Grazie a Francoli c’è finalmente la storia di distillazione e grappa
Da questa specie di avamposta in val Chiavenna a pochi kilometri dallo Spluga sono partiti nel secolo scorso centinaia di 'grappatt” che hanno dato vita a distillerie in tutta Italia, dai Della Morte ai Francoli, dai Levi ai Vener, dai Gadola agli Scaramellini.Vener di Parma alla Scaramellini di Verona, da Romano Levi a Luigi Francoli. Una sorta di alternativa all'emigrazione all'estero per chi non riusciva a sbarcare il lunario, che in molti casi si è trasformata di una florida attività. Come dire che non si può parlare di grappa senza fare riferimento a Campodolcino (So), comune oggi florido grazie al turismo, ma che un tempo nell'arte povera della distillazione trovava il modo di superare in qualche modo le difficoltà dell'inverno in montagna.

Un luogo simbolo per chi oggi parla di aromi, retrogusto e alcolicità, senza sapere dove e come sia nata l'arte della distillazione.Su queste basi è facile capire perché Alessandro Francoli abbia voluto scegliere proprio questo paesino (dove ha le radici la sua famiglia) per presentare i primi due volumi de 'L'Arte della Distillazione”, un'opera un'unica al mondo che rappresenta una sorta di omaggio alle fatiche e ai sacrifici delle generazioni passate. Curata dal professor Gorgias Gambacorta, che ha coordinato il lavoro serio e puntuale di diversi studiosi, ‘opera che proseguirà con un nuovo volume sulla realtà attuale (per lo più scritto da Francesco Francoli),l'opera ha lo scopo di sgombrare il campo dalle tante imprecisioni che, nel tempo, si sono accumulate, cercando di basare le proprie colte affermazioni su basi storiche e scientifiche. Dai greci dell'età classica all'età moderna, i due primi volumi ripercorrono una storia affascinante che fra tentativi, innovazioni e fallimenti ha portato all'attuale realtà della grappa e dei distillati, facendo chiarezza in un mondo che, per troppo tempo, si è lasciato cullare da miti e leggende.
Nell'affascinante cornice del MU.VI.S. (il Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo), curata rappresentazione delle arti e dei mestieri di quest'angolo di Valchiavenna, Alessandro Francoli, sponsor e autore, e Paolo Raineri, appassionato presidente dell'istituzione museale, hanno accompagnato Gambacorta nella presentazione dell'opera, squarciando un velo e fornendo, finalmente gli elementi di base per una corretta conoscenza di questa, oggi nobile, arte.
I primi 2 volumi partono quindi dalle origini e, attraverso l'importante capitolo dedicato alla distillazione araba, giungono al rinascimento e si avvicinano all'et contemporanea; appuntamento, dunque, alla prossima primavera per la conclusione di questa fatica, con la presentazione del terzo volume che porterà nuovi contributi fino ai giorni nostri.
Alcool ed ebrezza
Fra le tante curiosità del volume si può ricordare come i distillati in qualche modo siano stati spesso associati all'ebbrezza. Ne un esempio la stampa a fianco del 1513 in cui alcuni frati di Lucerna usano un alcool per intontire un confratello e poter così procedere all'applicazione di acidi su mani e piedi con cui simulare stimmate per incassare elemosine…

