Il 13% del Pil piemontese proviene dalla filiera vitivinicola “allargata”
Confindustria Piemonte, Federvini e Unione industriale di Torino hanno organizzato il convegno 'La Filiera Vitivinicola ‘allargata': il modello italiano, valori e impatto sul territorio piemontese”. Nell'evento sono stati presentati i risultati della ricerche svolte da Cueim (Consorzio universitario di economia industriale e manageriale) e Deiagra (Dipartimento ingegneria ed economia agrarie Università di Bologna e Aretè srl) commissionate da Federvini (Federazione italiana
industriali produttori, esportatori e importatori di vini, acquaviti, liquori, sciroppi, aceti e affini) con l'obiettivo di misurare il valore economico e sociale della filiera vitivinicola italiana nel suo impatto economico a livello regionale e nazionale. Entrambi i progetti di ricerca, impostati su base nazionale, hanno inizialmente focalizzato lo studio sul Piemonte, identificato quale ideale 'laboratorio” di analisi del valore della composizione della filiera vitivinicola.
Lo studio dell'Università di Bologna ha consentito di evidenziare il contributo fornito dalla filiera vitinivicola all'economia regionale e nazionale: 20.000 addetti diretti, l'8% della produzione nazionale di vino e il 15% di quella di distillati e liquori proveniente da cantine e impianti produttivi regionali testimoniano ampiamente della significatività della filiera vitivinicola piemontese. La ricerca Cueim, dal canto suo, ha esteso il campo d'indagine alla cosiddetta filiera allargata che oltre ai produttori include i fornitori di beni e servizi degli operatori della Filiera così come, in senso più ampio, le attività economiche indirettamente sostenute come il turismo, l'eno-gastronomia i beni culturali la tutela ambientale e paesaggistica, tutte attività che considerate nel loro complesso significano quasi il 14% del Pil regionale.
Il Convegno è stato introdotto dal presidente di Confindustria Piemonte Luigi Rossi di Montelera, che nel suo intervento ha voluto sottolineare la necessità della tutela del valore della filiera in tutti i contesti istituzionali: «La risorsa vitivinicola rappresenta un bacino di ricchezza e di valorizzazione territoriale essenziale per il Piemonte. Gli interventi di oggi ci aiutano a capire come sfruttare al meglio questo potenziale, e come far sì che diventi sempre più un elemento di crescita, di distinzione e di orgoglio della nostra regione».
A conclusione dei lavori Piero Mastroberardino, presidente di Federvini, nel rilevare il contributo regionale al sistema vitinicolo nazionale e il ruolo del Piemonte quale area test nell'economia dei due progetti di ricerca, ha inteso richiamare il carattere anche nazionale dei due studi annunciando la prossima estensione dei progetti ad altre regioni significative su tutto il territorio nazionale.
industriali produttori, esportatori e importatori di vini, acquaviti, liquori, sciroppi, aceti e affini) con l'obiettivo di misurare il valore economico e sociale della filiera vitivinicola italiana nel suo impatto economico a livello regionale e nazionale. Entrambi i progetti di ricerca, impostati su base nazionale, hanno inizialmente focalizzato lo studio sul Piemonte, identificato quale ideale 'laboratorio” di analisi del valore della composizione della filiera vitivinicola.Lo studio dell'Università di Bologna ha consentito di evidenziare il contributo fornito dalla filiera vitinivicola all'economia regionale e nazionale: 20.000 addetti diretti, l'8% della produzione nazionale di vino e il 15% di quella di distillati e liquori proveniente da cantine e impianti produttivi regionali testimoniano ampiamente della significatività della filiera vitivinicola piemontese. La ricerca Cueim, dal canto suo, ha esteso il campo d'indagine alla cosiddetta filiera allargata che oltre ai produttori include i fornitori di beni e servizi degli operatori della Filiera così come, in senso più ampio, le attività economiche indirettamente sostenute come il turismo, l'eno-gastronomia i beni culturali la tutela ambientale e paesaggistica, tutte attività che considerate nel loro complesso significano quasi il 14% del Pil regionale.
Il Convegno è stato introdotto dal presidente di Confindustria Piemonte Luigi Rossi di Montelera, che nel suo intervento ha voluto sottolineare la necessità della tutela del valore della filiera in tutti i contesti istituzionali: «La risorsa vitivinicola rappresenta un bacino di ricchezza e di valorizzazione territoriale essenziale per il Piemonte. Gli interventi di oggi ci aiutano a capire come sfruttare al meglio questo potenziale, e come far sì che diventi sempre più un elemento di crescita, di distinzione e di orgoglio della nostra regione».
A conclusione dei lavori Piero Mastroberardino, presidente di Federvini, nel rilevare il contributo regionale al sistema vitinicolo nazionale e il ruolo del Piemonte quale area test nell'economia dei due progetti di ricerca, ha inteso richiamare il carattere anche nazionale dei due studi annunciando la prossima estensione dei progetti ad altre regioni significative su tutto il territorio nazionale.

