Una delegazione del Ttb americano sarà in Italia in giugno per tentare di arrivare a un compromesso sulla questione Brunello. 
Ad annunciarlo è Fabio Carlesi, direttore dell'Enoteca italiana di Siena, durante la presentazione della 42° edizione della Settimana dei vini, che prenderà il via venerdì.
«Alti funzionari dell'ente americano saranno prima a Roma, l'8 giugno - ha detto Carlesi - per un vertice al ministero delle Politiche agricole, mentre due giorni dopo verranno a Siena per incontrare i vertici del Consorzio del Brunello».
Esattamente tra i due giorni, c'è il 9 giugno, la scadenza imposta dal Ttb per consegnare nomi e cognomi delle aziende implicate nella vicenda, pena il blocco dell'import di Brunello per tutte le partite non garantite da apposito certificato.
Del Brunello ha parlato, definendo ciò che accade "una incresciosa e preoccupante situazione", anche il presidente dell'Enoteca Italiana, Claudio Galletti (che è anche assessore all'agricoltura della Provincia di Siena). «La questione, oltre a porre elementi di preoccupazione, fa emergere qualche imbarazzo nei nostri confronti», ha sottolineato Galletti, secondo il quale «ora, a maggior ragione, occorrono sostegno e politiche adeguate per quello che può essere considerato l'ambasciatore, nel mondo, del made in Italy».  Galletti ha aggiunto che «l'azione penale farà il suo corso, ma occorre che tutto si concluda il più presto possibile».
In proposito sono recenti le dichiarazioni di intenti da parte del ministro per le politiche agricole Luca Zaia, il quale ha detto che si sta «lavorando a pieno regime per cercare di semplificare l'esportazione del Brunello negli Usa». Zaia ha sottolineato che si sta facendo «un grande lavoro di diplomazia. Devo per questo ringraziare tutti quelli che stanno operando per tessere queste relazioni che mi auguro siano positive».
Il neoministro si è augurato «che questa vicenda non vada poi ad incidere su quella che è l'esportazione complessiva di altri prodotti verso gli Stati Uniti. Il primo obiettivo - ha evidenziato - è di evitare il blocco del Brunello, il secondo è di non far ricadere anche questa discussione nella polemica della mancanza di sicurezza alimentare, come il caso della mozzarella alla diossina o di altri ragionamenti che sono stati fatti in questi mesi e che hanno penalizzato il prodotto italiano».
Zaia ha infine lanciato un monito sul problema della difesa dei prodotti tipici italiani: «non possiamo permetterci - ha detto - di avere produzioni non nazionali che vengono dichiaratamente diffuse come prodotto made in Italy che va a penalizzare il lavoro delle nostre imprese e soprattutto, e in molti casi, la salute dei consumatori».
Con gli Usa 'si lavora a un accordo che garantisca informazioni rapide” in caso di inchieste a carico di produttori italiani di Brunello. Lo annuncia il Consorzio di Tutela del Brunello di Montalcino, precisando che la lettera dell'Attb - che minaccia di bloccare l'import - fa parte di 'un carteggio in una fase negoziale”. La Coldiretti chiede di 'fare chiarezza al più presto” con gli Usa, importatori di 'un quarto della produzione di Brunello”. Anche la Cia auspica una soluzione rapida.


Usa: boom vino italiano nel 2008
Con un aumento, nel valore delle vendite, del 7% è boom per il vino italiano negli Usa anche nel 2008, in testa Brunello e Chianti. E questo nonostante le difficoltà provocate dal tasso di cambio euro/dollaro. Emerge da una analisi della Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi al gennaio 2008, svolta in occasione dell'avvertimento delle Autorità Usa sulla possibilità di blocco agli arrivi di Brunello a partire dal 9 giugno.

Brunello in giro per il mondo
Con un giro d'affari di oltre 120 milioni di euro, 247 produttori e sette milioni di bottiglie vendute ogni anno per il 62% all'estero, il Brunello di Montalcino è considerato un simbolo del vino italiano nel mondo. Il 25% della produzione totale di Brunello è assorbito dagli Stati Uniti, seguiti dalla Germania (9%), dalla Svizzera (7%), dal Canada (5%), dall'Inghilterra e dal Giappone (3%). Una crescita si registra anche in mercati emergenti come sul fronte asiatico dove Cina, India e Corea hanno raddoppiato la domanda negli ultimi due anni.
Il distretto di Montalcino, che oltre al Brunello produce anche il Rosso, il Moscadello e i vini di Sant'Antimo, conta complessivamente su 3.500 ettari di vigneto che sono un autentico "tesoro" poichè, dal 1967 ad oggi, si è avuta una crescita del 2.000% del valore degli ettari coltivati a Brunello: la quotazione di un ettaro di vigneto di Brunello, secondo un'indagine effettuata dall'Istituto nazionale di economia agraria, si attesta oggi sui 350.000 euro anche se, i valori possono salire fino a 500.000 euro.