Non più solo Verdicchio, per Garofoli c’è il rosé
La novità non è di quelle destinate a modificare l'organizzazione e l'immagine di una cantina fondata nel 1871 e da sempre simbolo dell'enologia delle Marche (fra le sue punte di diamante il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore, di cui il Podium 2001 è oggi uno dei più grandi vini bianchi degustabili in Italia).
Ma certo l'avvio di nuove bollicine rosé di alta qualità non passerà inosservata fra gli estimatori delle produzioni dell'azienda Garofoli di Loreto (An).
Un vino che andrà ad affiancarsi a quelli che garantiscono una produzione di due milioni di bottiglie che vengono distribuite per il 35-40% sul mercato interno e per il rimanente sui mercati esteri di tutto il mondo, con una maggiore concentrazione in quelli del nord Europa. Oltre il 60% della produzione riguarda i vini Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi (circa 900mila bottiglie), Rosso Cònero (circa 200mila bottiglie) e Rosso Piceno (circa 220mila bottiglie). Il rimanente della produzione è costituito dai vini Igt Marche (circa 150mila bottiglie), da vini spumanti (circa 90mila bottiglie) ottenuti sia con metodo Charmat che Classico.

