La birra analcolica viene creata in America nel periodo del proibizionismo. Ma solo dopo molti decenni le 'analcoliche” sono entrate con un parziale successo nel mondo della birra. Sono particolarmente indicate per chi pratica sport, per chi segue una dieta o per chi, viaggiando in auto, non vuole rinunciare al piacere di una birra senza incorrere in sgradevoli 'punti-patente” in meno. Nel nostro Paese comunque il consumo di birra analcolica è quadruplicato negli ultimi cinque anni anche se è ancora difficile poterla trovare nei ristoranti.

 Il processo utilizzato per la produzione delle analcoliche si differenzia rispetto a quello delle altre birre nella fase della fermentazione, che viene arrestata a bassa temperatura. Esiste poi anche un altro modo per ottenerle: bisogna togliere meccanicamente l'alcol stesso. In ogni caso si evita così che la gradazione alcolica aumenti e si ottengono birre con una percentuale di alcol inferiore o al massimo pari all'1,2% in volume. Infatti, secondo la legge italiana la denominazione 'birra analcolica” è riservata al prodotto con titolo alcolometrico volumico non superiore a 1,2% e con grado Plato non inferiore a 3 e non superiore a 8. è proprio il grado Plato (unità convenzionale della gradazione della birra, espressa in un'unità di estratto nel mosto prima della fermentazione) che determina alla fine la bontà di una birra. Quindi è fondamentale nelle analcoliche che il basso tenore alcolico non interferisca o riduca il gusto caratteristico della birra stessa. Purtroppo molte birre analcoliche risultano invece deludenti e di bassa qualità e poche, effettivamente, non ci fanno rimpiangere le classiche con alcol. Come sempre, affidiamoci al potere assoluto del diritto di scelta.
In conclusione teniamo presente che la birra analcolica, oltre che essere iposodica, è anche poco calorica: contiene tre volte meno calorie di una bibita e meno calorie di una porzione di frutta. è ottima come aperitivo e indicata con piatti in umido o in bianco, senza sapori decisi.

Enrico Rota