Da sempre Montescudaio è sinonimo di vino. La presenza della vite risale agli Etruschi. Il comune è capofila della Doc Montescudaio, che comprende il territorio di altri sei omuni: Casale Marittimo, Riparbella, Montecatini Val di Cecina, Guardistallo, Santa Luce, Castellina Marittima. Insieme fanno parte della 'Strada del Vino Costa degli Etruschi”.
«Il nostro Montescudaio Rosso Doc – spiega l'enologo Luca D'Attoma, che si occupa di alcune cantine della zona, tra cui la 'Fontemorsi”, 13 ettari di vigneto acquistati nel 2003 da Laura Berluccchi, sorella del fondatore della azienda spumantistica bresciana – ha come base il vitigno tipico di queste zone, il Sangiovese, obbligatorio al 50 per cento. Per il resto ogni azienda dà carattere al proprio rosso con vitigni autorizzati in percentuale variabile, tenendo conto delle condizioni molto favorevoli del terreno e del microclima».
da destra Francesco Benasaglio, Carlo Sanvitale e Roberto LigasacchiAfferma Francesco Benasaglio, bresciano, uno dei soci di Fontemorsi (nella foto a destra, il primo a sinistra insieme agli altri due titolari, Carlo Sanvitale e Roberto Ligasacchi): «La Doc Montescudaio è stata istituita nel 1976 sulla falsariga della realtà chiantigiana, allora dominante. Nel 1999, però, sulla spinta di giovani e dinamici vignaioli convinti che bisognava puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, il disciplinare è stato cambiato: minore produzione per ettaro e introduzione di vitigni internazionali come il Merlot e il Cabernet accanto a quelli tradizionali come il Colorino e il Lanaiolo».
Una sterzata verso l'imitazione dei Super Tuscans? Certo è che tutto lascia prevedere a breve il boom di questa zona enologica ancora sottovalutata, visto l'impegno che ogni azienda mette nel rinnovo degli impianti e nella vinificazione.
L'azienda Fontemorsi - una delle più giovani ed attive - dispone anche di un elegante agriturismo perfettamente attrezzato, compresa la piscina. Nel centro di Montescudaio i vini Fontemorsi e l'olio da agricoltura biologica, insieme ad altre specialità toscane, sono in degustazione e vendita in uno show room ricavato fra antiche suggestive mura.

 Nel 2008 Montescudaio festeggia, con una serie di eventi, i seicento anni di costituzione del Comune. Fu infatti nel 1408 che la Repubblica fiorentina concesse a Montescudaio propri Statuti, definendo tutte le magistrature e regolando la vita della comunità. Questo piccolo centro, oggi in provincia di Pisa, nella Valle del Cecina, tra il mare e Volterra, era comunque già abitato dal secolo XI: un documento attesta che nel 1091 il conte Gherardo della Gherardesca, proprietario di queste terre, diede autorizzazione di costruire a Montescudaio un monastero benedettino femminile. Fu distrutto qualche secolo dopo e i resti furono ricoperti e nascosti da un fitto bosco.
Basandosi sui documenti esistenti, da un paio d'anni ricerche archeologiche dell'Università di Pisa stanno riportando alla luce l'antico monastero: è riapparsa una parte dell'abside e sono state riportate alla luce diverse tombe delle monache, nelle quali oltre alle ossa sono stati rinvenuti anche oggetti e monili. Il monastero di Santa Maria, se gli scavi e i ritrovamenti continueranno con buon ritmo, diventerà una nuova attrattiva turistica per Montescudaio.

Montescudaio, un tesoro da scoprire
Sospeso tra terra e mare, sulla cima di un colle panoramico, Montescudaio (dal latino 'mons scutorum”, 'monte degli scudi” o 'degli scudieri”, per sottolinearne l'importanza strategica a difesa in particolare della città di Volterra)  è un borgo nel quale il tempo sembra essersi fermato. Nelle strette vie incuneate tra casa e casa, il paese conserva i sapori di un Medioevo ormai lontano. Centro essenzialmente agricolo, Montescudaio è 'Città del Vino”, 'Città dell'Olio” e 'Città del Pane” (in paese è attivo un antico forno rigorosamente a legna per la produzione di tipico pane toscano, rotondeggiante e insipido), oltre a far parte della associazione 'I borghi più belli d'Italia”.
Dalle vecchie mura del castello (distrutto da un terremoto nel 1846) si gode un panorama che dalla piana della Valle del Cecina arriva alle isole dell'Arcipelago Toscano e, nelle giornate più terse, alle montagne della Corsica; dal versante opposto, di collina in collina, si intravede il profilo di Volterra, distante 25 chilometri. Se il primo week-end di ottobre è da sempre la festa del vino, a Montescudaio le occasioni di far festa sono molteplici durante l'anno: a novembre per l'olio, a dicembre i presepi sparsi tra le case, a maggio la festa nazionale dei piccoli Comuni, a giugno quella delle Città del Pane, in luglio e agosto musica jazz e proiezioni cinematografiche, oltre a mostra d'arte di un certo rilievo.
I buongustai che arrivano a Montescudaio non restano delusi. Vino, olio, salumi, pane, ortaggi sono prodotti in loco. Si aggiunga la tradizione contadina toscana, che si ritrova anche nelle trattorie sparse sulle colline: dalla ribollita alla bistecca di chianina, dalla bruschetta con i fegatini alla finocchiona, dalla pappa al pomodoro al coniglio fritto, alle tante zuppe di verdura.

Roberto Vitali