Vino di territorio o vino di metodo? Meglio ancora sarebbe considerarlo frutto di entrambi come ha spiegato Vito Intini, consigliere nazionale dell'Onav, durante la degustazione di ben quattro annate dell'Amarone della Valpolicella Doc Bosan che l'Azienda vinicola Cesari ha presentato presso il Ristorante Paradosso di Milano. Certo, l'utilizzo di vitigni autoctoni come Corvina e Rondinella (nel Bosan non vengono aggiunte altre uve anche se permesse dal disciplinare) legano indubbiamente questo rosso alla sua terra d'origine e alla sua storia ma, allo stesso tempo, l'appassimento delle uve nei fruttai fanno dell'Amarone un prodotto unico, affascinante, capace di diventare un simbolo della Valpolicella nel mondo.
 Proprio così, come testimoniano le parole del presidente Franco Cesari che fu tra i primi a esportare l'Amarone oltre trent'anni fa. Quest'azienda, nata nel 1936, ha raccontato il responsabile marketing Cristoforo Materossi, oggi conta ben 109 ettari vitati per una produzione di 1.600.000 bottiglie, delle quali 317.000 appartengono ai tre Amarone prodotti: Bosan, Il Bosco e Classico.
L'Amarone Bosan è fatto con le uve provenienti dal vigneto omonimo, situato nella zona di Corrubbio (Vr), sottoposte ad appassimento. Dopo la fermentazione alcolica e quella malolattica, prevede un lungo periodo di maturazione tra affinamento in barrique, assemblaggio in botte e infine attraverso un riposo in bottiglia, passaggi accuratamente descritti per l'occasione dall'enologo Luigi Biemmi. Le annate presentate nella verticale (2001, 2000, 1998, 1997) hanno messo in evidenza un profilo di grande eleganza, armonico, fresco, molto fruttato che si impreziosisce di note più evolute e vellutate col trascorrere del tempo.

Dopo la degustazione, la serata è proseguita con una cena, curata dal padrone di casa, lo chef Danilo Angé, dove i vini Cesari hanno sperimentato, con successo, originali abbinamenti elaborati appositamente per l'occasione.



Luca Rodolfi

 

La Gerardo Cesari ha iniziato a investire nella Valpolicella negli anni 60/70 e il 1975 è la data storica che segna la vendita delle prime casse negli Usa: 100 a New York e 200 a San Francisco. 'Nel 1970 è stato fondato il Consorzio Valpolicella e nel 1971 abbiamo fatto la prima vendemmia di Amarone . Erano i primi anni in cui in questo vino si avventurava nei mercati esteri, non lo conosceva ancora nessuno, tanto che dopo la prima vendita, un cliente di New York mi chiese di poter avere anche dell'Amarone bianco! – ha ricordato il presidente Franco Cesari, primo fautore del successo Cesari nel mondo – Noi abbiamo iniziato proprio in quel momento e il nostro impegno e soprattutto la grande passione che abbiamo messo in questo lavoro non è mai venuta meno. Il nostro obiettivo è da sempre la qualità: non è un caso che oggi non ci sia l'annata 1999, non l'abbiamo prodotta perché le uve non lo consentivano. Così come non abbiamo prodotto – ed economicamente è stato un grosso sforzo – nessun Amarone nel 2002. Dalla nostra cantina escono solo i prodotti che sono degni”.