Speculazioni dietro il caso Brunello - Velenitaly contro le cantine sociali?
Brunellopoli e Velenitaly, due presunti scandali che hanno scosso il sistema vino italiano innescati da un'inchiesta giornalistica del settimanale "l'Espresso" poi ampiamente ridimensionata. Ma in ballo ci sono i destini del più importante comparto economico della nostra agricoltura: 10 miliardi di fatturato diretto, oltre 40 miliardi se si considera tutta la filiera. E si scopre che dietro Brunellopoli c'è il sospetto della speculazione fondiaria e che Velenitaly potrebbe essere un attacco al cuore del sistema delle cantine sociali, quelle che producono quantità e qualità e che da sole valgono metà del fatturato del vino italiano. Un'originale interpretazione di questa vicenda è offerta da Carlo Cambi su "Wine Passion". Un intervento che condividiamo solo in parte ma che per l'originalità delle argomentazioni proponiamo all'attenzione dei nostri lettori.
'Difficile – sostiene il direttore di Wine Passion Carlo Cambi – stabilire un nesso di causa ed effetto tra le inchieste giornalistiche, quelle della magistratura e i movimenti speculativi. Sta di fatto però che oggi, in Italia, il vino rappresenta un comparto economico rilevante , che sui prezzi del vino non c'è il reato di insider trading, ma che i maggiori movimenti di capitale si fanno più che sulle piazze finanziarie depresse dalla crisi dei mutui subripme, alle borse merci. Basta guardare ai volumi di Chicago per capire”. E Wine Passion ha provato a capire. Sul numero di giugno del primo mensile italiano dedicato all'informazione sul vino a diffusione europea, due inchieste cercano di dire tutta la verità sul vino italiano. La prima verità riguarda il caso Brunello. 'Si è scritto e pensato – sostiene ancora il direttore di Wine Passion, Carlo Cambi – che la
ragione dei presunti taroccamenti del Brunello con uve diverse dal Sangiovese fosse la ricerca da parte di alcuni produttori del massimo profitto legato alla qualità del vino. In realtà, il primo motore di questi presunti, molto presunti - visto che l'inchiesta della procura di Siena è ancora in corso e che proprio in questi giorni c'è stato un cambio al vertice dell'ufficio inquirente e che i periti nominati per compiere le analisi sul Brunello non sono ancora a metà dell'opera – taroccamenti sono i guadagni fondiari. Tra iscrivere un ettaro di vigna all'albo del Brunello e all'albo del Sant'Antimo c'è una differenza di circa 400 mila euro. La verità è che più che una speculazione sul vino, a Montalcino si è tentata una speculazione sulla terra. Sempre che le accuse vengano provate”. Più preoccupante è invece, secondo Wine Passion, l'attacco che è stato portato alle Cantine Sociali. Il sistema cooperativo – bianco e rosso – copre metà della produzione di vino italiano, i giganti del vino per fatturato sono tutti Cantine Sociali e la cooperazione è il maggior produttore di vino nella fascia al di sotto dei cinque euro. 'Mi pare chiaro che Velenitaly – dichiara il direttore di Wine Passion – è stata messa in piedi apposta per colpire il sistema cooperativo. E le ragioni possono essere sia politiche sia economiche. Noi di Wine Passion abbiamo cercato di ristabilire la verità. Dedichiamo un' inchiesta alle cantine sociali dalla quale emerge che proprio le cooperative sono oggi quelle che fanno più ricerca, che hanno il miglior rapporto qualità prezzo e che sono il pilastro del sistema vitivinicolo italiano. Ci siamo anche divertiti a cercare gli 88 top wines delle cantine sociali italiane: bottiglie che vanno da 3 a 80 euro e che raccontano il meglio della nostra produzione”. "

