono a Terzer di trasformare radicalmente la politica e l'immagine della Cantina San Michele Appiano, proiettandola nell'empireo delle aziende vinicole leader in Italia e facendone un modello per le altre cantine cooperative dell'Alto Adige.
Con la creazione di Sanct Valentin, una linea di vini prestigiosi prodotti anche in quantità elevate e frutto delle annate storiche, la Cantina San Michele conquista il consenso dei critici e del pubblico. Sanct Valentin si compone di alcuni bianchi monovarietali profumatissimi e di grande spessore, quali il Sauvignon - uno dei pochi vini italiani premiati per 13 anni consecutivi con i 'Tre bicchieri” del Gambero Rosso -, Gewürztraminer, Pinot grigio e Pinot bianco, a cui si affiancano in seguito alcuni rossi come il Pinot nero e il Lagrein. Tra i fiori all'occhiello di San Michele è il Pinot bianco Schulthauser, un Pinot bianco in purezza, un cru storico con un'edizione annua di circa 200mila bottiglie. Altro prodotto di pregio è il Comtess, un vino da dessert con un uvaggio di Gewürztraminer, Sauvignon e Riesling, realizzato solo nelle annate in cui l'autunno consente l'ottimale maturazione delle uve appassite in pianta, insignito di Tre bicchieri dalla Guida Gambero Rosso del 2008.


Hans terzer: come vincere la sfida

All'enologo Hans Terzer (fra i più noti in Italia) va il merito di aver rivoluzionato il modo di fare vino in Alto Adige. Vediamo come.
La vostra è una produzione capace di coniugare qualità e quantità. Qual è il vostro segreto?
«Con 370 ettari di terreno vitato non è difficile garantire quantità e qualità. Innanzitutto, selezioniamo le zone vocate, e ci atteniamo ad alcune regole, come le rese basse, a cui va poi affiancato un accurato lavoro in cantina. In pratica operiamo su un doppio binario. La prima selezione la facciamo nel vigneto. La seconda in cantina».
Come operate in cantina?
«Dopo aver selezionato le zone vocate, si lavora individualmente ogni singolo vigneto. Va detto che lo stesso vitigno assume sfumature diverse da una zona all'altra, cosa che ci consente di disporre di un maggiore elemento di ricchezza su cui lavorare. Sta poi alla creatività dell'enologo riuscire a costruire su questa gamma di note diverse e di timbri diversi un mosaico compiuto utilizzando un unico o diversi vigneti. Così è stata creata una tipologia di vino come il Sanct Valentin, che rispecchia il meglio di diversi vigneti che, in ultima analisi, sono l'espressione della unicità del territorio altoatesino».
Quali sono in sintesi le ragioni del successo della Cantina San Michele?
«Le riassumerei in tre punti. Il possesso di zone vocate alla produzione di vitigni di pregio. Poi, la presenza di produttori molto capaci. Infine, un disciplinare di produzione rigido che prevede produzioni molto basse».