è donna il nuovo consumatore italiano di vino. Si stima che quasi la metà del fatturato ottenuto dalla vendita del prodotto in Italia sia dato proprio dal mercato femminile. Sarebbe quindi di ben 3 miliardi di euro il valore del consumo femminile su un totale italiano di 6,2 miliardi di euro. Sono 13 milioni le wine lovers in rosa e hanno un identikit ben definito: se sono giovani sono colte e bevono poco ma bene, mentre con l'innalzarsi dell'età cresce la loro da sinistra: Donatella Cinelli Colombini (vicepresidente Enoteca italiana), Pia Donata Berlucchi (presidente nazionale Donne del vino), Nicola Dante Basile (giornalista de Il Sole 24Ore)attenzione al prezzo. Le donne sono poco interessate al legame fra il vino e il suo territorio di origine ma anzi tendono, spinte dalla curiosità, ad essere consumatrici infedeli perché sempre attratte da nuove esperienze anche straniere. Inoltre il vino è sinonimo di bellezza e fa bene alla salute soprattutto nel periodo della menopausa.

Sono alcuni degli input emersi durante il primo Forum delle Donne del vino, che si è svolto nella prima giornata della 42a edizione della Settimana dei vini dell'Enoteca italiana di Siena, in cui si è parlato di 'Il vino al femminile” e 'Il vino ti fa giovane”, in collaborazione con l'associazione delle Donne del vino e con l'associazione Vino e salute. Durante il momento sul vino di genere è stato presentato uno studio del Censis da cui è emersa una fotografia sull'attuale rapporto fra il vino e il gentil sesso. Rispetto ai maschi sono più coinvolte emotivamente nelle scelte e più motivate dal desiderio di conoscere, mentre meno degli uomini sono condizionate dall'abitudine.

L'identikit di vino e donne che è stato presentato al convegno della Settimana dei vini ha messo in evidenza aspetti particolari: le donne nel rapporto con il vino dimostrano più sottili capacità di capire i prodotti, ma anche più robusti legami con definite tribù di tendenza. Questi i due assi sui quali sta crescendo in questi anni il  rapporto delle donne col vino. E i 13 milioni di italiane sopra i 14 anni che bevono vino appartengono ormai a 5 diversi gruppi di 'culture”, secondo una gerarchia non piramidale ma totemica. Ci sono 3 milioni di 'consumiste”, ancora orientate dalla tradizione e dal rapporto quantità-prezzo; poi 4 milioni di 'eclettiche”, indirizzate nella scelta dei vini dai consumi del tempo libero e del fuori casa; al centro 1 milione di 'appassionate”, sempre più competenti ricercatrici di esperienze evolute; in alto 4 milioni di 'emergenti”, donne in carriera decisamente influenti in fatto di trend e di brand; in testa 1 milione di 'eminenti”, con scelte elitarie dei vini ispirate dai comportamenti del 'lusso”.

«L'enfasi con la quale si è guardato in questi anni ai rischi dell'alcolismo delle donne giovani e anziane - spiega Fabio Taiti, presidente di Censis Servizi - ha finito per oscurare la vera rivoluzione dei rapporti delle consumatrici col vino al tempo della globalizzazione e della società 'liquida”. I mutamenti, infatti, non sono andati solo nella direzione di meno quantità e più qualità, ma soprattutto verso più articolate competenze, migliori rapporti con l'edonismo, maggiore attenzione alla rappresentazione di sé e soprattutto legami di complice solidarietà all'interno di definite 'tribù” comportamentali».

Ma qual è il ruolo delle donne nel mondo del vino, chi sono e che rapporto hanno con l'enologia? La degustazione del vino fatta dalle donne è qualche cosa di relativamente recente, ricorda Brigitte Leloup, vice presidente dell'Association des sommeliers d'Europe: «Quando cominciai personalmente ad imparare 'il vino” e a conoscerlo, nel 1987, c'erano ancora poche donne in un ambiente maschile molto chiuso, e ancora meno nelle scuole alberghiere e nelle classe di sommelleria. Ma oggi non è più così: il nostro approccio con il vino non è imbarazzato e più spontaneo. I nostri sensi sono esacerbati e molto sensibili al minimo effluvio e il palato femminile scopre finezze che quello degli uomini ignora».

Simonetta Doni, graphic designer di importanti aziende ha parlato del vino e della creatività al femminile: «Oggi c'è la consapevolezza che l'immagine giusta qualifica l'intera azienda e fa vendere il prodotto. Superati i pregiudizi che volevano l'equazione 'femminilità = leziosità”, si può affermare che la specifica sensibilità che hanno le donne può contribuire in modo sostanziale alla comunicazione e al successo del vino».

Se il vino fa bene alla salute in generale, fa 'meglio” alle donne, e oltre all'aspetto salutistico vanno considerati i benefici estetici. Le proprietà salutistiche del vino si sono rivelate, secondo quanto è emerso durante il convegno 'Il vino ti fa giovane”, un perfetto anti-invecchiante durante il periodo della menopausa, grazie alle caratteristiche chimiche contenute nelle uve. Il vino è poi un perfetto cosmetico che rende ancora più bella e più giovane la pelle femminile. Insomma, da bevanda prettamente, o quasi, maschile, oggi il vino è un compagno di vita inseparabile per le donne in molteplici aspetti della vita, oltre che un piacere immenso.